CHIUDO CON COMEDONCHISCIOTTE

Autore: ComeDonChisciotte

Italia
DI PAOLO BARNARD
paolobarnard.info

Ho chiesto a Davide di Comedonchisciotte di non pubblicarmi più sul loro sito. So di perdere l’ennesima vetrina per il mio lavoro, ma io sono un Giornalista da 26 anni, ho un curriculum da reporter di prima classe, ho scritto quattro libri e sono un attivista che si è guadagnato i gradi in guerra perdendo molto sangue. Ho pagato prezzi immensi per tutto questo. Non accetto di trovarmi pubblicato accanto a volgari parvenu dell’informazione come Mincuo o altri di quella risma (e se ne leggono troppi così).

C’è un limite alla devastazione del mestiere di giornalista che internet ci ha inflitto. Oggi Paolo Barnard, che ha sfidato Henry Kissinger, che ha rischiato la vita in zone di guerra, che prese di petto Radovan Karadzic quando era potente, che ha scritto Perché ci Odiano, o che ha intervistato la guida spirituale di Al Qaida, si ritrova in rete a cozzare con questi improvvisati e cafoni, ragazzini presuntuosi e perennemente anonimi nell’era del nickname. Nel mio mondo ci si chiama con nome e cognome, e per informare il pubblico si esibisce come prima cosa un curriculum vitae degno di questo nome.

Comedonchisciotte si è dimenticato di questo, e non è più il posto per un giornalista, almeno per un Giornalista.

Ringrazio però Davide che è sempre stato un amico, e a cui devo moltissimo.

Paolo Barnard

Fonte: http://paolobarnard.info

Link: http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=594

10.03.2013

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Il M5S visto dal Giappone

Autore: Blog di Beppe Grillo

beppe_mainichi.jpg In Giappone è uscito un articolo che racconta il MoVimento 5 Stelle sul Mainichi, giornale di Tokio. Come noto parlo giapponese, ma se qualcuno volesse dare una mano a tradurre questo articolo (qui il pdf) sarebbe un atto gradito. La Rete verrà in soccorso anche questa volta? La traduzione sarà pubblicata sul blog. “Arigatò“!

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Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it

Schiller (Apple): attenzione ai malware su Google Android

Autore: IlSoftware.it

Phil Schiller, vicepresidente per il product marketing di Apple, ha lanciato una provocazione nei confronti di Google Android pubblicando, sul suo account Twitter, il messaggio “be safe out there” ossia “siate sicuri là fuori” abbinato ad un link facente riferimento all’ultimo studio di F-Secure sulla diffusione dei malware in ambito “mobile”.

Schiller ha ironicamente voluto far notare quanto, sulla rivale piattaforma Android, i malware abbiano trovato terreno fertile per la loro proliferazione. Nel più recente report di F-Secure, gli analisti indicano che – nell’ultimo trimestre 2012 – ben il 96% delle nuove minacce riguardano i dispositivi Android, il 4% Symbian mentre gli altri sistemi operativi (compreso Apple iOS) sono rimasti pressoché inattaccati.

Nel documento di F-Secure vengono presentati (descrivendone, per sommi capi, il funzionamento) i malware che sono risultati maggiormente diffusi sui device Android.

Apple, attraverso il tweet di Schiller, ha così voluto “cavalcare” i risultati dell’indagine di F-Secure con l’obiettivo di sottolineare quanto, invece, i dispositivi basati su iOS siano estremamente sicuri.

Le due piattaforme, però, mettendo da parte le suggestioni evocate dal report di F-Secure, non possono essere direttamente paragonate. Apple si è infatti sempre orientata su un’architettura chiusa: ogni dispositivo mobile col marchio della Mela è una sorta di walled garden; utilizza cioé un recinto all’interno del quale possono essere installate ed avviate solo le applicazione specificamente approvate dai tecnici della società di Tim Cook. Google, invece, non controlla quali applicazioni possono essere installate sui dispositivi mobili a cuore Android ed è quindi possibile, per chiunque, allestire anche siti per il download alternativi a Google Play. Diversamente da Apple, che mette a disposizione una tecnologia per firmare il codice delle applicazioni iOS, Google ha preferito orientarsi su una struttura più “aperta” che però, evidentemente, si mostra più facilmente bersagliabile dai malintenzionati.
Nonostante l’adozione di uno scanner (Bouncer) automatizzato che pone al vaglio ogni applicazione pubblicata su Google Play (“Bouncer” va a caccia di malware sull’Android Market; Android: ricercatori superano i controlli di Google su Play), può capitare di imbattersi in applicazioni potenzialmente dannose anche sul negozio online del colosso di Mountain View.

