World of Darkness

Autore: Ultimi articoli e news per PC Windows | Multiplayer.it

Cala la notte su Reykjavik
L’ultimo giorno dell’EVE Fanfest 2013 ci permette di annunciare interessanti novità e qualche dettaglio su World of Darkness

I tre giorni spesi a Reykjavik per documentare l’EVE Fanfest sono stati, anche quest’anno, un’esperienza particolare e intensa. Prima di Dust 514, CCP poteva a tutti gli effetti considerarsi una compagnia di nicchia – per quanto vasta – impegnata a creare un’esperienza inadatta a tutti i palati. La consapevolezza di non poter parlare ad ogni giocatore ha nello stesso tempo permesso di costruire un universo immenso e articolato, privo di compressi, che per molti è divenuto un contenitore di storie e racconti da tramandare.
Per questo da alcune settimane lo sviluppatore islandese sta raccogliendo le migliori esperienze dei giocatori all’interno di un sito dedicato, e durante la conferenza di chiusura della manifestazione ha raccontato come intende utilizzare tutto questo patrimonio. Una partnership con Dark Horse Comics, casa editrice di fumetti di fama mondiale, il prossimo inverno frutterà un volume di 64 pagine intitolato True Stories, scritto da quattro autori a partire da quelle stesse avventure. Ma c’è di più, perché sta collaborando con il regista di Contraband, Baltasar Kormàkur, per produrre una serie televisiva. Non ci sono dettagli e probabilmente ci vorrà del tempo per vedere qualcosa di concreto, ma sarà il primo passo di una strategia volta non solo ad espandere l’universo di EVE Online, ma anche a portarlo a chi non non ha intenzione di conoscerlo attraverso il gioco. La crescita dell’MMO fantascientifico sarà veicolata da altre iniziative, come il lancio di una nuova linea di vestiti e un volume che raccogliere tutto il lore della serie, ma anche da un ritorno dopo diversi anni nei negozi.
Il prossimo dicembre, infatti, verrà rilasciata in alcuni paesi una Collector’s Edition che al prezzo non popolare di 149 euro conterrà il client, un hub USB che riproduce la forma di una nave Rifter, un libro sulle origini di CCP, la colonna sonora ed una serie di codici per riscattare oggetti in game. È improbabile che arrivi in Italia ma le vie di internet sono infinite, quindi gli interessanti dovrebbero tenere gli occhi aperti. Tolta la concretezza del successo di EVE Online e le potenzialità di Dust 514, che ancora necessità di parecchie rifiniture e aggiustamenti, CCP al Fanfest ha messo sul piatto una nuova panoramica di World of Darkness. Non si è visto molto e onestamente abbiamo avuto l’impressione che la presentazione fosse ad uso e consumo dei fan, per rassicurarli che in qualche modo le cose stanno andando avanti, ma visto il richiamo del gioco di ruolo è giusto fare il punto della situazione sui pochi dettagli condivisi.

Spagna, la Commissione Ue concede altri due anni per ridurre il deficit


Autore: Il Fatto Quotidiano

Madrid avrà due anni in più per ridurre il deficit pubblico fino al 3 per cento del Pil: dal 2014 al 2016. Mariano Rajoy l’ha chiesto, la Commissione Ue l’ha concesso. Ma la trattativa con Bruxelles passa da un nuovo aumento delle tasse, un ulteriore valzer di tagli alla spesa pubblica, un’altra spinta per le riforme strutturali in corso. Sul tavolo, ad esempio, c’è la riforma del lavoro e delle pensioni. E la scure potrebbe presto abbattersi senza nessuna moderazione.

Alla Moncloa avranno dunque più tempo per aggiustare il bilancio, punto chiave della lotta contro la crisi degli ultimi anni. Eppure, il governo Rajoy ha ammesso venerdì pomeriggio, durante una delle riunioni più attese del Consiglio dei ministri, che anche l’uscita del Paese dalla crisi è destinata a ritardare. E di parecchio. Per crescere al di sopra dell’un per cento, per creare lavoro in maniera significativa bisognerà attendere almeno fino al 2016. Anche qui, due anni più del previsto.

