[Recensione] ASUS ROG Swift PG27UQ: il top dei top di gamma

Author: GAMEmag – Videogames

[HWUVIDEO=”2574″]ASUS ROG Swift PG27UQ: recensione[/HWUVIDEO]

ASUS ROG Swift PG27UQ è una soluzione più unica che rara, quasi “un esercizio di stile” che un prodotto effettivamente consigliabile all’appassionato. Il dispositivo offre delle soluzioni talmente avanzate da andare incontro incontro a una serie di limitazioni tecnologiche rispetto agli standard attuali (per esempio la bandwidth di DisplayPort 1.4), non semplici da superare, e che comprende al suo interno una componente logica importante, costosa da produrre e che per questo fa levitare il prezzo. Abbiamo seguito le sorti di questa famiglia di prodotti, che fu mostrata inizialmente nell’edizione 2017 del CES di Las Vegas, e poi a più riprese posticipata.

ASUS ROG Swift PG27UQ

Una delle principali limitazioni dipende dal fatto che lo standard DisplayPort 1.4 attualmente non mette e disposizione bandwidth sufficiente per gestire il 4:4:4 Chroma Sampling alla risoluzione 4K e a 144Hz. Questo si traduce in una perdita nella fedeltà cromatica con queste impostazioni disabilitate, ovviamente molto difficilmente individuabile ma comunque presente. Asus consiglia di non procedere all’opzione di overclocking a 144Hz nel caso non si voglia incappare in questa limitazione, ma di lasciare l’impostazione di default a 120Hz. Si consideri allo stesso tempo che giocare in G-Sync e a 144Hz in certi casi fornisce un’esperienza molto gratificante al punto che si può rinunciare a una perdita in termini di fedeltà cromatica.

Offre contemporaneamente HDR 4K UHD in 27 pollici, frequenza di aggiornamento a 144 Hz e NVIDIA G-Sync

Questo è un appunto, perché ASUS ROG Swift PG27UQ offre così tante caratteristiche al giocatore da richiedere una trattazione capillare, a cominciare dallo schermo IPS da 27 pollici di tipo AUO M270QAN02.2 con pannello AHVA, pre-calibrato. Si tratta di un display sensibilmente superiore rispetto a quelli usati in altri monitor ASUS ROG Swift transitati nella redazione di Hardware Upgrade, che mantiene un alto livello di qualità anche se osservato da angolazioni importanti.

Si noti, inoltre, come questo monitor sia pensato alla base per consentire il gioco in HDR, il che fornisce un’esperienza di gioco sensibilmente differente rispetto alla tradizionale, rendendo le parti scure più facilmente interpretabili e le parti chiare più brillanti. Questo può dare vantaggi, sia in termini di godibilità dell’esperienza di gioco che prestazionali, soprattutto con i giochi in prima persona ambientati in luoghi particolarmente scuri. L’HDR può essere abilitato dal pannello dei driver o internamente ai giochi e comporta l’attivazione di una modalità di rendering dell’immagine differente che, in abbinamento al dimming locale di cui dispone il monitor, produce l’effetto prima descritto.

ASUS ROG Swift PG27UQ

HDR

Si tratta di una retroilluminazione definita di tipo FALD (full array local dimming) con 384 aree gestite indipendentemente dietro al pannello. Grazie a un sistema del genere, lo standard HDR può specificare esattamente il valore di luminosità di ciascun pixel. In termini più semplicistici, la scheda logica del monitor può modificare il valore di luminosità restituito da ogni area del pannello in funzione di ciò che succede nel gioco. Il monitor è in grado di gestire “bagliori” di HDR fino a 1000 nit, un valore decisamente importante che rende la luminosità di questa soluzione sensibilmente differente in questi casi rispetto all’impostazione standard di 300 nit.

