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LOM-Rosate (MI), Siamo un’Azienda leader operante a livello internazionale nel settore dell’Oil & Gas. Progettiamo, realizziamo e commercializziamo componenti, impianti e servizi per l’estrazione petrolifera sia di superfice che sottomarina nonché per il trattamento, regolazione e misura del gas naturale. Siamo un riferimento nazionale per lo sviluppo e implementazione della metodologia “Lean”. La persona ricercat

Autore: Monster Job Search Results

Theranos CEO banned from operating lab for 2 years

Things are not looking good for the once-lauded blood testing startup Theranos. Following an investigation, US federal health regulators have imposed stiff penalties against the firm, including barring CEO Elizabeth Holmes from owning a lab for two years, withdrawing regulatory approval for the company’s California lab, and an unspecified monetary fine.

The story of Theranos has been considerably more juicy and dramatic than anything the stodgy blood testing industry has ever seen (so of course there’s going to be a movie). CEO and founder Holmes left college in 2003 at the age of 19 to start Theranos, keeping the company in stealth mode until a few years ago. When it emerged, Theranos claimed it could test for a multitude of health metrics and diseases using a tiny vial of blood thanks to microfluidic technology used in its Edison platform.

Questions were raised late last year about the accuracy of the company’s testing, which was offered in a number of Walgreens stores. The US Centers for Medicare and Medicaid Services (CMS) conducted an inspection of the Theranos facility in California, finding extensive issues that led to the company canceling or revising the results of many tests. Walgreens recently ended its relationship with Theranos as the seriousness of the investigation became clear.

theranos

The statement issued late on Thursday details the outcome of that investigation. Holmes herself seems to be targeted by the penalties as she personally owns half of Theranos, and won’t be able to own, operate, or supervise a lab for the next two years. That makes it hard to see how she can continue at the company in a leadership role. Theranos is also barred from receiving Medicare or Medicaid payments for its lab services. The list of corrective measures provided for its California facility means the entire operation will have to be scrapped and rebuilt. Theranos says it will do that, but it’s not clear the money is available to make it happen (especially considering the unspecified fines).

Can Theranos even continue to operate going forward? It has no meaningful income after the fallout with Walgreens, the founder can’t operate a lab, and it can’t even accept Medicare patients as a company. It’s a big collapse for Theranos, which was once valued at $ 9 billion. It’s now worth less than $ 1 billion, and most of that has to do with its patent portfolio. Holmes was cited as a self-made billionaire until the investigation started, but now she’s reportedly worth nothing. The fast and loose approach to getting things done in Silicon Valley doesn’t apply in healthcare, as the CMS has made clear. Theranos put patients at risk, and still has to contend with a federal criminal investigation.

Autore: ExtremeTechExtremeTech

Social network, trasformare l’oro in poltiglia non è un gioco da bambini

di Iuri Toffanin

Ho voglia ti togliermi un cruccio. Roba mia, temo, ma devo farlo, per mettermi in sintonia con il mio ruolo di educatore. Viviamo tempi in cui essere bambini è uno sport per veri duri, mentre è uno sport non sempre praticato dagli adulti quello di prestare forme di attenzione adeguate, coerenti e consapevoli. Diciamolo: il livello di distrazione collettiva nei confronti dei minori è piuttosto desolante.

C’è un episodio che ho sul gozzo, da un po’. Quindi oggi perpetrerò un crimine ai danni della Rete e delle sue regole non scritte. Anzi, no, mi correggo: non della Rete, ma dei Social, che così spesso ne incarnano il lato più oscuro. Farò quel che non si deve: tornerò su un argomento morto e sepolto!

Ve ne siete già scordati in molti, eppure pochi mesi fa un bimbo ha dato vita a una parola. Con un’operazione di pura fantasia, ha inventato qualcosa che prima non c’era e che gli serviva per tappare una falla nella realtà, con l’aggiunta della soddisfazione di un riconoscimento ad alti livelli. Una storia bella, per quel che mi riguarda, e che pochi hanno riconosciuto come tale. Voi direte ma senti questo, con tutti i problemi che ci sono guarda a cosa va a perdersi dietro.

Proprio così. Perché a me quel che è accaduto ha fatto l’effetto di una cosa bella violata dalla stupidità collettiva. Per due settimane gli adulti, che non sanno resistere alla tentazione di buttare a terra il giocattolo altrui per ridurlo in pezzi, hanno scippato l’invenzione al suo creatore, ne hanno abusato e l’hanno scaricata sul ciglio della strada. L’importante era romperla, perché quel che conta è neutralizzare le soddisfazioni altrui. Anche quelle di un bambino che sta a guardarci. Sì, perché i bambini continuano a guardarci, come sosteneva De Sica.