Nessuno lo nega: nel 2011 gli spagnoli avevano messo una croce sul Partido popular soprattutto per porre rimedio alle preoccupanti cifre sulla disoccupazione che si erano accumulate negli ultimi anni del governo Zapatero. E tutta la campagna elettorale del Pp era stata confezionata su misura per il rinnovamento del mercato del lavoro. Alla conferenza stampa del Consiglio dei ministri però, dopo i nuovi dati record diffusi giovedì dall’Istituto nazionale di statistica – 6 milioni e 200mila i disoccupati, il 27 per cento della popolazione attiva e il 57 per cento dei giovani – il governo ha ammesso per la prima volta che lascerà il Paese peggio di come l’ha trovato: tre punti in più di disoccupazione e 1,3 milioni di posti di lavoro andati in fumo.

Un annuncio che ha lasciato gli spagnoli in stato di choc, soprattutto quando è stato chiesto alla vicepresidente Soraya Sáenz de Santamaría se Rajoy stesse ammettendo il suo fallimento proprio sulla politica del lavoro, cavallo di battaglia. Lei ha risposto frustrata: “Non si possono fare miracoli”. In privato però, l’esecutivo non nasconde la sua preoccupazione e cerca già un colpevole: Angela Merkel e la sua politica di austerità, che il premier spagnolo ha abbracciato nel 2012 e adesso cerca di frenare. Le nuove cifre economiche, che il governo invierà a Bruxelles come garanzia, sono infatti più caute rispetto a quelle mostrate finora. “I nuovi presupposti sono estremamente moderati, più misurati per fornire credibilità all’azione del governo” ha giustificato il ministro dell’Economia Luis de Guindos. Insomma le previsioni presentate l’anno scorso dallo stesso Guindos erano state troppo ottimistiche. Così da una parte alla Spagna tocca rivedere le stime del mercato del lavoro: in base alle nuove proiezioni il tasso di disoccupazione si attesterà intorno al 25,8 per cento nel 2015, più di tre punti rispetto all’inizio del governo Rajoy, e nel 2016 scenderà al 24,8. Dall’altra il Paese sposta l’obiettivo di portare il deficit pubblico al 2,8 entro il 2014, come inizialmente concordato con Bruxelles, al 2016.

Secondo il nuovo percorso proposto dal governo il disavanzo pubblico, che dovrebbe scendere dal 10,6 per cento al 6,3 del Pil nel 2013, il prossimo anno rimarrà al 5,5 per cento – quando sarebbe dovuto andare sotto il 3 – e scenderà al 4,1 nel 2015 per poi riuscire a raggiungere il 2,7 nel 2016. Inoltre il governo aveva previsto che quest’anno l’economia spagnola avrebbe subito una contrazione dello 0,5 per cento, mentre tutti gli istituti di analisi avvertivano che il Pil si sarebbe potuto contrarre dell’1,5. Ora l’esecutivo ha dovuto rivedere le proprie previsioni ammettendo che l’economia del Paese potrebbe subire una contrazione dell’1,3.

Ma c’è di più. Dopo aver chiesto e ottenuto dall’Europa la proroga di due anni per risistemare i conti pubblici, il governo ha annunciato che estenderà per altri due anni l’aumento dell’imposta sul reddito (Irpef), introdotto nel 2012 ma a tempo “determinato”. Insomma la Spagna spera di riequilibrare i conti con nuove tasse speciali, in particolare poi in ambito ambientale, senza incidere drasticamente sul rilancio dell’economia.

Né la ripresa né la creazione di occupazione sono però imminenti del quadro macroeconomico presentato dal governo. “Abbiamo un futuro migliore rispetto a un anno fa”, ha voluto ribadire più volte il ministro dell’Economia. Ma l’analisi fatta dalla Moncloa a breve termine sembra più realistica. E purtroppo ancora parecchio incerta.

WWDC 2013: addio rimandato ai MacBook Pro non Retina?

