27ª jornada da Liga: já há data e horário para o Sp. Braga-FC Porto

Author: Maisfutebol

[artigo atualizado]

A Liga Portugal divulgou esta quarta-feira as datas para os jogos da jornada 27 da Liga. 

O jogo grande realiza-se em Braga, com o terceiro classificado a receber o segundo às 15h30 de sábado, 30 de março. 

A ronda abre na véspera, com a visita do Moreirense a Portimão. 

O Sporting e o Benfica também jogam no sábado. Os leões em Chaves (18h00) e o Benfica na Luz contra o Tondela (20h30). 

Data e horas dos jogos da 27ª jornada:

Sexta-feira, 29 de março

Portimonense-Moreirense, 20h30 – Sport TV

Sábado, 30 de março

Sp. Braga-FC Porto, 15h30 – Sport TV

Desp. Chaves-Sporting, 18h00 – Sport TV

Santa Clara-Vitória Guimarães, 20h30 – Sport TV

Benfica-Tondela, 20h30 – BTV

Domingo, 31 de março

Marítimo-Nacional, 15h00 – Sport TV

Rio Ave-Desp. Aves, 17h30 – Sport TV

Boavista-Belenenses, 20h00 – Sport TV

Segunda-feira, 1 de abril

Feirense-Vitória Setúbal, 20h15 – Sport TV

La vacca nelle verze

Author: Raoul Duke Milan Night

Ve lo posso confermare. Ufficialmente. Mi sono più o meno ripreso dal derby malamente gettato alle ortiche domenica sera. E la conferma del fatto che, dopo la depressione caspica fortunatamente condivisa in loco (San Siro) con l’amico Johnson, sta tornando quel discreto ottimismo che mi accompagna da qualche mese a proposito delle magnifiche sorti progressive del nostro Milan.

L’ennesima sconfitta nella stracittadina ha lasciato certamente degli strascichi ma ormai ahimè ci stiamo facendo l’abitudine visto che, leggevo di recente, la statistica riguardante il campionato e relativa agli ultimi 20 derby è impietosa: 4 vittorie, 6 pareggi, 10 sconfitte. Un disastro insomma, a testimonianza ulteriore di come gli ultimi 10 anni per i tifosi del Milan siano essenzialmente una via crucis continua

Rimango discretamente ottimista relativamente al fatto di agguantare l’agognato quarto posto e magari anche la finale di Coppa Italia e non vedo l’ora che sia passata l’inutile sosta delle nazionali per ricominciare la rincorsa a Genova, campo ostico ma non impossibile una volta ritrovata un po’ di brillantezza e soprattutto la compattezza perduta nella sciagurata partita contro la terza squadra di Milano.

Tra le tante cose andate storte domenica sera mi preme sottolineare la sciagurata e immotivata scelta di schierare dall’inizio Paquetà: il ragazzo già da diverse partite dava evidenti segni di sfinimento fisico e mentale, derivante anche dal passaggio diretto dal campionato brasiliano al contesto europeo senza fare una reale pausa. Contro una squadra fisica come l’Inter è stato davvero azzardato da parte di Gattuso e del suo staff decidere di rischiarlo bruciandosi un cambio e regalando ancora di più il centrocampo ai nerazzurri. Questa scelta sbagliata ha confermato ancora una volta come il mister sia poco propenso a cambiare e abbia un approccio molto conservatore che, come scriveva Johnson ieri, lo rende anche leggibile tatticamente per gli allenatori avversari. Io personalmente domenica, stante la forma più che scadente del’ex Flamengo, avrei riempito la zona nevralgica del campo con Biglia come vertice basso e Bakayoko mezzala. Ma tant’è… come dicevano i miei nonni ormai per il derby “gh’e ‘ndà la vaca ind’i verzi”.

Dal vivo a San Siro si è percepita chiaramente, oltre alla mancanza di personalità generale della squadra nel contesto dei grandi appuntamenti, l’assenza di un giocatore di carisma e classe sufficienti per prendere le redini della situazione nei momenti di burrasca. In parte lo ha fatto Bakayoko nel secondo tempo ma servirebbe qualcuno con maggiore capacità tecnica che possa affiancare Tiémoué in questa fungendo da leader. Uno come Seedorf, anche se non è mai stato tra i miei preferiti del grande Milan ancelottiano. O, venendo ai giorni nostri, uno alla Pogba per intenderci. Un leader tecnico e tattico che possa mettersi a prua della nave quando l’onda anomala sembra travolgerla.