Discorso fedeltà cromatica: ASUS ROG Swift PG27UQ anche qui è nettamente superiore rispetto ai tradizionali monitor gaming, con un pannello che è in grado di coprire fino al 97% lo spazio colore DCI-P3, si attesta sul 100% per quanto riguarda sRGB e sul 75% circa per quanto riguarda Adobe RGB, secondo i nostri test. Si tratta di un monitor con supporto in hardware per il Variable Refresh Rate con tecnologia marchiata NVIDIA: ovvero, dispone di una circuiteria studiata appositamente per gestire la sincronizzazione verticale in hardware con memoria integrata per conservare gli ultimi frame renderizzati e mantenere la sincronia anche al di sotto del refresh rate minimo del monitor.

Contemplato anche il supporto ad Aura Sync, ROG Light Signal e Light Signature. Sono delle caratteristiche che forse interesseranno solo una ristretta parte del pubblico dei videogiocatori, ma rendono accattivante lo schermo e grintosa l’esperienza di gioco, oltre ad arricchire l’offerta Asus anche come oggetto di arredamento. Aura Sync permette di sincronizzare gli effetti di retroilluminazione con quelli di altre periferiche della famiglia ROG come mouse e tastiere.

ASUS ROG Swift PG27UQ

ROG Light Signature si riferisce, invece, al grintoso fascio di luce emesso dalla base del monitor, il quale proietta il logo ROG direttamente sulla scrivania. Nella parte superiore dello stand di appoggio si trova invece ROG Light Signal, con il logo ROG che in questo caso viene proiettato verso l’alto, ad esempio sul tetto. Entrambi i fasci di luce possono essere controllati tramite OSD, impostati secondo tre livelli di intensità dell’illuminazione ed eventualmente rimpiazzati con altre immagini, come il logo del team con cui si sta giocando. Anche il logo sulla parte posteriore della scocca del monitor può essere personalizzato tramite OSD o software e sincronizzato tramite Aura Sync.

Retroilluminazione FALD (full array local dimming) con 384 aree gestite indipendentemente dietro al pannello: HDR può specificare esattamente il valore di luminosità di ciascun pixel

I 144 Hz consentono di godere di immagini più fluide e di ridurre l’input lag, rischiando di diventare indispensabili per il giocatore competitivo che ama titoli come Overwatch, League of Legends, DOTA 2 o CS:GO. Molto importante anche G-Sync, non tanto nei casi di quei giochi che il sistema elabora senza grossi patemi, e con i quali dunque si superano i 100/120 fps, quanto nei titoli con grafica più complessa, penso a un Battlefield V o allo stesso Far Cry 5, in cui il frame rate può essere particolarmente instabile in funzione della sequenza di gioco da renderizzare, con flusso delle immagini dunque maggiormente sottoposto a tearing e stuttering.

G-Sync sincronizza l’intervallo di refresh del pannello con il frame rate erogato dalla scheda video, offrendo un gameplay fluido e fedele anche nelle situazioni di instabilità nel rendering come quella appena descritta. La sua presenza, dunque, aiuta la scheda grafica a sfruttare appieno il potenziale di un monitor come PG27U.

ASUS ROG Swift PG27UQ

VRR (variable refresh rate)

NVIDIA G-SYNC HDR, inoltre, va oltre un’evoluzione del VRR (variable refresh rate). Si tratta di uno standard di esperienza di gioco certificato che deve garantire rigorosi parametri di qualità e prestazioni. ASUS ROG e NVIDIA hanno lavorato a stretto contatto per rendere tutto questo possibile: si tratta di una collaborazione che è nata con il primo display G-Sync della famiglia ROG Swift, ovvero PG278Q, e che giunge allo stadio più elevato con il nuovo PG27UQ. Nel pannello di controllo NVIDIA, gli utenti possono scegliere tra Fast Sync, V-Sync, nessuna sincronizzazione o consentire all’applicazione di prendere il controllo su questo aspetto.