Autore: Gadgetblog.it

 

La WWDC 2013 si terrà dal 10 al 14 giugno a San Francisco e i biglietti sono andati esauritissimi in pochi minuti, lo abbiamo detto. Per fortuna 150 biglietti sono stati messi a disposizione da Cupertino per studenti/sviluppatori che magari non hanno 1599 dollari da spendere così, su due piedi, e anche questo lo abbiamo detto. Molto software, poco hardware, forse nessun nuovo iPhone in arrivo alla conferenza degli sviluppatori, ma anche questo già lo sappiamo.
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Ponza, la procura indaga sulla piscina di Vespa – Le foto in esclusiva

Autore: Uploads by antefattoblog

La bellissima villa nella roccia a Cala Feola, isola di Ponza, di Bruno Vespa è sotto indagine. La procura di Latina ha aperto un fascicolo per appurare se siano stati commessi, o meno, degli abusi edilizi. Ecco le foto esclusive di Angelo Scipioni
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LA LINGUA BIFORCUTA DELLA MASSONERIA

Autore: ComeDonChisciotte

 
  LA LINGUA BIFORCUTA DELLA MASSONERIA
Postato il Domenica, 28 aprile @ 19:39:34 CEST di davide
 
 
  Italia


FONTE: FREEANIMALS (BLOG)

Tutti a condannare la violenza di un folle, ma Gasparri, La Russa e Alemanno si spingono un po’ più in là e indicano nella benzina gettata sul fuoco dal M5S la causa del gesto di Luigi Preiti. La sceneggiata si ripresenta uguale a quella degli anni di piombo, che andava sotto il nome di strategia della tensione.

Lo scopo è sempre lo stesso: rinsaldare il potere che in questi ultimi mesi è andato sfilacciandosi nella coscienza collettiva degli italiani. Paragonando quanto successo davanti a Palazzo Chigi ai più clamorosi atti definiti terroristici degli ultimi tempi, sembra di assistere ad un attentato “false flag”, in cui ad essere colpiti sono membri della nazione da cui partono le direttive massoniche di controllo della popolazione.

Come a Pearl Harbor nel 1941 e a New York l’undici settembre 2001 a morire furono cittadini americani le cui vite spezzate diedero al governo USA il pretesto, rispettivamente, per entrare in guerra contro il Giappone e invadere Afghanistan e Iraq, così con l’attentatore calabrese solitario il governo massonico appena eletto potrà indicare il prossimo nemico da sconfiggere, magari proprio il M5S che si è unito al coro dei camerieri nel condannare la violenza, ma che potrebbe non essere del tutto credibile di fronte all’opinione pubblica. Far scendere la percentuale di votanti per il movimento di Beppe Grillo potrebbe già essere un buon risultato, nel caso in cui il governo neoeletto dovesse cadere e si tornasse alle urne. La vita di due carabinieri varrebbe tale risultato.

Una cosa deve essere chiara: non è il M5S a fomentare l’odio verso “Il Palazzo”. Semmai ne è lo strumento per attutirlo, per fungere da collettore dei malumori che nascono spontanei nella popolazione. Il potere dovrebbe ringraziare Grillo per questo servigio, se mai si desse il caso che il potere ringrazi se stesso.

I commenti dei benpensanti sono marcatamente manicheistici. Il male è quello che spara sui carabinieri, da sempre cani da guardia delle istituzioni, fedeli, nei secoli, come cani. I buoni sono quelli che siedono sugli scranni del parlamento e che si fanno in quattro per affrontare la crisi assassina che porta alla chiusura di fabbriche e al suicidio di chi non ce la fa più. Peccato che la crisi l’abbiano creata loro, su disposizione dei loro padroni banchieri.

La massoneria che gestisce la vita di milioni di persone è abituata a dire bianco pensando al nero. A dire nero pensando al bianco. E quando Monti dice che stiamo uscendo dalla crisi, in realtà vi stiamo appena appena entrando. Quando il magistrato di turno dice ai giornalisti che è convinto che la piccola Yara Gambirasio sia viva, significa che è già morta. Quando tutti i giornalisti e i loro inviati ripetono reiteratamente che si tratta dell’opera di un pazzo, significa che in realtà si tratta di un manovale della ‘Ndrangheta che sta solo eseguendo gli ordini dello Stato/Mafia.