Vabbè. I Social si sono dimenticati del petaloso. D’altro canto c’è troppa carne al fuoco, come fai a star dietro a tutto? Dico, l’estate scorsa eravamo tutti Greci, ricordate? Beh, se è andata nel dimenticatoio una nazione, cosa volete che importi un aggettivo?

E come la Grecia, anche il petaloso è appassito. Esibito, maneggiato e buttato. Il popolo dei Social si è divertito e sfogato. In testa a tutti – ho ancora la pelle d’oca – un Presidente del consiglio, figura pubblica da cui sarebbe lecito attendersi sobrietà e che invece, per giorni, compulsivamente, ha ficcato quella parola nei contesti dove meno serviva, al pari di un moccioso che impara a dire “culo” e lo sbraita senza sosta e fuoriluogo, imbarazzando i commensali al pranzo di Natale. Poi, d’un tratto, basta, perché arriva una nuova parola.

Il problema è che i Social sanno essere il contrario dell’arte alchemica, che prendeva il piombo e lo trasformava in oro. Loro no: prendono l’oro e lo trasformano in poltiglia. Prendono la creatività di un bambino e la corrompono, rendendosi protagonisti di una forma impunibile di maltrattamento. Di bambini e di parole.

Ma questi sono i tempi e i Social ne sono lo specchio, con la loro incapacità di volersi dare dei limiti, un contegno, perché il limite è censura e non sia mai! Non ci si riesce a trattenere, nelle azioni e nelle situazioni. Non si ferma nulla, per godersela. Se non dici petaloso, se non lo storpi e non ne abusi, sei fuori. E devi dirlo subito, perché in un attimo sarà sorpassato e avrai perso la tua occasione. Ecco allora uno tsunami di petalosi usati per tutto e per nulla. L’importante è postare. E siccome il troppo stroppia e del ridicolo s’è perso il senso, accade che il popolo dei Social all’improvviso si stufa, perché l’osso è stato spolpato. Il popolo sbuffa, si lamenta che non se ne può più, che il petaloso ha rotto le palle. Povero popolo, così bulimico e incontinente di se stesso. E sta attento che adesso la colpa è del bambino e che deve pure chiedervi scusa.

È andata così, senza vergogna, come sempre. E che sarà mai, direte voi, importa giusto a te. Che poi lui, il bimbo, manco se ne sarà accorto, cosa vuoi, che segua i Social? Lascia perdere e fatti una risata, no?

No. Non stavolta. E allora sapete che faccio? Faccio che oggi, come adulto, mi scuso io, con quel bimbo. Però voglio anche che sappia che quella parola a me è piaciuta e l’ho rispettata. Mi scuso e gli dico “porta pazienza, che vuoi farci, quello degli adulti è un triste mondo, così cinico, annoiato e infantile”. E accetta un consiglio: se un domani tuo figlio dovesse inventare una parola, fate finta di nulla. Tenetevela per voi, sussurratevela in famiglia. E custoditela come fosse un tesoro, un piccolo patrimonio che là fuori non durerebbe che un misero click.

Autore: Il Fatto Quotidiano

Noicattaro 5 Stelle al servizio dei cittadini

Dona

di Raimondo Innamorato, sindaco M5S Noicattaro

Sono Raimondo Innamorato, quasi 34 anni, di Noicattaro in provincia di Bari. Mi sono candidato nel MoVimento 5 Stelle perché credo in quelli che sono i principi costruttivi di un movimento che ha riportato i cittadini ad essere interessati alla politica. Abbiamo vinto al ballottaggio con un risultato che definirei storico: 8500 voti nel mio paese non li ha mai presi nessuno, e questo ha dimostrato a noi che i cittadini hanno una gran voglia di cambiamento così come noi abbiamo in questa campagna elettorale sempre professato. Nei 100 giorni della nostra attività amministrativa proponiamo il taglio delle indennità del 30%, io come sindaco mi riduco del 30% l’indennità. Alla stessa maniera lo faranno gli assessori, il presidente del consiglio del 50%, e adegueremo il gettone di presenza dei consiglieri comunali ad una legge già esistente. Subito dopo noi interverremo sul decoro urbano, daremo in affidamento le aree verdi a vivai o attività commerciali, in modo che anche le nostre strade si mostrino più decorose soprattutto a chi magari ci raggiunge da fuori, dopodiché daremo supporto alle attività produttive. Siamo stati molto attenti in questo nostro periodo di campagna elettorale, li abbiamo interrogati, abbiamo presentato dei questionari, abbiamo ricevuto le loro istanze e oggi siamo in grado di programmare un rilancio economico con delle attività mirate che, non appena avremo modo di visionare quelli che sono i bilanci, ci permetteranno eventualmente di concedere piccoli sgravi, o anche con lo sportello del microcredito che intendiamo implementare nei nostri uffici comunali, faremo partire o inseriremo nuove attività con questo finanziamento di 25 mila euro. Dico questo: sono veramente orgoglioso di far parte di questa squadra, in consiglio comunale non ci entriamo solo noi eletti ma una rete, una rete che si costituisce con il portavoce con lo staff, quindi questo mi fa essere sicuro che la nostra attività amministrativa a servizio dei cittadini sarà competente e sarà concreta.

