Future imaging tools could replace lenses with microwave-sensing metamaterials

Autore: ExtremeTech

Conventional imaging systems — like digital cameras — use a lens to map an object onto a detector plane. They acquire information as pixels, or possibly even vectors, and perform software compression after the fact. With the adoption of ever higher pixel densities we will soon reach a point where this kind of strategy is just not going to cut it anymore. Fortunately there are much better ways to extract the information present in a visual scene. One of the more exotic among them is to use metamaterials to perform hardware compression during image acquisition.

Metamaterial sensor -- 001Researchers at Duke University have built a device that illuminates objects with K-band microwave radiation (18.5 to 25 GHz) and images the reflections in a single pass. As with many things metamaterial, it only works for microwaves but has the redeeming merit of being able to see through materials such as clothes, wood, rain, and dust, which means it can provide an alternative to expensive Lidar systems. The device is made of thousands of tiny apertures arranged in a strip 40 cm in length and it records images in 2D — one dimension across the strip and the other the other for depth.

Efforts to circumvent runaway image resolutions have led to the field of compressive sensing. If a little extra care is taken during sampling of an image then far fewer measurements actually need to be taken, and the original image can be reconstructed later from a much smaller data set. A refinement of the technique, known as a single pixel camera, can reduce replace a 10 megapixel camera taking 10 million measurements with just 10 thousand most important measurements.

single pixelA single pixel camera acquires images through masks which only allow parts of the view to be captured at any one time. A reconstruction algorithm is then used to create the original image with an arbitrarily small loss of information. The more you might know about the kinds of images you will be acquiring, the better the compression can be. If you are photographing stars in the night sky, for example, you may not be interested in accurately capturing the particulars of flying elephants. The one drawback of the single pixel camera is that it is comparatively slow. The power of the metamaterial technique is that the entire image can be collected from a single sweep through the range of illumination frequency.

For the present time we still enjoy the luxury of light-sensitive silicon fabricated for next to nothing by semiconductor processes, and tolerate its liberal data production. Even patches of blue sky in an outdoor image remain tough to compress with software because, while largely similar, they still have enough variation that contributes to the fullness of the scene. For now the real market for this technology will remain in the non-visible wavelengths — at least until our computers might begin to seize under the weight of the pixel.

Now read: How to turn your DSLR into a full spectrum ‘super camera’

GeForce – I nuovi driver sono dedicati alla Beta di Crysis 3

Autore: Ultimi articoli e news per PC Windows | Multiplayer.it

GeForce - I nuovi driver sono dedicati alla Beta di Crysis 3
Ma includono numerose altre ottimizzazioni e il profilo SLI di DmC: Devil May Cry

I driver GeForce 313.95 Beta portano un nome quantomai azzecato visto che sono dedicati, e caldamente raccomandati, a chi si lancerà, domani, nella open beta multigiocatore di Crysis 3.

Non mancano, comunque, ottimizzazioni per svariati altri titoli in relazione alle serie GeForce 400, 500 e 600, anche se le note della patch pongono l’accento sulla GTX 670. Con l’update viene inoltre aggiunto il profilo SLI per DmC: Devil May Cry.

GeForce GTX 670:
Fino al 28% di prestazioni in più per Assassin’s Creed III
Fino al 11% di prestazioni in più per Civilization V
Fino al 8% di prestazioni in più per Far Cry 3
Fino al 6% di prestazioni in più per Just Cause 2
Fino al 5% di prestazioni in più per Deus Ex: Human Revolution
Fino al 5% di prestazioni in più per Dirt 3
Fino al 5% di prestazioni in più per Batman: Arkham City
Fino al 5% di prestazioni in più per Far Cry 2
Fino al 4% di prestazioni in più per Call of Duty: Black Ops II
Fino al 3% di prestazioni in più per Shogun: Total War
Fino al 3% di prestazioni in più per Stalker: Call of Pripyat

Profili SLI:
Crysis 3 – aggiornato
Warframe – aggiornato
DmC: Devil May Cry – aggiunto

Link: GeForce Driver R313 32 bit / 64 bit

Milano, condom a scuola? La Provincia approva, ma presidi e genitori insorgono


Autore: Il Fatto Quotidiano

Preservativi a scuola, la Provincia di Milano dice sì, ma i presidi chiudono la porta. La giunta di centrodestra, capeggiata da Guido Podestà, a sorpresa, ha dato via libera a una mozione dell’opposizione sulla diffusione di distributori automatici a prezzi calmierati negli istituti superiori del milanese. Ma l’invito viene subito rispedito al mittente dai direttori scolastici e anche dalle associzioni dei genitori. Inevitabile, scoppia la polemica.