Lo Stato mafioso, conosciuto anche come Mafia statale, ha bisogno di martiri per consolidare il proprio potere, ma anche per fare sacrifici cruenti nei momenti topici del passaggio dal vecchio al nuovo, sacrifici propiziatori per benedire con il sangue la nascita del nuovo governo. E quale migliore “agnello sacrificale” se non due membri del corpo in fase di smembramento come i carabinieri? Stanno per confluire nell’Eurogendfor, supercorpo di polizia dai poter illimitati, germe del NWO.

Se i due carabinieri fossero morti sarebbe stato un bel rito, pienamente riuscito, ma il picciotto non ha fatto le cose per bene. Avrebbero dovuto sceglierne uno con una mira migliore.

La parte più ottusa della popolazione, dopo questo episodio, vedrà di cattivo occhio i ragazzi del movimento di Grillo, nonostante le rassicuranti parole di Crimi e della Lombardo. Ad essere poco credibili saranno proprio loro, mentre i mafiosi Alemanno, La Russa e Gasparri, insieme a Grasso, alla Boldrini e a tutti gli altri compagni di merende, risulteranno credibili e rispettabili. Loro sono le istituzioni, immacolate e oneste (si fa per dire), solo un poco al di sotto delle affermazioni del Papa.

Dei deputati 5 Stelle ce n’era uno che voleva entrare in parlamento addirittura senza giacca e cravatta! Figuriamoci che serietà può avere un partito simile!

I massoni restano nell’ombra. Fanno parlare le vecchie volpi della politica, che dopo questo “vile” attentato vedono allontanarsi il momento in cui i loro corpi profumati e vestiti elegantemente penzoleranno dai lampioni delle città.

Per ora se la sono cavata. La presa della Bastiglia è rimandata sine die.
Dichiarare guerra ai pazzi non si può perché sono già tutti in manicomio. O quasi.

Le folle sono per l’ennesima volta distratte dai suicidi di persone che non ce la fanno, dalle aziende che falliscono e dai pensionati costretti a rubare nei supermercati o a cercare cibo nei cassonetti.

La profezia di Grillo sull’Italia in bancarotta in autunno può essere messa da parte. Abbiamo cose più importanti a cui badare: gli squilibrati armati di pistole calibro 22.

Fonte: http://freeanimals-freeanimals.blogspot.it

Link: http://freeanimals-freeanimals.blogspot.it/2013/04/la-lingua-biforcuta-della-massoneria.html

28.04.2013

 
 

 
 

“Niente fu”.. dopo i colpi la sparatoria di scemenze (Voto: 1)
di Tao il Domenica, 28 aprile @ 19:45:26 CEST
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Alle volte la realtà diventa la narratrice per eccellenza, non crea soltanto l’evento, ma fa la notista la politica e la commentatrice, rivela se stessa con una chiarezza e uno stile così lontano dal chiacchiericcio mediatico che è quasi una consolazione. La scena del nuovo governo impaurito e confuso, colto della notizia della sparatoria davanti a Palazzo Chigi, proprio nel momento del giuramento, è l’esatta raffigurazione del suo fallimento ancor prima di cominciare: la metafora della sua essenza di esecutivo di Palazzo per gli interessi di Palazzo, mentre nel Paese cominciano le scosse di terremoto. Lo sparatore non è uno squilibrato, come si è detto nei minuti successivi, secondo un copione sempre uguale a se stesso, ma se anche lo fosse stato avrebbe espresso in maniera delirante un umore che sta fermentando in un Paese nel quale la rappresentanza è sempre più debole, inetta, ambigua e il potere così completamente barricato nei suoi palazzi.

No, Luigi Preiti, l’uomo che ha aperto il fuoco davanti alla sede del presidente del consiglio, è forse il primo che senza lavoro, senza speranza, separato e dunque vittima di una legislazione incoerente e pretesca, non ha pensato di togliersi la vita, ma di suicidarsi per così dire in maniera clamorosa, passando all’offesa. E se questo gesto può essere considerato pazzesco, non lo è più della risposta al dramma del Paese a cui siamo stati costretti ad assistere.

