Categorie
Economia

Setup e Angoli di Gann: FTSE MIB INDEX 14 Luglio 2016

Setup e Angoli di Gann
FTSE MIB INDEX

Setup Annuale:
ultimi:
2012 (range 12299/17158) [uscita rialzista]
2014 ( range 17555/22590) [uscita rialzista] annullata
prossimo 2016/2017

Setup Mensile:
ultimo Marzo/Aprile (range 16777 /19216) [ uscita ribassista ]
prossimi Luglio

Setup Settimanale:
ultimi: 27 giugno/1 Luglio – 4/8 luglio ( range 15017//16446 ) [ uscita rialzista]
prossimi 25/29 Luglio

Setup Giornaliero
ultimo : 12 Luglio (range 16262/16820 comp est. ) [ in attesa ]
prossimi 18 Luglio, 22

Angoli Mensili Luglio 13950/14100, 15350, 16300, 17050, 18000, 18350
Angoli Settimanali:14700, 15150, 15550, 16040, 16460, 17060
Angoli Giornalieri 15849,16090, 16278, 16408, 16681,16829, 17006

I commenti giornalieri sull’articolo riguardante i Setup e gli Angoli di Gann saranno sempre disabilitati e continueranno sempre sull’articolo unico settimanale

GD Star Rating
loading…

GD Star Rating
loading…

Autore: Finanza.com Blog Network Posts

Categorie
Economia

L’ITALIA L’EURO E IL DOPPIO DECENNIO PERDUTO!

Mentre negli ultimi mesi e settimane in tanti si sono divertiti a prevedere la fine del mondo e l’invasione delle cavallette e delle locuste nel Regno Unito, l’orizzonte per il nostro Paese va ben oltre la crisi delle banche, arriva sino alle sette piaghe d’Egitto, un orizzonte fosco dentro questa camicia di forza che si chiama euro.

Ieri ci è arrivato addirittura uno come Briatore che in un programma televisivo ha detto che ci siamo indebitati in una moneta straniera della quale non abbiamo sovranità. L’ennesima ovvietà.

Un altro”telebano” del pensiero economico mondiale, non uno qualunque ma un Nobel qualunque ha dichiarato …

«Abbandonate l’euro per salvare l’Europa»: l’appello del Nobel Stiglitz

“Dovete abbandonare l’euro per salvarvi”: Adesso lo dice anche Joseph Stiglitz, l’economista premio Nobel tanto caro alla sinistra. Un appello, il suo, affinche l’Europa abbandoni la moneta unica e torni così a macinare lavoro e futuro. Non un euroscettico, non un populista becero, non un lepenista ignorante e neppure un fascista nostalgico

Si ma tanto non serve a nulla, ci sarà sempre qualche pirla che vi dirà, ma scherzi fuiori dall’euro non avremo più il … roaming!

In questo Paese non sai più con chi parlare, sono tutti omologati, tutti standardizzati, tutti a ballare nelle sale del Titanic, mentre andiamo a tutta velocità verso l’iceberg finale.

La Cristina addirittura ci ha fatto sapere che se non votiamo si alla riforma costituzionale in autunno il suo fondo di caffè, si quello monetario internazionale prevede 20 anni di stagnazione economica…

FMI: previsti 20 anni di stagnazione per economia Italia

Ma tu pensa che un blogger qualunque lo aveva capito studiando la storia del Giappone, unici in Italia ad aver previsto la deflazione da debiti.

Una traiettoria davvero affascinante quella della nostra permanenza nell’euro…

Per chi preferisce il disegnino proprio ieri Pierino ha raccontato alla sua mamma che quella secchiona della sua amica Svezia l’hanno promossa senza euro…

Se penso a tutti quelli che negli ultimi tre anni hanno terrorizzati gli italiani sostenendo che se avremo lasciato l’euro il nostro sistema bancario sarebbe esploso e ci sarebbero state le corse agli sportelli mi viene da ridere.

Dentro nell’euro alla fine è andata così…

Declino e caduta d'Italia

Ci voleva davvero tanto a comprendere che questa moneta avrebbe distrutto il nostro Paese e che corruzione, malaffare e mafie varie, da sempre sono presenti in Italia e oggi sono un problema secondario anche se importante?