La mozione, presentata a inizio dicembre in occasione della Giornata Mondiale contro l’Aids, è stata approvata un mese dopo con 20 voti favorevoli, 7 contrari e 5 astenuti. In sé rappresenterebbe un piccolo salto di qualità rispetto a un decennio di sperimentazioni in singole città e scuole. Impegna infatti l’amministrazione a siglare un accordo diretto con i produttori al fine di installare un dispenser in ciascuno dei 150 istituti della provincia. Il che, almeno in teoria, significa sdoganare in modo definitivo, centralmente, una possibilità da sempre rimessa all’iniziativa e alla sensibilità dei presidi. E quindi, nei fatti, ben poco praticata.

In realtà anche stavolta sarà molto difficile marcare una svolta, anche se il segnale di adesione bypartisan è forte. Ci vorranno infatti mesi per scrivere gli atti deliberativi conseguenti e a farlo è chiamata un’amministrazione ormai in scadenza. Anche questo può aver indotto qualcuno, tra le fila del Pdl, a buttare il cuore oltre l’ostacolo e votare a favore. La stessa scrittura del testo, ad esempio, è stata il frutto di una lunga mediazione con accoglimento di numerosi emendamenti utili a ottenere il consenso trasversale e superare le distanze. Quello originale, infatti, individuava il preservativo come “lo strumento” per eccellenza nel contrasto all’Aids. La versione definitiva invece lo rimette “tra gli strumenti”. Ritocchi, perché quello che conta, alla fine, è il testo che dice chiaramente che la provincia è favorevole ai condom a scuola, tanto da proporsi come soggetto promotore di contratti di servizio per l’installazione dei distributori e la calmierazione dei prezzi.

Vittoria? No, perché il consenso quasi unanime in aula si scontra con le resistenze fuori da via Vivaio, nella società e nelle scuole, dove si è subito levato il muro di gomma. Prima ancora che l’atto venisse messo ai voti, il Pd aveva tentato un dialogo con alcuni presidi di storici licei milanesi. E l’esito non è stato dei più felici. Il Berchet e il Parini, saldamente in quota Comunione e liberazione, hanno declinato l’invito al dialogo e rimandato al mittente la proposta.

Ma anche tra gli insegnanti c’è chi è convinto che il punto non sia rendere disponibili strumenti di prevenzione a prezzi accessibili quanto fare educazione. E’ la convinzione, ad esempio, di Mario Rosconi, per 27 anni preside del Liceo Newton di Roma e vicepresidente dell’Associazione Presidi e Direttori didattici (Anp). “I ragazzi non ci chiedono quello e infatti le esperienze sono molto limitate. Ci ha provato il liceo Tasso e ora il Keplero ma la convinzione generale dei docenti è che il problema non sia rendere accessibile lo strumento per il consumo di sesso sicuro quanto la consapevolezza con i corsi che nelle scuole si fanno, anche le più cattoliche. Mettere la macchinetta sarebbe solo un palliativo”. 

Di traverso si è messa anche l’associazione dei genitori cattolici. L’Age, appresa la notizia, ha inviato all’assessore provinciale all’istruzione, Marina Lazzati (Lega), una nota durissima che denuncia “il pericolo che la lotta all’Aids sia in questo momento ridotta a espediente tecnico per evitare il peggio, inducendo nei ragazzi, nei docenti e nei genitori atteggiamenti deresponsabilizzati e ponendo i ragazzi in situazioni ambigue di imbarazzo e di disagio”. In altre parole il preservativo a scuola a prezzi ridotti non sarebbe un’operazione di salute pubblica e di acculturazione dei comportamenti sessuali ma una sorta di incentivo a fornicare. Tanto che l’Age chiede che siano i consigli di istituto a decidere su questa ipotesi, e che comunque le scuole dichiarino al momento delle iscrizioni che cosa intendono fare. Come a dire, insomma, che i genitori cattolici eviteranno di iscrivere i figli negli istituti dove venisse installato un distributore di profilattici.