Il timore quindi non è tanto ( o non solo ) che si possano bucare gli obiettivi per la stagione in corso ma anche che, in prospettiva,  diversi di questi giocatori e lo stesso tecnico non siano adatti ad un ulteriore salto di qualità che pare essere nei piani e nelle aspettative, oltre che di noi tifosi, anche della proprietà americana e della dirigenza.

Pur avendo questo tipo di consapevolezza mi sto obbligando a rimanere motivato, carico e concentrato sul momento presente. Acchiappare il malloppo, economico, morale e sportivo, della qualificazione in Champions League è una pietra imprescindibile su cui ambire di costruire un edificio solido. Senza questa pietra rimarremo ancora per molto troppo tempo avviluppati in una rincorsa chimerica all’interno di un labirintico castello costruito sulla sabbia e pieno dei fantasmi del nostro glorioso passato remoto e del nostro terrificante passato prossimo.

FORZA VECCHIO CUORE ROSSONERO

Raoul Duke

ps: regaliamo 1 o 2 biglietti per Milan – Udinese di martedì 2 aprile ore 19. Se interessati scriveteci a raduno.milannight@gmail.com ! Ricordo che è necessario essere in possesso di Carta Cuore Rossonero oppure sottoscriverla contestualmente alla nostra conferma di assegnazione tagliando

Foot – AUT – Salzbourg – Le prometteur hongrois Dominik Szoboszlai prolonge avec Salzbourg jusqu'en 2022

Author: L'Equipe.fr Actu Football

Foot AUT Salzbourg

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Dominik Szoboszlai, qui fait partie de la sélection hongroise à seulement 18 ans, vient de prolonger avec Salzbourg.

Football - Football - Dominik Szoboszlai, la dernière perle du Red Bull. () S.Adelsberger/Presse Sports

Dominik Szoboszlai, la dernière perle du Red Bull. () S.Adelsberger/Presse Sports

Auteur de dix matches avec Salzbourg cette saison, toutes compétitions confondues, Dominik Szoboszlai (18 ans) a inscrit trois buts et donné deux passes décisives. De jolies statistiques qui lui ont valu une convocation en sélection hongroise pour les matches qualificatifs à l’Euro 2020 face à la Slovaquie et à la Croatie. Milieu récupérateur très prometteur, il a signé un nouveau contrat avec le Red Bull Salzbourg, qui se terminera en 2022.

Milan-Inter 2-3: i video dei gol di Vecino, De Vrij, Bakayoko, Martinez e Musacchio

Author: Redazione CalcioBlog Calcioblog.it

AGGIORNAMENTO 22.01 – E il Milan rimonta! Mateo Musacchio manda il pallone in porta al 71′ e riduce lo stacco tra le due squadre.

AGGIORNAMENTO 22.00 – A dieci minuti dal primo gol del Milan, l’Inter si allontana ancora grazie a Lautaro Martinez, che al 67′ è riuscito a confondere il portiere della squadra avversaria dalla parte opposta della palla.

AGGIORNAMENTO 21.47 – Il Milan inizia a rimontare. Tiemoue Bakayoko riesce nel difficile compito di segnare con un colpo di testa da una posizione non troppo favorevole. Ed è gol al 57′!

AGGIORNAMENTO 21.42 – Seconda rete per l’Inter, che allunga così il vantaggio sul Milan. Il marcatore è Stefan de Vrij, che riesce ad intercettare la palla da Matteo Politano e a mandarla in porta al 51′, pochi minuti dopo il ritorno in campo per il secondo tempo di questo derby.

20.34Matias Vecino sblocca subito il 170esimo derby di Milano portando la sua Inter in vantaggio sul Milan 1-0. Ecco il video della rete al 3′:

Milan-Inter: le formazioni ufficiali

INTER (4-3-3): Handanovic; D’Ambrosio, De Vrij, Skriniar, Asamoah; Gagliardini, Brozovic, Vecino; Politano, Lautaro Martinez, Perisic.