Va tutto bene, avanti così, sin che la musica c’è continuiamo a ballare…

VN:D [1.9.20_1166]

Rating: 10.0/10 (8 votes cast)

VN:D [1.9.20_1166]

Rating: +5 (from 5 votes)

L’ITALIA L’EURO E IL DOPPIO DECENNIO PERDUTO!, 10.0 out of 10 based on 8 ratings

Autore: Finanza.com Blog Network Posts

Categorie
Economia

Con il subentro di May migliorano le richieste per la GBP

Sul mercato obbligazionario, durante la seduta asiatica i rendimenti dei titoli USA sono scesi lievemente, riprendendo fiato dopo un rally durato cinque giorni. I rendimenti dei titoli a due anni, sensibili alla politica monetaria, sono scesi allo 0,6752% dallo 0,69%; i rendimenti dei decennali sono calati all’1,4875% dopo aver testato l’1,5288%. Il rally dei rendimenti dei titoli di Stato dovrebbe continuare, perché gli investitori continuano a preferire asset più rischiosi sulla scia del miglioramento della propensione al rischio.

Sul mercato forex, la sterlina britannica ha continuato il suo rally, mentre Theresa May si accinge ad assumere la carica di Primo Ministro. Il fatto che abbia detto chiaramente che l’uscita non sarà affrettata ha dissipato le nuvole nel breve periodo, permettendo alla sterlina di compiere un rally per il quarto giorno consecutivo, salendo a 1,33 USD, mentre venerdì si aggirava ancora intorno a 1,29 USD. Tuttavia, il potenziale rialzista della sterlina potrebbe essere limitato perché la BoE giovedì dovrebbe tagliare il tasso d’interesse di riferimento. A Tokyo, la coppia GBP/USD si è mossa all’interno della fascia compresa fra 1,3225 e 1,3338, dopo essere inciampata nell’area di resistenza a 1,3350 (massimi precedenti d’inizio luglio).

In Giappone, lo yen si è stabilizzato dopo aver compiuto un rally di circa il 4% negli ultimi tre giorni. Prevediamo che lo yen giapponese torni a scendere, perché gli operatori continuano a riacquistare i corti e gli investitori aggiustano le loro posizioni in vista della riunione della BoJ di fine luglio. La coppia USD/JPY ha ceduto un marginale 0,50%, scendendo a 104,42 dopo aver toccato quota 104,99 a Wall Street.

Le valute legate alle materie prime hanno subito un colpo: mercoledì NZD, AUD, NOK e CAD sono scese bruscamente perché i prezzi del greggio sono calati ulteriormente e gli operatori hanno incassato i profitti recenti. La coppia NZD/USD ha ceduto circa l’1% rispetto al massimo di Wall Street, in calo a 0,7250, il dollaro australiano è scivolato dello 0,90%. Le due valute non sono riuscite a violare al rialzo le rispettive resistenze chiave, mentre si stabilizzavano i prezzi del greggio. L’USD/CAD è salito leggermente, a 1,3070, l’USD/NOK ha guadagnato lo 0,40%.

Oggi gli operatori monitoreranno l’IPC in Spagna, Italia e Russia; la produzione industriale nell’Eurozona; le domande di mutui MBA, la dichiarazione mensile sul budget, il Libro Beige e le scorte di greggio negli USA; le vendite al dettaglio in Sudafrica; la decisione sul tasso d’interesse in Canada.

Autore: Finanza.com Blog Network Posts

Categorie
Economia

ORA BASTA! FATE PRESTO CHIAMATE WALL STREET!

E’ proprio vero che all’ingenuità e incompetenza dei nostri manager non c’è fine!

La situazione deve essere davvero tragica se il presidente delle Fondazioni, un certo Guzzetti, invoca addirittura l’aiuto di Wall Street, il mondo degli squali della finanza, le banche d’affari americane, che appena sentono l’odore del sangue non vedono l’ora di sbranare la preda…

Chi metterà allora il denaro sullo scudo di Atlante? Un’idea comincia a circolare. Il primo a lanciarla è stato il presidente delle Fondazioni, Giuseppe Guzzetti: «Siamo non solo contrari alla presenza dello Stato nelle banche – ha spiegato in più occasioni – ma anche al fatto di scaricare sulle fondazioni altri oneri e costi insostenibili». Per il presidente delle Fondazioni bancarie, piuttosto, sarebbe ora di far aprire il portafoglio alle grandi banche di Wall Street, che come è noto esercitano anche in Italia un controllo oligopolistico sul mercato della corporate finance e dell’investment banking. Colossi come JP Morgan, Goldman Sachs, Morgan Stanley, Citigroup e Merrill Llynch si aggiudicano tutte le operazioni più importanti del mercato finanziario italiano, dall’advisory sulle fusioni alle emissioni obbligazionarie, dalle Ipo alla finanza d’impresa: alle americane, si aggiungono soltanto tre big europei del capital market, Deutsche Bank, Ubs e Credit Suisse. Questa pattuglia di big della finanza speculativa mondiale ha incassato in Italia solo negli ultimi 8 anni (di crisi) commissioni per più di 10 miliardi di euro dalle banche e dalle imprese clienti, sia pubbliche che private. Solo l’anno scorso, banche e imprese italiane hanno pagato commssioni per oltre un miliardo di euro, di cui circa 600 milioni da aziende controllate dallo Stato: a queste cifre, andrebbe poi aggiunto il conto delle operazioni in derivati . Nessuno può costringerle ad aiutare un sistema paese da cui incassano miliardi. Ma pensare che proprio le stesse banche di Wall Street hanno pagato senza battere ciglio 230 miliardi di dollari in sanzioni per reati finanziari, crea un certo disagio: un investimento su Atlante, potrebbe generare in futuro non solo profitti di rilievo, ma anche un’immagine migliore.Ma anche

