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HardwareSoftware

Tecnologia Hyperloop ad oltre 320 km/h in 1,2 km: ecco il video

Nei pressi del quartier generale di SpaceX è stata organizzata in questi giorni la seconda Hyperloop Pod Competition, una competizione fra squadre che mostrano la loro tecnologia al fine di valutare la più efficace e la più veloce. Il team vincitore è, banalmente, quello che riesce a portare a termine il percorso nel minor tempo possibile: non è un’impresa semplice e quest’anno a contendersi il titolo sono stati 25 team, fra cui i tre vincitori si sono scontrati nella finalissima.

A vincere l’evento è stato il team WARR (si pronuncia Varr) della Technical University of Munich, che ha battuto i restanti due concorrenti con un pod Hyperloop piccolo, ma molto rapido, realizzato proprio per avere la meglio nella competizione. Con un peso di soli 80 chilogrammi e una potenza di circa 50kW per il suo motore elettrico non c’è stata grande battaglia. Lo stesso team aveva vinto la precedente edizione della competizione che si era tenuta lo scorso mese di gennaio.

Grande merito va però anche ai team che hanno occupato la seconda e la terza posizione. Sebbene battuti, anche Paradigm e Swissloop si sono migliorati raggiungendo velocità importanti e rompendo i loro record. Paradigm è un team formato da studenti di due università canadesi, e ha usato il “pusher” di SpaceX (un veicolo che spinge la capsula all’interno del condotto) insieme a tecnologie proprietarie per i cuscinetti d’aria e il controllo laterale in modo da mantenere la capsula il più possibile al centro e ridurre gli attriti. Ha raggiunto 101 chilometri orari.

Swissloop, infine, ha usato una tecnologia di “jet propulsion” che, per via di alcuni problemi di connessione con i sistemi di controllo, ha raggiunto la velocità di 40 chilometri orari. Elon Musk ha dichiarato, alla conclusione della manifestazione, che in futuro le prossime competizioni potrebbero vedere sistemi capaci di raggiungere e superare i 960 chilometri orari. Del resto è questo il senso di Hyperloop, tecnologia che vuole rivoluzionare il mondo dei trasporti in tutto il mondo. Potete ottenere ulteriori ragguagli sul suo funzionamento a questo indirizzo.

Autore: Le news di Hardware Upgrade

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Economia

WAR GAMES: i missili della Corea del Nord scatenano segnali di RISK OFF

Ci voleva qualcosa che muovesse le acque e creasse i presupposti per delle correzioni di borsa? Eccovi accontentati. Al momento si tratta di un “temporale estivo” anche se nella fattispecie non è la vera pioggia a provocare un po’ di paura ma la pioggia di missili che l’amico (si fa per dire) Kim Jong-Un ha deciso di lanciare negli ultimi mesi, di cui l’ultimo non più tardi di stamattina, preoccupando non poco la comunità internazionale.

(…) Il razzo dalle potenzialità belliche elevate (secondo Seul) ha fatto scattare i sistemi di allerta. È passato oltre i confini settentrionali nipponici intorno alle 5,57 locali. Si è poi rotto in tre parti finendo al largo dell’isola di Hokkaido, nelle acque territoriali di Tokyo. Secondo la Corea del Sud l ha percorso 2700 Km ad un’altezza di 550 chilometri: “Caratteristiche di un vettore a lunga gittata” (…) [Source] 

Subito si è letta la notizia come un rischio per gli USA e per i suoi alleati tutt’altro che teorico. Il ragazzo ha in mano una “rudimentale” bomba atomica e poi, non scordiamolo, come controparte c’è l’omino col parrucchino (al secolo Donald Trump) che non regala molte certezze e serenità.
Ma andiamo alle reazioni del mercato che sono state subito da RISK OFF e non poteva essere diversamente. Impressiona il rally dell’oro, che torna di moda, ovviamente, come asset di “bene rifugio”.

