League of Legends – I dettagli della patch 3.5

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League of Legends - I dettagli della patch 3.5
Una nuova ondata di ribilanciamenti

Riot Games ha rilasciato la patch 3.5 per il MOBA rampante League of Legends che figura tra i massimi rappresentanti della nuova espansione dell’eSport. La patch ribilancia svariati eroi ma le modifiche più incisive sono quelle riservate a Akali, Kayle e Lux.

Akali
Mark of the Assassin
– Initial damage reduced to 35/55/75/95/115 from 45/70/95/120/145
– Mark detonation damage Ability Power ratio increased to 0.5 from 0.4

Shadow Dance
– Essence of Shadow charge rate increased to 35/25/15 seconds from 25/20/15

Corki
Missile Barrage
– Now fires a Big One every 3rd missile instead of every 4th
– Missile charge rate reduced to 12/10/8 seconds from 12

Karma
Gathering Fire
– Mantra cooldown reduction increased to 2 seconds at all levels from 1/1.5/2

Inner Flame
The detonation area now occurs at the actual point of missile impact instead of at the center of the initial target that is hit

Focused Resolve
– Mana cost reduced to 70/75/80/85/90 from 70/80/90/100/110
– Now applies Gathering Fire’s effect on each instance of damage dealt instead of only once on initial application, but now deals damage 3 times over the duration instead of 6

Inspire
– Movement Speed duration increased to 1.5 seconds from 1.25
– Fixed a bug where the tooltip stated the shield was 80/115/150/185/220 instead of its actual value of 80/120/160/200/240

Mantra Bonus – Defiance
– Movement Speed bonus is now always 60% instead of 20/30/40/50/60% (based on Inspire’s current rank)
– Ally shield / haste range increased to 700 from 600

Kayle
Divine Blessing
– Cast range reduced to 900 from 1000

Intervention
– Cast range reduced to 900 from 1200

Lux
Base Movement Speed reduced to 330 from 340

Final Spark
– Cooldown increased to 80/65/50 seconds from 80/60/40

Morgana
Dark Binding
– Mana cost reduced to 50/60/70/80/90 from 60/75/90/105/120

Soul Shackles
– Mana cost reduced to 100 at all ranks from 100/150/200

Nami
Tidal Wave
– Range increased to 2750 from 2500
– Cooldown reduced to 120/110/100 seconds from 140/120/100
– Mana cost reduced to 100 at all ranks from 100/150/200

Nautilus
Base Armor increased to 19 from 15

Titan’s Wrath
– Cooldown reduced to 22/21/20/19/18 seconds from 26/24/22/20/18

Nunu
Absolute Zero
– Cooldown reduced to 110/100/90 seconds from 150/120/90
– Mana cost reduced to 100 from 150

Quinn
Harrier
– Valor now marks targets slightly more frequently
– Targets are now marked more immediately when Valor lands on the target

Vault
– Quinn now lands closer to her target when using Vault from far away

Urgot
Acid Hunter / Noxian Corrosive Charge
– Now displays Acid Hunter’s lock-on range while there is a visible, nearby enemy champion marked by Noxian Corrosive Charge

Volibear
Rolling Thunder
– Movement Speed bonus toward champions adjusted to 30/35/40/45/50% from 45% at all ranks

Oggetti

Spirit of the Ancient Golem
New Recipe: Spirit Stone + Kindlegem + 450 gold = 2000 gold (total cost reduced from 2300 gold)
No longer grants +30 Armor
Now grants +10% Cooldown Reduction

Spirit of the Elder Lizard
New Recipe: Spirit Stone + Long Sword + Long Sword + 500 gold = 2000 gold (total cost reduced from 2300 gold)
Attack Damage reduced to 45 from 50

Seraph’s Embrace
Active Mana cost reduced to 20% current Mana from 25%
Active Shield adjusted to 20% of current Mana + 150 from 25% current Mana

Muramana
Toggle damage changed to physical from magic

Mafia, riabilitare le vittime innocenti


Autore: Il Fatto Quotidiano

Ci eravamo rassegnati, noi familiari di Giuseppe e Paolo Borsellino, gli imprenditori di Lucca Sicula uccisi da cosa nostra nel 1992 a causa della loro schiena dritta, a restituire loro l’onore della memoria al di fuori dalla aule di giustizia, che dopo un ventennio ci avevano dato solo il killer di mio nonno Giuseppe, Emanuele Radosta; niente mandanti e niente di niente rispetto all’omicidio di mio zio Paolo, dalla cui morte il prossimo 21 aprile saranno trascorsi 21 anni. Avremmo rimediato noi parlando con la gente, raccontando all’Italia intera chi erano questi due uomini guidati non dal coraggio ma dalla dignità. Ci eravamo rassegnati ad accettare, dopo le beffe processuali, anche la revoca del riconoscimento di vittima innocente della mafia a mio zio Paolo; nessuno dei miei familiari aveva la forza di combattere ancora, non contro la mafia, ma contro la cieca burocrazia. “Diamoci da fare per raccontare la verità in giro, sui giornali, in tv, sui libri” ci eravamo detti. 

