Ronaldo ha dato la parola ad Agnelli. Juventus, è il colpo del secolo

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TORINO – Operazione Cr7 sotto la Mole. Il conto alla rovescia è scattato. Il suo agente Jorge Mendes ha ribadito a Florentino Perez che Ronaldo vuole andarsene, il Real pretende che appaia chiaro il messaggio: quindi, si prenda Cristiano l’onere dell’annuncio. La Juventus, invece, aspetta le carte con le cifre (Marotta e Paratici ieri erano a Milano pronti a muoversi): i cento milioni da pagare (la clausola è da mille, ma c’è la postilla inserita a gennaio, un patto fra gentiluomini che va rispettao), il contratto quadriennale da 30 al giocatore pallone d’oro. L’accordo c’è ed è solare. Come il messaggio di Ronaldo: ha dato la parola ad Agnelli (Marca titola così). E da qui non si torna più indietro. Cr7 bianconero vero.

L’ATTESA DA… STADIUM – I tifosi aspettano con il batticuore la chiusura dell’affare. E il tam tam chiama a rapporto per un fine settimana allo Stadium. «Non prendete impegni», è il passaparola. Una presentazione da sogno, tra il tripudio. Ma i tempi sono stretti. Chissà. E comunque va bene anche più avanti…

L’ADDIO AL REAL – Come chiesto dal presidente Perez, Cr7 dovrà dire che è lui a chiedere di andare via dal Real Madrid, non il contrario. E si vuole allestire un saluto degno, come meritano nove anni da leggenda blanca, con primati inarrivabili. E come si intuisce dalle parle dell’agente Mendes a Record: ««Se #Ronaldo andrà via dal #RealMadrid sarà eternamente grato a club, presidente, staff medico, tutti i madridisti del mondo. Se succederà sarà per una nuova brillante tappa della sua carriera».

Dybala stupisce tutti: che cambio di look!

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TORINO – È tempo di un po’ di (sana) follia. Paulo Dybala si sta godendo le meritate vacanze. Riposo, relax e… un cambio di look. L’attaccante della Juventus ha deciso di dare un taglio al castano per accogliere un argento che ha stupito i follower. In pochi minuti il post ha avuto tantissimi “cuori” su Instagram e, a giudicare dai commenti, pare che il colore alla fine sia piaciuto.

Scherzi a parte

Author: Chiara Milan Night

Finalmente ho capito! Siamo su Scherzi a parte. Sì, per forza. Non è possibile che il nostro Ad abbia detto che certe cose gli passano sopra la testa. L’importante è che i 32 milioni siano arrivati. Non importa da chi. Questo è un dettaglio ininfluente. Con i 32 chicchi lui può pagare stipendi, fornitori e magari fare anche un briciolo di Mercato. Capito? Marilyn Monroe diceva che non bisogna accettare le briciole. Siamo nati da donne e non da formiche. Ma il Mercato in questo momento è l’ultima delle mie angosce. Non potremo fare un gran che. Certo, occorrerebbe operare con intelligenza. L’operazione Zaza sarebbe davvero stupida. I miei mal di pancia, comunque, sono altri. Cretina io a preoccuparmi di avere chiarezza sull’enigmatica, sfuggente proprietà. E cretina è pure l’Uefa. Dopo le rassicuranti affermazioni di Fassone andiamo a Losanna in una botte di ferro. Come Attilio Regolo. Se siamo fortunati, non inaspriscono la pena. Non so chi sia l’ineffabile zio Yongho. Ignoro chi ci possa essere dietro di lui. Non ho l’intelligenza per capire quali siano i pupi e quali i pupari. Io, però, non sono l’Ad. Non rappresento la proprietà. Non ho il potere di firma. Che Fassone, in cui riponevo grande fiducia, dica di saperne quanto me è ridicolo, grottesco, surreale. Persone dotate di normale intelligenza possono davvero pensare che dichiarazioni del genere rassicurino i tifosi? Io sono terrorizzata. D’accordo, il silenzio dava molto fastidio. Ma, come diceva qualcuno, è meglio stare zitti e dare l’impressione di essere idioti, piuttosto che parlare e togliere ogni dubbio. No, non è possibile. Non può essere vero. Siamo su Scherzi a parte, dai.

Oppure sto vivendo un incubo. Presto mi sveglierò e tirerò un sospiro di sollievo. Riderò della mia mortificazione. Del mio essere un pendolo sgangherato che oscilla tra la rabbia e la frustrazione. Ringrazio gli scoppi d’ira che ogni tanto mi scuotono come scariche elettriche. Sono un antidoto contro la depressione. Dove sono finiti i miei sogni della scorsa, meravigliosa estate? Che ne è della mia torta della felicità guarnita con la crema dell’entusiasmo? E’ andato tutto in pattumiera. Siccome io non sono come certa gente, il bidone dell’immondizia sta lontano dal cuore. Quello resta perdutamente rossonero. Ora non si sente più parlare nemmeno di Commisso. Sarà vera la trattativa o si tratterà dell’ennesimo capitolo di una farsa di cui siamo vittime da troppi anni? Bah! Ormai non credo più a niente. Non ho la forza di sperare in Ricketts o, ancora meglio, in Roos. Gli ottimisti ritengono che Commisso sia la miglior soluzione possibile. I pessimisti pensano che sia vero.