La frattura tra politica e cittadini è ormai così ampio e sempre più insanabile, che mentre i signori del palazzo rispolverano i vecchi ciclostili per dire le solite vuotaggini d’occasione che vanno dalla “strategia della tensione” di Grasso” alle decine di “ferma condanna del folle gesto” alla immancabile “violenza che non risolve i problemi” della Boldra intenta alla censura del web, facendo la figura dei cioccolatai intellettuali, i carabinieri presenti alla sparatoria sembrano i veri politici.  ”E’ il gesto di un disperato. I politici non lo sanno che vuol dire prendere 800 euro al mese, entrare in un negozio e non poter comprare nulla a tuo figlio… Ecco cosa succede se non lo sanno” dice uno di loro. E un altro di fianco sussurra: “E’ una guerra tra poveri…”.

Loro lo sanno, avvertono le scosse del vulcano, ma i signori rinchiusi al Quirinale per la cerimonia sembrano invece soddisfatti della loro abilità, contenti per aver trovato la quadra della loro stessa sopravvivenza. Nemmeno si rendono conto della realtà circostante e pensano di infinocchiare qualcuno inserendo ministri che tanto non conteranno nulla come la cittadina italiana Cécile Kyenge che è di pelle nera o la biondissima valkiria Josefa Idem, idolo dello sport, che tra l’altro in Germania viene considerata un ministro tedesco, cosa in parte vera, visto che ha la doppia cittadinanza.

Insomma quello che è accaduto dovrebbe davvero indurre a  un minimo di responsabilità anche nel governicchio di re Giorgio; invece Alfano ci fa già sapere che tutto è sotto controllo che insomma “niente fu”… Che sarebbe consolante se a dirlo fosse qualcuno e non il niente stesso.

Fonte: http://ilsimplicissimus2.wordpress.com

Link: http://ilsimplicissimus2.wordpress.com/2013/04/28/niente-fu-dopo-i-colpi-la-sparatoria-di-scemenze/

27.04.2013

 
 
 
 

Re: LA LINGUA BIFORCUTA DELLA MASSONERIA (Voto: 1)
di Tanita il Domenica, 28 aprile @ 20:24:49 CEST
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Infatti, ecco cosa preparano per gli italiani:


“As the following punchline from Spiegel summarizes, “It would be more sensible — and fairer — for the crisis-ridden countries to exercise their own power to reduce their debts, namely by reaching for the assets of their citizens more than they have so far. As the most recent ECB study shows, there is certainly enough money available to do this.”


Der Spiegel: “Sarebbe più ragionevole – e più giusto – se i paesi che sono in crisi esercitassero il loro potere per ridurre i loro debiti, diciamo puntando sui beni dei propri cittadini più di quanto l’abbiano fatto sinora. Come dimostrano i più recenti studi della BCE, c’è certamente denaro sufficiente per farlo”.


Notare “esercitare il loro potere” (del governo). Per puntare sui beni dei cittadini (i vostri). Cioè, si prenderanno buona parte della ricchezza dei cittadini, naturalmente, di quelli della classe media- media/alta. Il casinó dei derivati continueranno a pagarlo coloro che neppure sanno di cosa si tratta. Gli straricchi non patiranno, come al solito. Il resto diventerà molto più povero e i poveri, straccioni, come in Grecia.


Per fare tutto ció bisogna indurre paura – come a Boston, come al solito negli USA – e ridurre le libertá civili (come faranno molto presto).



http://www.zerohedge.com/news/2013-04-28/germanys-perspective-how-europes-crisis-countries-hide-their-wealth



Negli USA non si può protestare. In breve non si potrá neanche in Italia. Non che gli italiani abbiano protestato molto, è vero. Ma loro ci pensano adesso sulle vostre potenziali proteste di domani. E non ve lo permetteranno.