Essere vittima innocente della mafia vuol dire che, alla luce di indagini approfondite, non risulta alcun legame con ambienti criminali. Che la vittima è innocente e cristallina, uccisa per la propria onestà o per sbaglio. E vittime innocenti della mafia, mio zio e mio nonno, lo erano stati riconosciuti immediatamente. Per tutti gli uffici essi erano morti per difendere con le unghie e con i denti la loro azienda di calcestruzzi dagli appetiti mafiosi.

Poi, nel 1998, la Prefettura di Agrigento comunica che la posizione di Paolo necessita di approfondimenti, e nel 2001 ad egli viene revocato il riconoscimento. La ragione è molto semplice: in seguito all’esame di un collaboratore di giustizia, Calogero Inga, la Direzione distrettuale antimafia di Palermo (competente su Agrigento) si convince che mio zio Paolo sia stato ucciso perché poteva aver avuto un ruolo nell’assassinio di un boss di Villafranca Sicula, Stefano Radosta, che, secondo il pentito, pretendeva il pagamento di un debito risultato poi inesistente.
La DDA, celerissima nell’avvalorare le propalazioni del “prezioso” collaboratore, tralascia però di comunicare alla Prefettura che le dichiarazioni di Inga vengono considerate assolutamente inattendibili con sentenza del 26 luglio 2003 della Corte di Assise di Appello di Palermo, confermata con sentenza della Suprema Corte di Cassazione n. 4652/05, che assolve Mario Davilla, Calogero Sala e Giuseppe Maurello dall’omicidio di mio nonno Giuseppe; tutti assolti proprio perché quanto dichiarato dal pentito non merita alcuna credibilità: “il giudizio di ‘intrinseca attendibilità’ sbrigativamente formulato dai primi giudici in ordine all’intero racconto di Inga, appare non tenere minimamente conto dell’effettivo contesto emerso dalle indagini svolte dagli inquirenti ancora prima della uccisione del Borsellino e di altre emergenze processuali di segno opposto” scrivono i giudici di Appello. Dunque mio zio rimane una vittima “non” innocente nonostante il suo accusatore sia stato sconfessato su tutta la linea e non esista nient’altro sul suo (cristallino) conto. Appare scontato come la ragione di tutta questa manovra mafiosa, che ha avuto Inga come suo strumento, fosse quella di cancellare il sacrificio fatto da due persone per bene, infangando la loro memoria.

Siamo rimasti in silenzio per otto anni. Nessuno di noi se la sentiva più di immergersi ancora una volta nelle carte per dimostrare la totale innocenza di mio zio Paolo. Ci eravamo, semplicemente, rassegnati. Fino ad oggi. Ci siamo guardati in faccia e abbiamo deciso di ricominciare, abbiamo capito che la nostra battaglia non poteva finire così. Così dopo un lungo lavoro di studio delle sentenze, delle note della DDA e della Prefettura, abbiamo presentato pochi giorni fa un corposo ricorso contro quella che, stando proprio alle sentenze, è una colossale ingiustizia condita da superficialità nel momento in cui, venuta a galla la verità, nessuno si è preoccupato di riabilitare mio zio Paolo e presentare delle scuse ai suoi familiari. 

Noi familiari siamo colpevoli di aver fatto trascorrere otto lunghissimi anni prima di reagire. E di questo dobbiamo scusarci in primis con mio zio Paolo. Abbiamo lasciato che la sua memoria venisse infangata da un pataccaro vestito da collaboratore di giustizia. Ma eravamo, tutti noi, impegnati a sopravvivere a quanto era accaduto vent’anni prima.

Ora che abbiamo iniziato, non ci fermeremo più fino a quando mio zio non avrà quello che gli spetta, ovvero il riconoscimento di vittima innocente della mafia.

Romania, paese di Bengodi delle rinnovabili che stenta a decollare


Autore: QualEnergia.it – Il portale dell’energia sostenibile che analizza mercati e scenari

Il sistema incentivante per le rinnovabili elettriche in Romania permetterebbe oggi di avere tassi di rendimento come nessun altro investimento in Europa, soprattutto nel settore del fotovoltaico. Ma a fronte di molti impianti autorizzati queli connessi sono pochi. Quali le cause? Un inizio che ricorda quello dei primi conto energia in Italia.

Il tema Romania è diventato ormai il tormentone dell’anno, come se fossimo ritornati agli anni del secondo conto energia in Italia. In effetti il sistema incentivante romeno permette di avere tassi di rendimento che nessun altro investimento in Europa ha in questo momento. Tuttavia, come dichiarato dal ministro dell’energia romeno già alla fine del 2012, “non pensate che la Romania sia la terra dell’oro.” Ed invero, sebbene il paese sia ricco di materie prime, l’oro da molti operanti nel settore delle rinnovabili non è stato trovato.