A fronte di tante ragioni l’assessore Lazzati ha voluto rabbonire i genitori in allerta: “Condivido le vostre preoccupazioni,tanto che avevo inviato una nota al consiglio in cui precisavo che le scelte educative sono di competenza delle autonomie scolastiche”. Non sarà facile dunque attuare la mozione del consiglio. Chi l’ha proposta però non demorde: “E’ chiaro che la nostra mozione non si traduce in una imposizione e che i presidi potranno decidere autonomamente”, spiega Roberto Caputo vicecapogruppo del Pd in via Vivaio. “E tuttavia è un segnale importante che la mozione sia passata con un voto trasversale e le defezioni si siano ridotte a sette. Del resto il tema è uscito dal dibattito ma nel 2012 in Italia le morti per Aids sono aumentate soprattutto tra i giovani e l’uso del preservativo è diminuito. E’ chiaro che bisogna ripartire da una cultura dei comportamenti ma se poi un giovane si ritrova impossibilitato a comprare i preservativi sono solo belle parole”.

Ma quanti distributori ci sono in Italia? Dopo infinite polemiche si contano sulle dita di una mano. La Lega Italiana Lotta contro l’Aids si scontra da sempre con questo tema. “Abbiamo mandato centinaia di progetti a scuole di tutta Italia – spiega Massimo Oldrini del coordinamento milanese e nazionale Lila – ma alla fine quelle che hanno aderito si contano sulle dita di una mano. La cosa più sconvolgente è che non ci sono distributori neppure nelle università, a differenza di quanto avviene in tutta Europa. La verità è che in Italia i giovani hanno solo la farmacia e il supermercato, a un euro e 20% di Iva. Non si fa così prevenzione”. E dire che dall’altra parte ci sarebbe anche interesse. I distributori non si farebbero molti patemi. Stefano Fanti, direttore generale del Gruppo Argenta, forse il più grosso distributore di macchinette automatiche ammette: “Non ci è mai arrivata una richiesta in tal senso anche se distribuiamo preservativi nei canali out door. Certo penso che sarebbe un’ottima iniziativa per sensibilizzare i nostri ragazzi alla prevenzione. Se ci arrivassero richieste in tal senso saremmo ben felici di supportare le scuole”.

di Thomas Mackinson e Augusto Pozzoli

Tecnologie per le smart grid, un mercato in evoluzione


Autore: QualEnergia.it – Il portale dell’energia sostenibile che analizza mercati e scenari

Le tecnologie per le smart grid hanno avuto un incremento degli investimenti del 7% nel 2012. Il giro d’affari è di quasi 14 miliardi di dollari. Forte l’impatto della Cina che oggi copre quasi un quarto degli investimenti mondiali. Il settore è in crescita e agguerrito, ma l’industria italiana ha le carte in regola per ritagliarsi uno spazio significativo.

Le tecnologie per le smart grid hanno registrato un incremento degli investimenti del 7% nel 2012, per un giro di affari di 13,9 miliardi di dollari, soprattutto per la spinta della Cina, che ha rappresentato quasi un quarto, il 23%, degli investimenti globali nel settore: 3,2 mld di $ con una crescita del 14% in un anno. Questi i principali dati mostrati di recente dalla società di ricerca britannica Bloomberg New Energy Finance.

Ed è proprio la Cina che quest’anno dovrebbe prendersi il primato di paese leader in questo comparto, superando gli Stati Uniti dove gli investimenti nel 2012 hanno avuto un calo del 16% rispetto all’anno precedente. In totale in Asia gli investimenti ammontano a 5,6 mld di $ , oltre che per merito della Cina, anche di Giappone, Corea del Nord e India.

Quando parliamo di tecnologie per le smart grid facciamo riferimento ad una serie di tecnologie di comunicazione in grado di permettere innumerevoli scambi di dati tra i dispositivi distribuiti nel sistema elettrico. Si può andare da dispositivi elettronici che ottimizzino i flussi di energia a quelli in grado di migliorare la flessibilità della rete in caso di interruzioni, dalle tecnologie di stoccaggio per attenuare i picchi di domanda e favorire l’utilizzo di elettricità da fonti rinnovabili intermittenti, fino ai sistemi di monitoraggio e controllo per aumentare le prestazioni della rete, ecc.