Le tecnologie di VRR incontrano due situazioni di criticità, ovvero quando le prestazioni vanno al di sotto del refresh rate minimo del monitor o quando vanno al di sopra del refresh rate massimo. Grazie alla circuiteria interna al monitor adibita al G-Sync, una soluzione come PG27UQ è in grado di memorizzare l’ultimo frame senza tearing e continuare a visualizzarlo anche in quei frangenti in cui dalla scheda video non arriva niente di nuovo. Con le ultime revisioni di G-Sync, inoltre, l’utente può liberamente stabilire il comportamento del monitor quando si va oltre il refresh rate massimo. Ovvero, se abilitare il V-Sync via software, che continuerà a eliminare il tearing bloccando il frame rate a una certa soglia, o lasciare libere le immagini di scorrere senza V-Sync. Si noti, comunque, che a frame rate talmente elevati solitamente le tecnologie di sincronia verticale diventano superflue: la scheda video sta costantemente rifornendo il monitor di immagini seguendo quasi alla perfezione l’input del giocatore mentre il refresh rate alto consente la visualizzazione di quasi tutti i frame pervenuti nell’ordine giusto.

G-Sync contempla anche una tecnologia per la riduzione del ghosting, tramite un overdrive gestito in hardware che non si limita a ridurre il ghosting quando il frame rate è fisso ma che si rivela valido anche nei casi di frame rate fortemente variabile.

ASUS ROG Swift PG27UQ

Ghosting

Cos’è il ghosting? Gli LCD possono avere tempi di risposta rapidi, di appena 1 millisecondo per passare da un colore a uno nuovo, ma i nostri occhi sono ancora più veloci e sono in grado di percepire le deboli immagini del fotogramma precedente. Le tracce persistenti possono rimanere indietro rispetto agli oggetti in movimento e offuscare la loro posizione e sagoma, compromettendo sia l’immersione nel gameplay che le prestazioni nei giochi competitivi. Per ovviare a questo problema tradizionalmente si è fatto ricorso al metodo dell’overdriving, ovvero all’alterazione temporanea del nuovo pixel a un valore precalcolato al frangente in cui il fotogramma viene visualizzato. L’overdriving accorcerà la transizione al nuovo colore, producendo un ghosting meno prominente.

L’implementazione dell’overdrive in display che includono la tecnologia VRR (Variable Refresh Rate), come i display NVIDIA G-SYNC, è un processo molto più complesso che richiede nuove tecniche

Nelle condizioni in cui la cadenza di aggiornamento è prevedibile perché il frame rate è più o meno stabile calcolare i valori di overdrive è piuttosto banale e il “trucco” funziona. Tuttavia, l’implementazione dell’overdrive in display che includono la tecnologia VRR (Variable Refresh Rate), come i display NVIDIA G-SYNC, è un processo molto più complesso che richiede nuove tecniche. Per cambiare il colore target del pixel nel tempo, G-SYNC guida la tensione del pixel in modo da aggiornare il colore target all’interno del ciclo di aggiornamento. Quindi si ottiene una transizione rapida del pixel e il colore corretto è subito disponibile in tempo per la visualizzazione del fotogramma successivo. Il ghosting è così veramente risolto e i giochi appaiono più nitidi e reattivi. I parametri GSYNC di Variable Overdrive sono sintonizzati per ciascun display sull’intera gamma di frequenze di aggiornamento supportate dal pannello LCD e lavorano sempre in background per ridurre l’effetto di ghosting, producendo effetti perennemente piuttosto che tra un frame e l’altro.

Swift PG27UQ utilizza un pannello AUO AHVA progettato specificamente per i giochi per PC. Una pellicola QDEF (Quantum Dot Enhancement Film) viene applicata congiuntamente a un sistema di retroilluminazione basato su LED blu, la cui luce filtra attraverso pixel vuoti per generare le tonalità blu, mentre QD rossi e verdi sono responsabili delle rispettive tonalità. Ciò consente di gestire un’ampia gamma di colori, producendo immagini molto fedeli.