Per comprendere le cause che sono alla base di questo fenomeno è necessario analizzare nel dettaglio il paese. La legge 220/2008 definisce il sistema incentivante della Romania attribuendo un numero di certificati verdi variabili a seconda della tecnologia (ad esempio 2 CV per l’eolico e ben 6 CV per il fotovoltaico).

L’energia solare è stata quindi molto incentivata con tale schema che permette di avere per ogni MWh 6 certificati verdi, ognuno di un valore variabile tra 27 e 55 euro, oltre alla vendita dell’energia elettrica, riconosciuto per 15 anni.
Il prezzo del certificato lo determina direttamente il mercato attraverso l’incrocio tra domanda e offerta, come se si trattasse di vere e proprie azioni, sebbene siano fissati un prezzo massimo e un prezzo minimo oltre i quali il certificato non può essere venduto.

Considerando un irraggiamento medio di 1.200 kWh/kWp/anno, la redditività dell’impianto può dunque variare, solo per la vendita dei certificati verdi, da 396.000 €/MWp/anno a 195.000 €/MWp/anno per 15 anni.
Con queste cifre e considerando che il prezzo del certificato verde è tuttora al massimo, ci si potrebbe aspettare uno sviluppo senza pari. Tuttavia sino ad oggi, a fronte di oltre 2,5 GW di autorizzazioni nel fotovoltaico, si sono connessi solo 100 MWp.

Le cause di questa brusca frenata sono molteplici: sicuramente le varie conferenze stampa, nelle quali il ministro dell’energia e dell’economia, nonchè l’ANRE (l’Autorità per l’Energia romena), annunciavano una drastica riduzione dei certificati verdi, non hanno creato un clima di sicurezza e stabilità per gli investitori esteri.

Inoltre, a causa della crisi economica e della poca conoscenza della tecnologia, le banche locali si sono dimostrate restie nel concedere prestiti, tanto da costringere molti investitori/EPC a costruire interamente con capitali propri nella speranza di un un rifinanziamento al momento dell’allaccio.

Per di più, sebbene il numero di autorizzazioni risulti elevato, quelle realmente cantierabili e prive di problematiche sono di fatto poche. Per coloro che riescono a superare gli ostacoli dell’autorizzazione e del finanziamento, si presentano poi ulteriori problematiche in fase di costruzione dell’impianto. In primo luogo occorre considerare il problema dei furti, che in alcune zone della Romania si presenta particolarmente critico. Inoltre, è da sottolineare come in questo paese non esistano degli studi accurati per problemi idrogeologici e sismici che in alcune zone hanno causato enormi disastri e spesso le relazioni geotecniche, allegate al progetto, non sono loro stesse in grado di rilevare tale problema.

Infine rimane il problema della connessione alla rete: l’autorizzazione è slegata rispetto a quella per la costruzione dell’impianto e viene fatta successivamente ad essa, con tempistiche che possono essere variabili e con difficoltà a volte notevoli. Senza considerare inoltre che per legge la società di distribuzione ha la possibilità di bloccare l’accesso alla rete per un periodo non determinato senza riconoscere alcun indennizzo.

Costruire impianti a fonti rinnovabili in Romania non è impossibile ma per farlo bisogna essere molto preparati e coscienti di ogni problema locale. Non dimentichiamoci che anche in Italia con il primo conto energia si sono installati solo 163 MWp e che il vero sviluppo anche all’interno del nostro paese è avvenuto successivamente.

Apple e Yahoo! insieme per nuovi servizi su iPhone e iPad

Autore: Gadgetblog.it

Continuano a rincorrersi numerose voci di corridoio su una possibile collaborazione fra Apple e Yahoo! al fine di rendere impeccabili i servizi offerti da iPhone e iPad: le due compagnie non hanno ancora perfezionato i termini dell’accordo, ma sembra che i team siano intenzionati a portare sulla tavoletta e sullo smartphone della Mela Morsicata grandi novità. Vediamo nel dettaglio i primi rumor.

A parlare sarebbero state fonti vicine a Cupertino, che avrebbero spifferato tutto a Dowjones Newswires; per il momento non sono previste grosse news, ma in futuro l’accordo potrebbe portare a interessanti progetti. Yahoo!, in particolare, starebbe facendo il possibile per promuovere i suoi servizi sui dispositivi della Mela Morsicata: alcuni, come Finance e il meteo, sono già precaricati nell’amato iPhone, ma al team di Marissa Mayer serve qualcosa di più; si vocifera, per esempio, a proposito dell’arrivo di Yahoo Sports e News.

Ne è sicuro anche Wall Street Journal, che non è di certo una fonte inattendibile: secondo il giornale, la collaborazione potrebbe portare al perfezionamento dell’integrazione con Siri e alla realizzazione di applicazioni mai viste prima; Yahoo!, pensate, avrebbe persino intenzione di fornire il proprio motore di ricerca come predefinito per il noto Safari: tale strategia, però, è destinata a lasciare il tempo che trova, se considerate la potenza di Google in ambito search.

Accordi su accordi porteranno davvero al miglioramento?

Via | Appadvice