In breve diremo che sono tecnologie che mirano a superare i problemi legati alla generazione diffusa nel sistema elettrico e al controllo dei carichi, con un sempre maggiore coinvolgimento anche del monitoraggio della domanda dell’utente finale. Sono tecnologie intelligenti per l’ottimizzazione nella produzione (ad esempio gli smart inverter) e nella trasmissione e distribuzione dell’energia, ma anche per il suo consumo. In quest’ultimo caso pensiamo agli smart meter (i contatori intelligenti), uno strumento ancora da raffinare per diverse necessità, ma che vede l’Italia in una posizione di avanguardia a livello mondiale. E poi vanno considerate quelle tecnologie che permetteranno di integrare al meglio la rete con la prossima diffusione della mobilità elettrica.

In uno studio del 2009, Pike Research stimava un investimento mondiale complessivo intorno a 200 miliardi di dollari in infrastrutture per smart grid nel periodo compreso tra il 2010 e il 2015. La citata analisi di Bloomberg New Energy Finance (BNEF) prevede, relativamente alle solo tecnologie smart per l’energia che gli investimenti mondiali possano raggiungere 25,2 mld di $ entro il 2018.

Secondo Albert Cheung, responsabile delle analisi per le energy-smart technologies di (BNEF) “i paesi asiatici ed europei saranno i maggiori investitori nel settore tra il 2013 e il 2018 grazie ad una sempre maggiore consapevolezza dei benefici economici e ambientali oltre che dell’affidabilità di queste tecnologie”.

Tra i maggiori attori mondiali nello sviluppo degli smart meter, ci saranno la britannica Smart Metering Systems, la tedesca Power Plus Communications AG, collegata a Siemens AG, le statunitensi Itron e Cisco Systems. Nella produzione di tecnologie per le smart grid tra i protagonisti vedremo sicuramente la General Electric, Elster Group e Toshiba.

Ma, come detto anche l’Italia si sta muovendo. Ci piace ricordare in questo campo, solo per fare un esempio, l’esperienza del Gruppo Loccioni, un vero e proprio laboratorio aperto per la sperimentazione e lo sviluppo di queste tecnologie. Uno studio dell’Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano, dal titolo Smart Grid Executive Report pubblicato lo scorso anno, ha mappato le tecnologie e lo stato della ricerca, le best practice a livello internazionale, i principali operatori (produttori di tecnologie, imprese dell’ICT, gestori di rete, integratori e progettisti) coinvolti a livello nazionale, spiegando anche le possibili ricadute in termini di efficienza della rete, riduzioni dei consumi, sviluppo di nuovi mercati e rafforzamento di quelli esistenti delle tecnologie delle rinnovabili e dell’efficienza energetica, sviluppo di nuova imprenditorialità e ricadute occupazionali di sistema.

In Europa, secondo BNEF, nel 2012 gli investimenti sono stimati in 1,4 mld di $ , il 10% del totale, ma questa cifra potrà crescere considerevolmente già dopo il 2014 grazie anche a diversi programmi di sviluppo soprattutto nel Regno Unito e in Francia. Solo nel Regno Unito si prevede che verranno installati entro il 2019 circa 53 milioni di contatori elettronici smart nelle abitazioni e nelle imprese.

L’Italia, forte anche della presenza di oltre 30 milioni di contatori e con quasi 500mila impianti alimentati a fonti rinnovabili nel territorio, non dovrà perdere l’occasione di presentarsi su questo mercato con le giuste credenziali.

 

 

 

Driver GeForce 313.95 da NVIDIA per Crysis 3 Multiplayer Open Beta

Autore: Hardware Upgrade RSS

“NVIDIA rilascia un nuovo set di driver beta per le proprie schede video DirectX 10 e DirectX 11, specificamente ottimizzati per fornire il miglior supporto possibile con Crysis 3 Multiplayer Open Beta”

NVIDIA ha reso disponibile una versione aggiornata, in release beta, dei propri driver
GeForce compatibili con schede video dalla serie 8000 in avanti, comprese anche le
proposte integrate della famiglia ION. I nuovi driver, versione GeForce 313.95, sono stati
sviluppati pensando specificamente al nuovo gioco Crysis 3 Multiplayer Open Beta,
introducendo varie ottimizzazioni specifiche anche con riferimento al supporto alla
tecnologia SLI.