ASUS ROG Swift PG27UQ

In modalità HDR, PG27UQ copre fino al 97% dello spazio colore per gli usi professionali DCI-P3. Quest’ultimo consente una copertura maggiore rispetto a sRGB. I monitor Swift PG27UQ sono pre-calibrati in modo da garantire una fedeltà dei colori con delta E inferiore a 3 (di seguito potete vedere i risultati delle nostre misure). DCI-P3 per quanto riguarda i contenuti SDR si attiva abilitando la voce “Gamut Ampio” presente nell’OSD. Non c’è invece la possibilità di cambiare Gamut con HDR abilitato perché in questo caso è il contenuto ad avere il controllo sul tipo di spazio colore.

Sempre nell’OSD ci sono altre opzioni, come l’Overdrive dei pixel, il Potenziamento degli scuri per migliorare la visibilità negli ambienti bui senza modificare la gamma complessiva, la Retroilluminazione variabile se si vogliono abilitare modifiche all’intensità della retroilluminazione nelle modalità SDR o HDR. Infine, si può abilitare l’opzione che permette al sensore di luce ambientale integrato di cambiare il valore della retroilluminazione in funzione del livello di luminosità dell’ambiente reale.

ROG Swift PG27UQ è dotato di tecnologie di tipo Flicker-free e il Filtro alla lice blu secondo le certificazioni dei laboratori TÜV Rheinland. Si tratta di impostazioni volte a rendere confortevole la visione del monitor anche su lunghe sessioni e ridurre il più possibile il loro affaticamento. Le luci blu emesse dal pannello possono essere filtrate fino al 70% se si imposta il livello 4 (più alto).

ASUS ROG Swift PG27UQ

GameVisual e GamePlus

Per i giocatori ci sono poi i preset GameVisual, già visti in altre soluzioni ROG Swift. Il preset dedicato agli sparatutto in prima persona aumenta la visibilità negli ambienti bui in modo da consentire al giocatore di avere la più chiara percezione possibile rispetto a ciò che lo circonda. La modalità per gli RTS e gli RPG migliora la nitidezza, mentre sRGB è ideale per le foto e le applicazioni professionali. La Racing Mode favorisce la reattività del pannello, mentre Cinema agisce su contrasto e saturazione dei colori per restituire immagini più vivide possibile durante la riproduzione dei film. Nella modalità Scenario, invece, abbiamo maggiore luminosità e regolazioni per rapporto di contrasto e saturazione in modo da favorire la visualizzazione di panorami. Le opzioni GameVisual sono disponibili solo in SDR. Al solito, GameVisual mette a disposizione anche una serie di mirini per gli shooter, il contatore di FPS (in questo caso molto utile per verificare come il refresh rate venga effettivamente regolato sul frame rate grazie a G-Sync). Ci sono anche il timer e la modalità per la configurazione dei setup multi-monitor, che visualizza degli indicatori a schermo che permettono di posizionare opportunamente gli schermi.

Per quanto riguarda le connessioni, oltre alla già citata porta DisplayPort 1.4, PG27UQ dispone dell’ingresso HDMI 2.0b, il che permette di connettere due PC o due dispositivi contemporaneamente. Ci sono due porte USB 3.0 per mouse e tastiera, o per le cuffie ad esempio. Se si connette il monitor al PC con il cavo USB 3.1 Type-B incluso nella confezione è poi possibile controllare queste periferiche tramite il PC. Non manca il jack da 3,5mm.