 
 
 
 

SPARI SENZA SCOPO. INTERPRETAZIONI SENZA SCRUPOLI (Voto: 1)
di Tao il Domenica, 28 aprile @ 21:31:01 CEST
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La “follia” di Luigi Preiti, il 49enne disoccupato che stamattina ha aperto il fuoco davanti a Palazzo Chigi, è racchiusa nelle sue parole, assai più che nel suo gesto. Quelle parole che il sito del Giornale, non a caso, enfatizza in un titolo a tutta pagina che suona così: «L’attentatore: “Volevo colpire i politici”».

Strano modo di provarci, però, visto che all’atto pratico la sparatoria è avvenuta mentre i ministri del nuovo governo erano dentro l’edificio per la cerimonia di rito e di altri parlamentari, lì all’esterno, non se ne ha notizia. Ovviamente si potrebbe replicare che l’espressione è metaforica, per cui il bersaglio non erano i politici in carne e ossa bensì la politica – questa politica – nel suo insieme. Ma Preiti, muratore calabrese trapiantato in Piemonte e poi costretto a ri-trapiantarsi in Calabria a causa della recessione e della mancanza di lavoro, non sembra proprio un uomo avvezzo alle metafore.

Più che di bersagli simbolici, quindi, bisognerebbe parlare di fantasmi. Di ombre che gli sono cresciute nella mente e che lo hanno ottenebrato. Fino a fargli credere che ci potesse essere almeno un brandello di rivalsa nel fare quello che ha fatto: una cazzata da prima pagina. Una violenza stupida. Un’incursione cruenta che si è risolta nel ferimento di due carabinieri e che ai professionisti della politica non costa assolutamente nulla, mentre semmai gli fa un favore permettendogli di atteggiarsi a vittime.

Sta andando così, infatti. Soprattutto dal centrodestra, e in particolare dal PdL, si levano le accorate, prevedibilissime lamentazioni sul “clima di odio” che avrebbe armato la mano del disgraziato di turno. Non potendo accostare lui, direttamente, a nessun ambiente estremistico, giocano la solita carta dei cattivi maestri. E non potendo dire (troppo) apertamente che ce l’hanno con Grillo e col MoVimento 5 Stelle, lo fanno capire tra le righe. Vedi innanzitutto Alemanno, che se ne esce con il seguente tweet: «Dopo mesi che si inveisce contro politica e istituzioni, non c’è da stupirsi se un pazzo si mette a sparare!».

Le variazioni sul tema si sprecano, comunque. E infatti il Corriere ne tira fuori agevolmente un primo florilegio, in un intero paragrafo dedicato appunto al PdL: «Il presidente dei senatori Schifani, parla di “attacco alle istituzioni”, e invita alla riflessione chi “in questi mesi, e anche negli ultimi giorni, ha alimentato veleni e acuito un clima di scontro politico e sociale”. Lo segue Prestigiacomo (“Ora stop a odio e parole violente”), Gelmini (“Aprire con determinazione una nuova stagione di pacificazione nella quale tutti abbassino i toni”) e Santanché (“Non fomentare il clima di odio che trova terreno fertile in questa difficilissima fase di crisi economica”) . E Gasparri: “Il fatto che l’attentatore di Palazzo Chigi possa essere uno squilibrato non cancella le colpe di quanti, proprio in quelle zone della Capitale, stanno alimentando un clima di odio e di violenza”.»

Grillo replica immediatamente sul suo blog, prendendo le distanze da qualsiasi aggressione. Presente o futura. Prima esprime la sua «solidarietà ai carabinieri, alle forze dell’ordine e ai parenti del carabiniere ferito gravemente», poi afferma che «ci discostiamo da questa onda che spero finisca lì perchè il nostro MoVimento non è assolutamente violento. Noi raccogliamo firme ai banchetti, facciamo referendum e leggi popolari. Piena solidarietà alle forze dell’ordine e speriamo che sia un episodio isolato e rimanga tale».

Parole un po’ doverose e un po’, o parecchio, di circostanza. Parole che in nome della rapidità, piuttosto che della sintesi, preferiscono sorvolare sul nodo fondamentale: l’ostilità popolare nei confronti di questa classe dirigente, politici in testa, è del tutto giustificata.