Se si utilizza un dispositivo mobile Google Android, il consiglio è, ovviamente, quello di adoperare soltanto Google Play per l’installazione delle applicazioni. Inoltre, prima di effettuare il download di una qualunque applicazione, è bene verificare i permessi richiesti. Perché un’applicazione che permette di fare una partita online o di trasformare il telefonino in una torcia dovrebbe inviare SMS, effettuare chiamate a pagamento, accedere alla rubrica dei contatti od all’account Google?
Nonostante alcune eccezioni, Google Play, insieme con l’Amazon Appstore for Android, restano comunque le sorgenti più affidabili per il download delle applicazioni aggiuntive: da evitare i siti web di terze parti.

Why we should be thankful for $70 PS4 and Xbox 720 games

Autore: ExtremeTech

Get ready to pay more for video games. The PS4 and Xbox 720 are going to be big powerful machines, but taking advantage of that hardware is going to require some serious money. Video games are very costly endeavors, and the budgets have been increasing steadily as technological capabilities and market expectations grow. In spite of ballooning development costs, game prices have remained fairly stable. As the next generation of video game systems near launch, rumors of a price hike are bubbling to the surface.

Jack Tretton, President and CEO of Sony Computer Entertainment of America, says that the PS4 will feature games from $ 0.99 to $ 60, but that doesn’t rule out an expansion upwards. Just this weekend at the South by Southwest conference, Wedbush Securities’ own Michael Pachter said that next generation games will probably see a $ 10 bump. Considering the video game space as it is today, it seems almost an inevitability.

PS4 Controller Development studios and even small publishers are closing down as it becomes harder to make enough money. THQ recently went bankrupt, and closures of companies like Curt Schilling’s 38 Studios are par for the course. The last generational jump saw an increase in development cost by two-to-three times, and it wouldn’t be surprising to hear similar estimates for this current jump. In 2008, Ubisoft came out with an estimate of $ 18.8 million to $ 28.2 million for PS3 and Xbox 360 development. This is for games that sell for a mere $ 60 a pop. It takes a lot of sales to make that money back. It’s financially risky, and that leads to countless lost jobs.

Video games have long been in the $ 40 to $ 60 range. For some cartridge-based games in the 1990s, prices would even reach upwards of $ 80. A $ 50 game from 1995 is roughly $ 76 in 2013 when corrected for inflation. In comparison, a $ 60 game released today would be roughly $ 40 in 1995. The now-defunct Factor 5 estimated that games in the 16-bit era cost $ 50,000 to $ 300,000 to develop. Meanwhile, it takes around $ 20 million to develop an Xbox 360 or PS3 game. Correcting for inflation, a $ 300,000 budget from 1995 would cost about $ 450,000 in 2013. A $ 20 million budget from 2013 would be about $ 13 million in 1995 — over 43 times the $ 300,000 it took to make a game back then. Frankly, it’s surprising how cheap most games are these days despite crazy development costs.

That said, game developers have more ways to make money in 2013. DLC, microtransactions, and subscription fees are all viable methods of garnering more cash without raising the sticker price of new games. With the rise of free-to-play games that are funded by purchase of premium content, we could even see some big names come out with subsidized games in hopes of making it up by selling virtual hats. Whatever the business model, consumers should expect to be paying more going forward. If AAA game developers are expected to survive, that money needs to come from somewhere. When market saturation is reached with franchises like Call of Duty, the only way to expand is by charging more.

Now read: PS4 hardware specs analyzed: A big upgrade, but ultimately underwhelming

[Image Credit: Tax Credit]

Alcuni hacker hanno sfruttato The Sims 3 per spiare delle ragazze

Autore: Ultimi articoli e news per PC Windows | Multiplayer.it

Alcuni hacker hanno sfruttato The Sims 3 per spiare delle ragazze
Potere agli idioti!

Se voi fosse dei dotatissimi hacker cosa fareste con le vostre immense conoscenze del mondo informatico? Svelereste al mondo informazioni segrete? Attacchereste i siti dei mercanti di armi? Rendereste pubbliche le foto sexy del Moioli?

Come raccontato da Ars Technica, alcuni hacker americani hanno abusato di un RAT (remote administration tools) per ottenere l’accesso alle webcam di ragazze giocatrici di The Sims 3.

Ditribuito tramite torrent, il software malevolo (in questo caso), gli ha garantito l’accesso ai computer delle vittime, chiamate simpaticamente “slave” (schiave), da cui hanno avuto gioco facile ad accedere alle webcam.

Certo, non tutti gli hacker hanno tenuto lo stesso comportamento. Alcuni hanno cercato foto sexy, altri hanno fatto scherzi vari, altri ancora hanno cercato di verificare se giocassero anche a Diablo III e così via. Comunque, tutti hanno confermato di avere grossi problemi a intrattenere rapporti normali con l’altro sesso (pare che gli autori degli abusi siano tutti uomini e le vittime tutte donne).

Come sono stati scoperti? Be’, uno è morto collegandosi alla webcam di Pianesani da cui lo ha visto nudo. Da lì è stato facile capire cosa è successo.

Fonte: Kotaku