ASUS ROG Swift PG27UQ

DisplayPort 1.4 e bandwidth

Sul deterioramento della fedeltà cromatica in 4K 144 Hz 4:4:4 10b-HDR è giusto soffermarsi ancora un po’. Si tratta di una complicazione che viene a crearsi quando si abilita l’HDR in concomitanza delle altre opzioni, perché va oltre la bandwidth del DisplayPort 1.4, che è di 32,4 Gbp/s. 4K60 4:4:4 richiede una bandwidth di 17,82 Gbp/s con lo schema colore BT.709 a 8-bit, ma l’abilitazione dell’HDR richiede necessariamente un aumento della gamma cromatica. Ovvero salire al gamut BT.2020 con una profondità almeno di 10 bit. In altri termini si passa da una bandwidth richiesta di 17,82 Gbp/s a 22,28 Gbp/s per quanto riguarda i 60 Hz fino a superare i 40 Gbp/s per i 144 Hz. Ecco uno schema riassuntivo:

4K 30 4:4:4 10b-HDR = 11,14 Gbps
4K 60 4:2:2 10b-HDR = 17,82 Gbps
4K 60 4:4:4 10b-HDR = 22,28 Gbps
Bandwidth DisplayPort 1.4 = 32,4 Gbp/s
4K 144 4:4:4 10b-HDR = 43 Gbp/s

Il problema sarà risolto dalle successive versioni di HDMI e DisplayPort, che sicuramente porteranno in dote più bandwidth. Per quel momento ASUS ROG Swift PG27UQ sarà pronto a supportare l’HDR anche a 4K e a 144 Hz. Allo stesso tempo, la limitazione dovuta alla bandwidth del DisplayPort non si traduce in conseguenze sensibilmente tangibili. La differenza nella maggior parte dei giochi, nella riproduzione dei filmati in HDR o nella navigazione su internet è molto ridotta, presentandosi effettivamente solo nel caso di certe scritte che usano ben specifici colori.

I vantaggi dell’HDR e dei refresh rate più alti, d’altronde, superano di gran lunga quelli marginali riscontrabili nella fedeltà dei colori, peraltro non individuabili tramite una sonda colorimetrica come quella presente qui in redazione. Un titolo come Far Cry 5, che supporta molto bene HDR, o Final Fantasy XV, offrono semplicemente un’esperienza di gioco diversa con un monitor del genere.

Gamut

Passando ai test, abbiamo innanzitutto verificato il Gamut, configurabile nelle modalità sRGB e Gamut Ampio per quanto riguarda l’impostazione SDR. I risultati sono eccellenti, come già anticipato e come verificabile con il seguente confronto.


sRGB


Gamut Ampio

Risposta tonale e gradazioni di grigio

La curva del gamma rilevata su questo pannello si attesta su un andamento molto regolare e vicino al riferimento 2.2. Questa curva di gamma restituisce toni scuri profondi assieme ad immagini più incisive, con una buona versatilità che rende il monitor adatto all’impiego videoludico e, più in generale, ad attività di tipo multimediale.

ASUS ROG Swift PG27UQ

In una situazione ideale tutti i campioni della scala di grigio dovrebbero avere una temperatura colore di 6500K (considerata la temperatura colore del bianco “neutro”) o, nel concreto, almeno sullo stesso livello strumentalmente rilevato della temperatura colore del punto di bianco (RGB input 100). Con questo pannello caso vediamo che la temperatura colore della scala di grigio si muove in una finestra compresa tra i 7460K e poco più di 7560K, un range molto ristretto che descrive quindi un’eccellente omogeneità per la scala di grigi.

ASUS ROG Swift PG27UQ

Luminosità e contrasto


IntensitàLuminositàNeroRapporto di contrasto

Punto di bianco
(Rif: 0,313x – 0,329y)

0%245,80,122050:10,298x – 0,319y
25%254,70,122140:10,298x – 0,319y
50%254,60,122070:10,298x – 0,318y
75%254,30,122070:10,298x – 0,318y
100%254,30,122070:10,298x – 0,318y

Il rapporto di contrasto della nuova soluzione Asus ROG è eccellente, come confermano le nostre misure. Il punto di nero è impeccabile, mentre si riscontra un lieve livello di imprecisione per il punto di bianco. Per quanto riguarda la luminosità, si tenga conto che il test è stato realizzato con HDR disabilitato: da questo punto di vista PG27UQ può restituire risultati di gran lunga migliori, ma la luminosità in HDR va misurata con strumenti più sofisticati di quelli in nostro possesso.