In generale questi driver introduconoo migliorie prestazionali con vari titoli rispetto
a quanto ottenibile con la versione GeForce 310.90, la più recente tra quelle dotate di
certificazione WHQL rilasciata da NVIDIA. Il download delle varie versioni per sistemi
operativi Windows, a 32bit e a 64bit, è disponibile online a questo indirizzo mentre di seguito sono raccolte le
principali novità implementate:

Novità dei driver GeForce R313

  • Aumento delle prestazioni incrementa le
    prestazioni delle GPU GeForce serie 400M/500M/600 con diversi giochi per PC rispetto ai
    driver GeForce 310,90 con certificazione WHQL. I risultati effettivi
    possono variare in base alla GPU e alla configurazione del sistema:

    GeForce GTX 690:

    • Sino al 65% di prestazioni in più per Crysis 3
    • Sino al 24% di prestazioni in più per Assassin’s Creed III
    • Sino all’15% di prestazioni in più per Civilization V
    • Sino al 14% di prestazioni in più per Call of Duty: Black Ops II
    • Sino al 12% di prestazioni in più per Dirt 3
    • Sino all’11% di prestazioni in più per Just Cause 2
    • Sino al 9% di prestazioni in più per Deus Ex: Human Revolution
    • Sino al 8% di prestazioni in più per Far Cry 2
    • Sino al 7% di prestazioni in più per Far Cry 3
    • Sino al 7% di prestazioni in più per Batman: Arkham City
    • Sino al 7% di prestazioni in più per Dragon Age II
    • Sino al 5% di prestazioni in più per Battlefield 3
    • Sino al 4% di prestazioni in più per Shogun: Total War
    • Sino al 4% di prestazioni in più per Stalker: Call of Pripyat

    GeForce GTX 670:

    • Sino al 28% di prestazioni in più per Assassin’s Creed III
    • Sino all’11% di prestazioni in più per Civilization V
    • Sino al 8% di prestazioni in più per Far Cry 3
    • Sino all’6% di prestazioni in più per Just Cause 2
    • Sino al 5% di prestazioni in più per Deus Ex: Human Revolution
    • Sino al 5% di prestazioni in più per Dirt 3
    • Sino al 5% di prestazioni in più per Batman: Arkham City
    • Sino al 5% di prestazioni in più per Far Cry 2
    • Sino al 4% di prestazioni in più per Call of Duty: Black Ops II
    • Sino al 3% di prestazioni in più per Shogun: Total War
    • Sino al 3% di prestazioni in più per Stalker: Call of Pripyat
  • Tecnologia NVIDIA SLI – Aggiunge o aggiorna il profilo SLI di:
    • Crysis 3 – profilo SLI aggiornato
    • WarFrame – profilo SLI aggiornato
    • DmC: Devil May Cry – profilo SLI aggiornato
  • NVIDIA CUDA
    • Include il supporto delle applicazioni realizzate usando l’anteprima di CUDA 5 o una
      versione precedente del toolkit di CUDA. Altre informazioni sono disponibili all’indirizzo
      http://developer.nvidia.com/cuda-toolkit

Ulteriori dettagli

  • Include il software di sistema PhysX 9.12.1031.
  • Installa HD Audio v1.3.23.1
  • Supporta OpenGL 4.3 per le GPU GeForce serie 400 e successive.
  • Supporta DisplayPort 1.2 per le GPU GeForce GTX serie 600.
  • Supporta più linguaggi e API per il GPU Computing: CUDA C, CUDA C++, CUDA Fortran,
    OpenCL, DirectCompute e Microsoft C++ AMP.
  • Supporta GPU singole e la tecnologia NVIDIA SLI su DirectX 9, DirectX 10, DirectX 11 e
    OpenGL, incluse le configurazioni 3-way SLI, Quad SLI e il supporto di SLI su schede madri
    Intel e AMD con certificazione SLI.