Grafico ORO

Rotta la resistenza, l’oro si spinge verso i massimi relativi in area 1375 $ /oz. Ma non solo. Se il Risk on – Risk off lo si vede anche dall’oro, un’analisi più approfondita la possiamo avere dal mio “Risk on – Risk off Index” dove invece vediamo una rottura ancora più netta.

Grafico Global Risk On Risk Off index

Evidente che già da inizio agosto (ricordate che ve lo avevo accennato?) il quadro di mercato sta invertendo. Non c’è più quell’attitudine al rischio e si sta mollando il tiro. Il trend è stato rotto e ora anche i trading system, le intelligenze artificiali ed i gestori potrebbero doversi adeguare.Un’ultima cosa: guardate il grafico. Da una parte era evidente la correzione del rischio ma dall’altra la capitalizzazione dei mercati continuava a correre. Qualcosa non funzionava…

Stagionalmente settembre ed ottobre non sono grandissimi mesi per i mercati finanziari. Occorreva però un detonatore.

OFF TOPICS: testate atomiche a confronto…

STAY TUNED!

Danilo DT

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WAR GAMES: i missili della Corea del Nord scatenano segnali di RISK OFF, 10.0 out of 10 based on 5 ratings

Autore: Danilo DT Finanza.com Blog Network Posts

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HardwareSoftware

Dell Enters VR Arena With “Visor” HMD

This week, Dell is announcing its own version of a virtual reality head mounted display (VR HMD) at IFA, the Dell Visor. With their first VR product, Dell is joining the ranks of other mainstream manufacturers that are adopting Microsoft’s Windows Mixed Reality platform to bring an HMD to market.

The Dell Visor features two 90Hz 1440 x 1440 LCD panels (for a total resolution of 2880 x 1440) that can “flip up” to let you see the real world around you without completely removing the headset. The faceplate is well cushioned, and the headband is easily adjusted using a thumbwheel. The company claimed that it’s comfortable to wear, even with glasses, but like other VR headsets, this will likely vary from person to person.

Similar to Acer’s Mixed Reality HMD, the Dell Visor is a tethered headset (USB and HDMI cable) that connects to a Windows PC (with at least the baseline specifications) and features inside-out 6DoF tracking; the headset doesn’t require external cameras or lighthouses to track its position in space. Boundaries are setup by outlining the play area with the HMD, but maximum tracking space wasn’t disclosed.

When asked what the main difference between the Dell Visor and its competition was, a representative explained, “Ours is white.” Indeed, the Visor features a white (almost Apple-esque) finish, with an anti-stain coating to keep it clean. The representative went on to explain that Dell’s design keeps comfort and convenience in the forefront, evidenced by the flip-up display, ergonomic headband, and gratuitous face padding. The company hopes that this will be enough to differentiate the Visor in an ever-growing field of VR HMDs.

The Dell Visor doesn’t ship with a controller of any kind, but it’s compatible with Microsoft’s new Mixed Reality Controllers, which are tracked by the headset’s external sensors. Dell is offering the headset for $ 349.99, and you can order the controllers with them for another $ 99.99. For reference, the Acer HMD plus controllers bundle is $ 400.

The Dell Visor is expected to arrive mid-October.

Derek Forrest contributed to this report

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Pc Games

Mario + Rabbids: Kingdom Battle e Last Day of June: è una nuova primavera dello sviluppo videoludico italiano?