Uniformità della luminosità

L’uniformità di un pannello è uno dei parametri più interessanti da indagare specie quando si analizza un display di grandi dimensioni. Sfortunatamente si tratta di un aspetto complesso da rilevare e che può offrire solamente qualche indicazione di massima, in quanto determinato da numerose variabili che spesso non possono essere controllate e che non dipendono esclusivamente dalla bontà delle soluzioni tecnologiche adottate.

Al netto delle differenze tra le possibili tecnologie di retroilluminazione, uno degli elementi che più va a condizionare l’uniformità di un pannello è il suo assemblaggio: allineamenti non perfetti, pressioni non omogenee, eventuali (imprevedibili e non identificabili) stress o urti subiti durante il trasporto, l’imballaggio o l’installazione sono tutti piccoli aspetti che possono condizionare anche in maniera sensibile l’uniformità di un esemplare di monitor o televisore, e maggiore è la sua dimensione, più facilmente esso sarà prono all’influenza di queste variabili.


Luminosità 50


Luminosità 67


Luminosità 83


Luminosità 100

L’uniformità della luminosità è stata misurata apponendo la sonda su nove differenti aree dello schermo e variando la luminosità del pannello al 50%, 67%, 83% e 100% di intensità. Il valore restituito è in tutti i casi molto buono: difficilmente con altri pannelli abbiamo riscontrato valori così costanti al variare della luminosità.

Fedeltà cromatica


ASUS ROG Swift PG27UQ

Anche in questo caso è praticamente impossibile trovare dei difetti. Il valore di Delta E rappresenta la distanza tra due punti nello spazio colore Lab e fornisce un’utile indicazione per capire quanto un colore riprodotto a schermo sia fedele al colore definito dalla sorgente. E’ bene tenere presente, a tal proposito, che un valore di Delta E compreso tra 0 e 1 rappresenta uno scostamento praticamente non percepibile ad occhio nudo e per alcuni colori particolari l’occhio umano non è capace di percepire variazioni di Delta E fino a 3.

Sui 48 campioni misurati nel test, vediamo una media Delta E pari a 2: se osserviamo più nel dettaglio i risultati vediamo che in un caso il Delta E arriva fino a 5 ma nella stragrande maggioranza dei casi si colloca tra 0 e 3. Pur non trattandosi di un monitor destinato ad impieghi professionali, la precisione cromatica è vicina alla perfezione.

Il campione che ha dato riscontro di Delta E pari a 5 si rivela problematico in tutti i test di display che facciamo, evidentemente si tratta di una tonalità difficile da gestire per i pannelli. Si noti che il test non può rilevare il deficit di fedeltà cromatica di cui abbiamo parlato in abbinamento alle limitazioni di bandwidth perché, ancora una volta, eseguito in SDR.

ASUS ROG Swift PG27UQ

ASUS ROG Swift PG27UQ

ASUS ROG Swift PG27UQ

Asus ROG Swift PG27UQ, in definitiva, è un punto di riferimento tecnico che racchiude il meglio delle tecnologie di visualizzazione oggi disponibili, anche al di là dei limiti tecnici dovuti ai metodi di connessione odierni. Combina, infatti, le funzioni più avanzate in un unico dispositivo: ciò significa utilizzare le componenti di fascia alta più recenti dai partner come AU Optronics e NVIDIA. Questo anche al di là del controllo sul prezzo, che quindi diventa veramente molto alto. Il prezzo di listino, infatti, è di € 2.549.