Come hanno chiarito in molti, fra i cosiddetti “cattivi maestri”, i vizi della società occidentale non sono affatto dei difetti momentanei. O, in ogni caso, da accettare di buon grado a fronte dello sviluppo che è venuto e che verrà. Quei vizi, al contrario, vanno addebitati sia a un modello intrinsecamente sbagliato, sia al groviglio di interessi che lega i potentati economici e quelli politici. In qualche caso le responsabilità sono soltanto colpose. In qualche altro dolose. Gravemente dolose. E premeditate.

Luigi Preiti è niente di più che un povero cristo frustrato, che per aver dato di matto finirà in carcere per svariati anni. Credete, solerti onorevoli della Grosse-Grassa-Koalition 2013: non è di quelli come lui, che dovete preoccuparvi.

Fonte: www.ilrivelle.com
28.04.2013

 
 
 
 

GIURAMENTO A MANO ARMATA (Voto: 1)
di Tao il Domenica, 28 aprile @ 21:42:03 CEST
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La politica rinchiusa dentro il proprio palazzo di vetro, impegnata nella recita di corte e nelle relative cerimonie, e l’Italia che muore fuori, occupata a suicidarsi ed a prendersi a pistolettate, nella guerra a perdere della disperazione, che ogni giorno miete nuove vittime, simili ad agnelli sacrificali da immolare sull’altare dei grandi poteri finanziari e dei relativi camerieri.

Questa, più di ogni altra, è l’immagine evocata alla mente da quanto accaduto stamani dinanzi a Palazzo Chigi, dove mentre era in corso la cerimonia di giuramento del nuovo governo Letta , un disoccupato di 49 anni ha esploso sei colpi di pistola contro i carabinieri che presidiavano la piazza, ferendo due agenti, uno dei quali in modo grave….

La ricostruzione della sparatoria lascia al momento ancora alcuni punti oscuri, dal momento che il discoccupato viene descritto dai propri famigliari e conoscenti come persona che non ha mai manifestato alcun disturbo mentale ed appare alquanto singolare il fatto che abbia scatenato la propria furia contro i carabinieri, anziché contro i politici che per sua stessa ammissione avrebbero costituito il reale obiettivo del suo gesto. Forse nelle prossime ore sarà possibile farsi un’idea più chiara dell’accaduto, o più probabilmente l’evento verrà derubricato come il gesto di un folle che ha funestato il giuramento del governo, testimoniando la necessità del suo insediamento in tempi brevi, prima che la follia dilaghi.

Le reazioni del mondo politico sono state al momento tutto sommato contenute, oscillando fra la condanna di un gesto gravissimo al quale è però necessario guardare con le lenti della comprensione e il rifiuto della violenza, da portare con la consapevolezza che molti disperati in questo paese domandano risposte immediate ai loro problemi.
Non si sono potuti apprezzare finora i “classici” tentativi di strumentalizzare la sparatoria per evocare lo spettro del terrorismo ed invocare nuovi strumenti di controllo e solamente pochi decerebrati come Schifani o Alemanno hanno tentato di utilizzare l’accaduto per demonizzare i propri avversari politici, nel tentativo si sottrarsi alle proprie pesanti responsabilità e imputare magari a Grillo la colpa di un paese ridotto allo sbando da una classe politica di farabutti.

Dopo avere prestato il giuramento, ora sarà la volta della fiducia delle camere (tutto sommato scontata) e poi il nuovo esecutivo targato Enrico Letta, spari o non spari, potrà prendere il volo ed iniziare ad eseguire con condiscendenza gli ordini del padrone. Anche quando rischiano d’incontrarsi per un attimo fugace, l’Italia che vive nel palazzo e che quella che muore fuori, si manifestano estranee fin nel profondo dell’anima e risulta fin troppo facile comprendere come in realtà non s’incontreranno mai.

Marco Cedolin

Fonte: http://ilcorrosivo.blogspot.it

Link: http://ilcorrosivo.blogspot.it/2013/04/giuramento-mano-armata.html

28.04.2013