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9 Lug 2016, 10:14 | Scrivi | Commenti (9) | listen_it_it.gifAscolta
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Tags: innamorato, M5S, MoVimento 5 Stelle, Noicattaro

Autore: Blog di Beppe Grillo

Ministro delle finanze tedesco: se uscite dall’Euro, la Germania crollerà.

theo waigel ex ministro finanze greco se uscite dall'euro è la Germania a crollare

Theo Waigel è stato per dieci anni Ministro delle Finanze di Helmut Kohl. Il 21 giugno scorso ha rilasciato un’intervista a T-Online. Questo è un frammento delle sue dichiarazioni.

Intervistatore: I sondaggi sull’uscita dalla UE mostrano che se si chiedesse ai francesi e ad altri, vincerebbe chi vuole uscire, con uno scarto minimo. Secondo lei da dove viene questa disaffezione per l’UE?

Theo Waigel: “Al grado di sviluppo della globalizzazione e dei mercati aperti cui siamo arrivati – che non è più reversibile -, ci sono forze che si oppongono, sostenendo la necessità di ritornare ai confini e alle regolamentazioni nazionali, che prima funzionavano bene, per tornare ad appropriarsi delle proprie capacità decisionali“.

Intervistatore:E cosa gli si può rispondere?

Theo Waigel: Gli si può rispondere in modo del tutto chiaro quali svantaggi ne scaturirebbero. Se la Germania oggi uscisse dall’unione monetaria, allora avremmo immediatamente, il giorno dopo, un apprezzamento tra il 20% e il 30% del marco tedesco – che tornerebbe nuovamente in circolazione -. Chiunque si può immaginare che cosa significherebbe per il nostro export, per il nostro mercato del lavoro, o per il nostro bilancio federale“.

L’euro conviene alla Germania, ecco perché ci restiamo dentro. Va da sè che se il marco diventasse sconveniente, la lira diventerebbe conveniente per i mercati, per gli investitori e per i consumatori. Queste cose i commentatori nazionali non ve lo dicono. Queste notizie ai telegiornali non passano. Per chi lavora la stampa italiana? Per chi lavora la politica italiana? Per l’Italia o per Berlino? Se lavorasse per gli italiani, interviste come queste sarebbero in prima pagina su tutti i quotidiani, in luogo dello spettro dell’inflazione, e la gente inizierebbe a trarne le conclusioni.

In Germania, invece, non si fanno problemi a dirlo con chiarezza. Anche perché hanno interessi opposti. Ci fu anche un pezzo dello Spiegel Online, che io riportai puntualmente sul blog, datato 13 giugno 2012 (ben 4 anni fa), che lo disse con altrettanta chiarezza:

« Con un’uscita dall’Euro e un taglio netto dei debiti la crisi interna italiana finirebbe di colpo. La nostra invece inizierebbe proprio allora. Una gran parte del settore bancario europeo si troverebbe a collassare immediatamente. Il debito pubblico tedesco aumenterebbe massicciamente perché si dovrebbe ricapitalizzare il settore bancario e investire ancora centinaia di miliardi per le perdite dovute al sistema dei pagamenti target 2 intraeuropei. E chi crede che non vi saranno allora dei rifiuti tra i paesi europei, non s’immagina neanche cosa possa accadere durante una crisi economica così profonda. Un’uscita dall’euro da parte dell’Italia danneggerebbe probabilmente molto più noi che non l’Italia stessa e questo indebolisce indubbiamente la posizione della Germania nelle trattative. Non riesco ad immaginarmi che in Germania a parte alcuni professori di economia statali e in pensione qualcuno possa avere un Interesse a un crollo dell’euro. »


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Autore: Byoblu.com