 ASUS ROG Swift PG27UQ
Dimensioni pannello (diagonale)27” (68,4 cm) Wide Screen (16:9)
Area di visualizzazione596,16 x 335,34 m
Retroilluminazione pannello / TipoDirect WLED, retroilluminazione backlight / tecnologia AHVA IPS-type
Superficie DisplayNon-glare
Saturazione coloreFino al 97% in DCI-P3 / 99% Adobe RGB/td>
Risoluzione / Refresh RateDP: 3840 x 2160 @ 144Hz (overclockato)
DP: 3840 x 2160 @ 120Hz (nativo)
HDMI: 3840x 2160 (fino a 60Hz)
Pixel Pitch0,155 mm (163ppi)
Luminosità300 cd/m² (tipico/SDR on)
600 cd/m² (tipico/HDR on)
1,000 cd/m² (picco/HDR on)
Rapporto di contrasto1000:1 (tipico/SDR on)
50,000:1 (tipico/HDR on)
Angoli di visione178°(H) / 178°(V)
Colori del Display1,07 miliardi
Tempo di risposta4ms da grigio a grigio
Supporto HDRSi
Dimming locale dinamicoSi. 384 zone
OverDriveSi
Precisione del coloreIn media Delta E inferiore a 3
Supporto HDCP 2.2SI (DP e HDMI)
GameVisualFPS, RTS/RPG, Racing, sRGB, Cinema, Scenery
GamePlusCrosshair, Timer, FPS Counter, Display Alignment
Input / OutputDisplayPort 1.4
HDMI 2.0b USB 3.0 (1x upstream Type-B, 2x downstream Type-A)
jack stereo 3,5mm per le cuffie
Frequenza del segnale digitaleHDMI: 30~135KHz(H)/24~60Hz(V)
DisplayPort: 52-268Hz(H)/24~120Hz(V)
DisplayPort(OC): 52-322Hz(H)/24~144Hz(V)
Consumi180W (HDR on)
Voltaggio100–240V, 50 / 60 Hz
Colori del chassisPlasma Copper & Armor Titanium
Inclinazione (angolo)+20° ~ -5°
Rotazione (angolo)+35° ~ -35°
Pivot90° in senso orario
Regolazione altezza0~120 mm
Aggancio VESA al muro100 x 100 mm
Dimensioni634 x (437 – 557) x 268 mm
Peso9.2kg(netto), 12.8kg (lordo)
CaratteristicheNVIDIA G-SYNC HDR Technology, Flicker Free technology Low Blue Light (Blue Light Filter), ASUS Aura Sync technology, ROG Light Signal, Ambient Light Sensor
AccessoriAdattatore di alimentazione, cavo di alimentazione, cavo DisplayPort, cavo HDMI, cavo USB 3.0 (tipo B), scheda di garanzia, guida di avvio rapido, copertura della luce LED, supporto CD, custodia ROG, scheda di benvenuto ROG, rapporto di calibrazione del colore
Regolazione e conformità agli standardUL / cUL, CB, CE, ErP, FCC, CCC, BSMI, CU, C-Tick, VCCI, PSE, Livello CEL 3, J-MOSS, RoHS, WEEE, Windows 7 e 8.1 e 10 WHQL, KCC, E- STANDBY, TUV-Flicker Free, TUV Low Blue Light, UkrSEPRO, RCM, MEPS

AMMINISTRAZIONE, FINANZA E CONTROLLO DI GESTIONE – ADDETTO AMMINISTRATIVO

Author: Monster Job Search Results

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Cocoon Compilation R – Isolée – Yes Let