L’industria videoludica in Italia non è mai stata in grado di correre alla pari con quella di altri paesi europei particolarmente avanzati, per non parlare dei grandi mercati americano e asiatico, che ovviamente si trovano su livelli completamente diversi. Qualcosa ha continuato a muoversi con una certa costanza, e i rapporti di AESVI hanno sempre puntualizzato una certa crescita in particolare negli ultimi anni, dal 2010 in poi, con un ampliamento del fatturato che ha portato l’industria videoludica italiana a valere sui 15-20 milioni di euro, numeri ancora molto distanti dagli standard internazionali ma comunque incoraggianti. C’è sempre stata una fondamentale discrepanza tra l’ampiezza del mercato dal punto di vista della fruizione e le dimensioni del comparto produttivo, considerando che l’Italia si piazza intorno al nono posto come volumi di vendite e bacino d’utenza ma ha in confronto una produzione estremamente ridotta. Altro elemento distintivo del nostro paese è il fatto di non avere dei publisher affermati e di grandi dimensioni in grado di competere con etichette come Ubisoft, EA o simili, presentando ben poche realtà in grado di assurgere allo status di “major” videoludica (forse un paio, con Digital Bros/505 Games e Milestone). Il panorama italiano, tuttavia, si dimostra piuttosto vivace, presentandosi sulla scena internazionale soprattutto attraverso l’ambito indie: sono molti i team di sviluppo indipendenti, spesso piccole start-up gestite da giovani, come hanno dimostrato i 120 piccoli studi che hanno risposto al censimento di AESVI organizzato l’anno scorso.

È vero che nella maggior parte dei casi i prodotti sono molto spostati sull’ambito mobile, che ormai rappresenta quasi un settore tangente a quello più classicamente videoludico trattato nella maggior parte dei casi in queste pagine, tuttavia dimostra una notevole vivacità del settore e una volontà di lanciarsi in questo segmento, nonostante la mancanza di quei vantaggi e stimoli che all’estero rendono molto più semplice l’investire in questa tipologia di produzione. È comunque un processo evolutivo in corso, e i risultati cominciano a essere evidenti: dalle sperimentazioni su scala più piccola, le fantasiose creazioni indipendenti italiane stanno conquistando i riflettori della stampa internazionale, come ha dimostrato qualche tempo fa Forma.8 di MixedBag e proprio in queste ore il fantastico Mario + Rabbids: Kingdom Battle di Ubisoft Milan e il toccante Last Day of June di Ovosonico. Questi ultimi due, in particolare, rappresentano dei casi piuttosto differenti, con il primo che emerge da una produzione interna di un publisher francese ma gestita in gran parte dalla divisione italiana di Ubisoft, e il secondo invece più afferente al tipico iter produttivo indipendente. Si tratta ovviamente dalla punta di un iceberg che in larga parte resta ancora sommerso, legato a procedure di autofinanziamento per ovviare alla mancanza di investimenti da parte di esterni come accade alla maggior parte degli sviluppatori italiani, ma se non altro la risonanza che queste produzioni possono avere anche sulla stampa generalista italiana, che punta molto in questi casi sul campanilismo industriale, potrebbe arrivare a smuovere qualche ingranaggio nel farraginoso sistema politico/economico che possa rendere più facile e produttivo l’investimento in questo segmento, che evidentemente ha ancora molto da dimostrare.

Autore: Giorgio Melani Ultime news PC | Multiplayer.it

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HardwareSoftware

WireX, smantellata la mega-botnet di dispositivi Android

C’è voluto l’impegno congiunto dei giganti dell’IT (tra cui Akamai, Google, Oracle e Flashpoint) per mettere fine alla carriera della botnet WireX, un vero esercito composto da dispositivi Android che i pirati informatici usavano per portare attacchi DDoS devastanti.

I dispositivi, contagiati attraverso app infette (Google ne ha individuate più di 300) venivano utilizzati per collegarsi contemporaneamente allo stesso sito mettendone in crisi i server e provocandone, di fatto, l’abbattimento.

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Secondo Akamai, nei momenti di picco WireX superava i 120.000 IP unici

Ora il sistema è stato messo KO grazie al team di ricercatori che hanno individuato i server Command and Control usati dai pirati per controllare gli “smartphone zombie” e ne hanno bloccato l’attività. Secondo i portavoce delle aziende che hanno collaborato per neutralizzarla, WireX è la più grande botnet composta da dispositivi mobile che sia mai stata individuata.

Per saperne di più leggi l’articolo completo su Security Info, il sito di Tom’s Hardware dedicato alla sicurezza informatica.

Autore: Marco Schiaffino Tom’s Hardware