Ma per favore! Ma davvero questa gente è così ingenua da credere che chi ha scatenato la crisi del 2011 sul nostro Paese sia disposto a mettere soldi nel fondo Atlante per salvare quel che resta di banche fallite e decotte! Ma andate a lavorare!

VN:F [1.9.20_1166]

please wait…

Rating: 0.0/10 (0 votes cast)

VN:F [1.9.20_1166]

Rating: 0 (from 0 votes)

Autore: Finanza.com Blog Network Posts

Categorie
Economia

USD in ribasso diffuso, giù lo JPY in vista degli stimoli

Sulla scia della propensione al rischio, gran parte delle valute G10 – fatta eccezione per lo yen, che ha ceduto terreno per il secondo giorno consecutivo dopo che Shinzo Abe ha promesso un’altra tornata di stimoli – ha esteso i guadagni contro il biglietto verde. Dopo aver guadagnato più del 2% lunedì, l’USD/JPY è salito di un altro 0,30%, portandosi a 103,30 a Tokyo. L’USD/JPY può apprezzarsi ulteriormente, soprattutto considerando il forte rialzo dello JPY dall’inizio dell’anno; il primo obiettivo è il livello a 110.

La sterlina è lievitata per il terzo giorno consecutivo al calare dell’incertezza politica. Il ministro degli Interni britannico, Theresa May, si accinge a sostituire il premier uscente, David Cameron, alla guida del governo. È un’ottima notizia, il mercato non si aspettava sviluppi così rapidi e accoglie con favore tutto ciò che fa scendere il livello d’incertezza e aiuta a fare passi avanti. La coppia GBP/USD ha guadagnato lo 0,68% in Asia e ha testato quasi l’area di resistenza a 1,31. La sterlina dovrebbe continuare ad apprezzarsi, ma un ritmo moderato, perché il cielo non si è ancora rasserenato.

Gran parte delle valute legate alle materie prime ha aperto la giornata su basi più solide, perché gli investitori ritrovano interesse per gli asset rischiosi. Il dollaro australiano ha guadagnato più dello 0,70% durante la seduta asiatica, mentre i rifugi sicuri subivano un colpo: lo JPY ha ceduto lo 0,50%, l’oro ha annaspato intorno a 1.355 e il franco svizzero è rimasto invariato contro l’USD, perdendo invece contro l’EUR. La coppia EUR/CHF ha testato il livello a 1,09 a Tokyo.

Anche l’EUR/USD si è apprezzato grazie al miglioramento della propensione al rischio. La coppia di valute ha toccato quota 1,1091 a Tokyo, prima di stabilizzarsi su livelli leggermente inferiori, intorno a 1,1080. In un’ottica di medio termine, la valuta unica continua a muoversi nel suo canale discendente, la resistenza più vicina giace a 1,0913. Più in basso, il prossimo livello giace a 1,0822.

Sui mercati azionari, ieri l’S&P500 ha fatto registrare il massimo storico a Wall Street, raggiungendo i 2.143 punti. Nella notte, tutte le piazze asiatiche si sono mosse in territorio positivo, capofila sono stati i listini giapponesi. Il Nikkei ha guadagnato il 2,46%, il più ampio indice Topix è lievitato del 2,38% in previsione di un’altra tornata di stimoli. Nella Cina continentale, gli indici compositi di Shanghai e Shenzhen hanno guadagnato rispettivamente l’1,40% e lo 0,66%. Infine, in Europa, i future sui listini azionari fanno fatica a seguire l’esempio positivo di Tokyo e New York e puntano a un’apertura in ribasso.

Oggi gli operatori monitoreranno l’IPC in Germania, Svezia e Brasile; la produzione manifatturiera in Sudafrica; le vendite al dettaglio in Brasile; la bilancia commerciale in Russia; le scorte dei grossisti negli USA.

Segui i prossimi seminari online di Swissquote o scarica la piattaforma Metatrader 4 demo;

VN:F [1.9.20_1166]

please wait…

Rating: 0.0/10 (0 votes cast)

VN:F [1.9.20_1166]

Rating: 0 (from 0 votes)

Autore: Finanza.com Blog Network Posts