VARIOUS ARTISTS – COCOON COMPILATION R – CORLP043 Vinyl Box-Set limited to 500 copies + includes the Compilation on CD Cocoon Recordings presents: R! Includes a set of 6×12“ exclusive fluorescent vinyl records which glow in the dark and create a "magical“ effect while played in club. Techno in 2018 and Cocoon Recordings in 2018: What on earth is left when everything has already been said, done, produced, sampled and triggered, then revisited and re-imagined once again for good measure – and all that, knowing full well the wheel can't actually be reinvented… but hang on a second, isn't that exactly the point? Isn't that the real core of this music? It just keeps on turning like a great, infinite wheel! The revolution in sound, that magical moment at the very beginning is now, admittedly, a distant memory. To this day however, the origins of the movement reappear time and again as stylistic features in current productions. The uncompromising, distorted rhythms of Detroit, the euphoria of UK Acid House and the subsequent “Second Summer of Love“ or the magical "Bring Down The Walls" vibe of Germany’s post-reunification years which still shapes the Berlin scene today, not forgetting of course, the Hessian excess of the Techno-freaks from Frankfurt…. all this has very little to do with contemporary Techno. The meaningful element of this music, the true core of quality techno lies in itself, not in what once was or where it came from. That's exactly why this music still works, even for those who have been on the bus from day one. In the meantime, the wheel has turned so far that every conceivable genre has been defined and then packed full of memorable moments. Techno, Minimal, House, Tech House, Deep House, Electro, EDM, Acid etc, etc, etc. Names, styles, references… it’s all smoke and mirrors. Yes, they certainly help us to categorise a track on first listening, but it’s listening to the music, dancing to it and simply letting it be that’s by far the most important thing. Society as a reflection of cultural development shows us where persistent labelling can lead. Left, right, up, down, all this ultimately leads us to lose sight of what’s really important. Music and dancing connect people, overcome language barriers, skin colours and national borders and we have to start looking at our music in this light. Almost 30 years after the Second Summer Of Love, it's time to classify our music not by origin and category, but by the feelings it triggers and how it works. Which brings us to Cocoon Recordings and above all to Cocoon Head Sven Väth, who demands exactly this from himself and "his" music. Few other DJs embody the ability to "think outside the box" like Frankfurt’s honorary citizen, whether he’s dropping Sade’s version of "Why Can't We Live Together" to close out the night or ushering in Monday morning with the Bangles’ "Just Another Manic Monday". Of course Sven and Cocoon are also synonymous with Techno, nevertheless we should look back over the last few years of Cocoon Recordings with great pride and recognise that strict style guidelines and exaggerated pigeonholing no longer apply. It’s especially true for the compilation series, which having now reached the letter R(ecordings), impressively shows the arc the Frankfurt label’s output continues to span. From soft and melodic with a lot of depth to highly functional and extremely crisp – there’s a creative range on offer that very few labels can boast. "I listen to and play everything that I like and that touches me. I always pack a genre-spanning record bag, I’m particularly interested in those special tracks – that's exactly how my vision of Cocoon Recordings is about!" (Sven Väth) http://bit.ly/Compilation_R_Bandcamp http://bit.ly/Compilation_R_Amazon http://bit.ly/Compilation_R_Beatport http://bit.ly/Compilation_R_Decks http://bit.ly/Compilation_R_iTunes

Foot – LFP – LFP :  Caillot, Graille, Ferry au CA

Author: L'Equipe.fr Actu Football

Foot LFP

Publié le

Jean-Pierre Caillot (Reims), Francis Graille (Auxerre) et Loïc Féry (Lorient) ont intégré le conseil d’administration de la LFP.

Football - Football - Loïc Féry est au CA de la LFP. (Photo : R. Martin/L'Equipe)

Loïc Féry est au CA de la LFP. (Photo : R. Martin/L’Equipe)

L’assemblée générale de la Ligue a élu trois nouveaux membres pour le conseil d’administration de l’institution. Pour la Ligue 1, Jean-Pierre Caillot (Reims) a été désigné. Et pour la Ligue 2, les heureux élus sont Francis Graille (Auxerre) et Loïc Féry (Lorient) . Par ailleurs, le statut professionnel a été donné à l’AS Béziers, au Grenoble Foot 38 et au Red Star FC, promus en Ligue 2.

E. M.