Tranquilli, questo campione non ce lo porta via nessuno

Io credevo nella nuova Società. E come! D’accordo, c’erano stati campanelli d’allarme. Un closing anomalo, faticosissimo, concluso alla fine per l’intervento di Elliot, indotto da Fassone. Ma scacciavo con fastidio i miei dubbi, perché, frustrata e annichilita dal Giannino, avevo la necessità fisiologica di tornare a sognare. Il Mercato mi era piaciuto. Molto! Ed ero tornata a volare sulle ali di un sogno chiamato Milan. Neanche i deludenti risultati del campo mi avevano prostrato. Ero e resto convinta del fatto che avessimo una buona base di squadra. Basta qualche intervento mirato e in Champions ci andremo l’anno prossimo, mi dicevo. Invece…. C’è un piccolo particolare. Abbiamo una Società di pasta frolla. Per usare un eufemismo. Qui, purtroppo, può succedere di tutto. In perfetto stile Giannino. La diaspora dei calciatori più forti è un’eventualità tutt’altro che peregrina. Però sono serena, perché Montolivo non ce lo porterà via nessuno.

L’Uefa ce l’ha con noi? Certo, dà fastidio vedere gli Orrendi andare allegramente di plusvalenze farlocche, senza venire sanzionati. E sentire un Antonello qualunque parlare di regole che devono essere rispettate fa imbufalire. Magari, fossimo stati noi al loro posto, ci avrebbero punito. Però è altrettanto vero che noi siamo in una situazione incredibilmente anomala. Credo che non ci sia nessun altro club al mondo messo così. Un Ad che afferma di non sapere nulla della proprietà. Pazzesco. Si ha un bel dire che le norme giuridiche non giustificano la punizione inflitta. Le voragini di bilancio del triennio precedente, grazioso lascito del Giannino, sono scempi che non giustificano l’esclusione. Il debito non è scaduto e quindi zio Yongho non è insolvente. Non si può fare un processo alle intenzioni e bla bla bla. Il convitato di pietra è la proprietà nebulosa, sfuggente, inaffidabile. Voluntary e settlement agreement ci sono stati negati per questo problema. Per il mancato rifinanziamento del debito, sul quale Fassone ha speso parole vuote per mesi e mesi. Certo, nelle motivazioni non potrà essere scritto nero su bianco che la proprietà è insolvente, perché i termini scadono ad Ottobre. Basterà far riferimento alle violazioni di bilancio del triennio 14-17, all’inattendibilità del businnes plan presentato e alle preoccupazioni sulla imminente scadenza del debito. Speranze nel Tas? Praticamente nulle con zio Yongho sempre in sella. Tanto più dopo le rassicuranti parole di Fassone. Il bonifico di 32 milioni, purtroppo, arriverà. E continuerà lo stillicidio. Sbaglio se più che con l’Uefa ce l’ho con la Società? Mi sembra di essere tornata al Giannino.

Dei Mondiali non mi frega nulla. Il calcio mi fa schifo. Noto semplicemente che, dovunque vadano, i giocatori del Milan portano male. Rimane in gioco solo Strinic con la sua Croazia. Dopo averla derubricata a bufala, mi fa un po’ paura la voce insistente di Cr7 ai Gobbi. Ci mancherebbe solo questo. E, se noi, in fiera risposta, prendessimo quella pippa di Zaza, non mi resterebbe che arrendermi. La sola idea di pensare a Zaza, pagandolo oltretutto fior di milioni, in una situazione come la nostra è da deficienti. Piuttosto mi tengo gli attaccanti che ho. Cerco di intervenire a centrocampo e di cambiare il modulo di gioco. Il mio stato d’animo si può riassumere in poche parole. Se mi morsicasse un cobra, morirebbe lui. Mi vengono in mente le parole di Roosvelt. Coraggio non significa avere la forza di andare avanti, ma andare avanti quando non si ha la forza. Coraggio, cuori rossoneri! Suvvia, non può essere vero l’incubo che stiamo vivendo. Siamo su Scherzi a parte!

Chiara

Calciomercato Catania, Andrea Sottil è il nuovo tecnico

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CATANIA – Il Catania ha ufficialmente un nuovo tecnico: si tratta di Andrea Sottil, classe ’74 di Venaria Reale. Nell’annata appena conclusa, l’allenatore piemontese ha conquistato la promozione in B alla guida del Livorno. Sottil, che nella stagione 2005-2006 conquistò con la maglia degli etnei l’accesso alla massima serie, ha firmato un contratto triennale.

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Zárate: “Todas las especulaciones sobre la Selección argentina son mentira”

Author: Goal.com News – Español – España

Mauro Zárate rompió el silencio después de la bomba que hizo estallar el lunes: su pase a Boca generó un cimbronazo fuerte en el mercado de pases y hasta la familia del jugador terminó recibiendo amenazas a través de las redes sociales.

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Acepto mi error y me disculpo con el hincha de Velez. No pensé que iba a llegar tan lejos. Es difícil para mi familia, para mis hermanos, mis sobrinos, mi mujer…“, fue lo primero que explicó el futbolista. “Ellos no tienen nada que ver. Lo decidí yo solo, les dije que aceptaba que no estén de acuerdo. Cada uno sabe lo que hace. Sé que falté a mi palabra, pero también duele que se olviden de todo lo que hice”, siguió. “Yo no sé si volveré, pero seguro seguirá siendo mi casa. Yo hice mucho por mi club, mucho más que los que se dicen ‘hinchas'”, agregó en una nota en TyC Sports.

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“Pongo todo en la balanza y es un lindo desafío deportivo, por lo que significa jugar en Boca. No tiene nada que ver con lo económico”, explicó, al mismo tiempo que se encargó de desmentir lo que dijo Sergio Rapisarda, el presidente del Fortín: “Yo nunca hablé con Angelici, así que todas las especulaciones que se hicieron sobre la Selección argentina son mentiras. Hablamos de otras cosas, como de la posibilidad de mostrarme más y de jugar la Copa Libertadores“.