MILAN (4-3-3): Donnarumma; Calabria, Musacchio, Romagnoli, Rodriguez; Kessiè, Bakayoko, Paquetà; Suso, Piatek, Calhanoglu.

Roma, Pallotta vs Monchi: divorzio amaro e veleni reciproci

Dopo l’addio di Eusebio Di Francesco dalla panchina della Roma, con pronta sostituzione di Claudio Ranieri di ritorno nella Capitale dopo otto anni, a far seguito all’allenatore abruzzese è stato anche il direttore sportivo spagnolo Ramón Rodríguez Verdejo, noto semplicemente come Monchi. Dopo due anni nella dirigenza giallorossa, a stretto contatto con l’ex capitano Francesco Totti, il lavoro del direttore si è concluso nel peggiore dei modi. Un saluto anticipato rispetto ai piani iniziali sia di Monchi che della società che sa tanto di progetto tecnico fallito. A differenza dei rumors delle scorse settimane, però, il ds ha scelto alla fine la soluzione più romantica, quella di tornare a Siviglia, dove per quasi vent’anni aveva svolto un eccellente lavoro portando il club andaluso a trionfare più volte in Europa League. Adesso la Roma si trova in piena lotta per la qualificazione alla prossima Champions League e grazie al codice promozionale NetBet potrete confrontare le quote dei giallorossi.

Se inizialmente il dirigente spagnolo non aveva infierito più di tanto sulla scelta della Roma di concludere il rapporto lavorativo dicendo solamente: “Sono andato via per una ragione semplice: abbiamo capito che l’idea della proprietà era diversa rispetto alla mia. Il presidente pensava che fosse andare meglio a destra, io a sinistra. Continuare così non era giusto”. In un secondo momento ai microfoni di Rete Sport, aveva rincarato la dose: “Ho condiviso tutto con il presidente e sapendo che forse per i tifosi erano decisioni difficili da comprendere. Pensate che abbia venduto Salah perché fossi contento di farlo? Ho dovuto perché ce n’era bisogno. La Roma comunque ha basi forti e dei veri professionisti a livello dirigenziale. Totti? Sta crescendo tantissimo. Spero che i frutti del mio lavoro si vedano in futuro e che Pastore, ad esempio, ancora possa fare la differenza. Io comunque amerò la Roma per sempre”.

Così, non è rimasto certo impassibile il presidente James Pallotta, il quale – come riportato sulla pagine de La Gazzetta dello Sport, ha attaccato duramente e con decisione lo stesso Monchi, dicendo: “Sono rimasto un po’ sorpreso nel leggere le dichiarazioni di Monchi, dove ha dichiarato che volevamo intraprendere strade diverse. Voglio fare chiarezza. Da subito ho detto che avrei voluto allenatori, preparatori, staff medico, addetti allo scouting e organizzazione tutto di primo livello. Ho speso tanti soldi per averlo e gli ho dato le chiavi per dar vita a tutto questo. Gli ho dato il pieno controllo per ingaggiare l’allenatore che voleva, per assumere collaboratori, preparatori e per acquistare i giocatori che preferiva. Guardando i risultati e le nostre prestazioni, è chiaro che questo non abbia funzionato. A novembre, quando la nostra stagione stava andando di male in peggio e tutti notavano come l’allenatore stesse faticando a ottenere una reazione dai calciatori, chiesi a Monchi un piano B da attuare nel caso in cui le cose fossero ulteriormente peggiorate. Pur essendo lui l’unico responsabile della parte sportiva non aveva un piano B, ma mi spiegò che voleva continuare con la stessa strategia. Quindi mi domando: cosa avrebbe voluto fare di differente? Mi ha chiesto di fidarsi di lui e di lasciarlo fare. Gli abbiamo dato il pieno controllo e ora abbiamo più infortuni di quanti ne abbiamo mai avuti e rischiamo di non tra le prime tre per la prima volta dal 2014”.

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Author: Il Primato Nazionale