Champions League, Atlético Madrid-Juventus 2-2 | Foto e highlight

Author: Redazione CalcioBlog Calcioblog.it

La Juventus ha sfidato l’Atlético Madrid nella prima giornata della fase a gironi del Gruppo D della UEFA Champions League 2019-2020. La partita, disputata allo stadio Wanda Metropolitano di Madrid, si è concluso con un pareggio 2-2 dopo un gol di Hector Herrera al 90′, quando la Juventus sembrava ormai avere la vittoria in tasca.

Il match era stato sbloccato al 48′ da Juan Cuadrado all’avvio del secondo tempo grazie ad uno splendido passaggio del compagno di squadra Gonzalo Higuain, e poco dopo era stato il gol di Blaise Matuidi al 65′ a portare la Juventus in ulteriore vantaggio.

Neanche cinque minuti dopo, però, l’Atlético Madrid ha messo il turbo e segnato due reti negli ultimi 20 minuti di gioco: Stefan Savic al 70′ e Hector Herrera sul finire della partita al 90′.

La Juventus, riuscita comunque ad ottenere 1 punto al pari della sfidante, tornerà in campo per questa fase a gironi il 1 ottobre a Torino contro il Bayer Leverkusen e poi il 22 ottobre per sfidare il Lokomotiv Mosca, con cui si scontrerà anche a Mosca il 6 novembre.

Il 26 novembre, invece, la Juventus si scontrerà nuovamente con l’Atlético Madrid e chiuderà la fase a gironi per il gruppo D l’11 dicembre contro il Bayer Leverkusen.

Atlético Madrid-Juventus 2-2: gli highlight

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Atlético Madrid-Juventus 2-2: il tabellino

ATLETICO MADRID (4-4-2): Oblak ; Trippier, Savic, Gimenez, Lodi (31′ st Vitolo sv); Koke, Saul, Thomas (31′ st Herrera), Lemar (15′ st Correa); Joao Felix, Diego Costa.
Allenatore: Simeone.

JUVENTUS (4-3-3): Szczesny; Danilo, Bonucci, De Ligt, Alex Sandro; Khedira (24′ st Bentancur 5.5), Pjanic (42′ st Ramsey sv), Matuidi; Cuadrado, Higuain (35′ st Dybala sv), Ronaldo.
Allenatore: Sarri.

ARBITRO: Makkelie (Olanda)

MARCATORI: 3′ st Cuadrado, 20′ st Matuidi, 25′ st Savic, 45′ st Herrera.

AMMONITI: Matuidi, Cuadrado, Diego Costa

Andebol: FC Porto e Sporting continuam pleno de vitórias

Author: Maisfutebol

O FC Porto e o Sporting somaram ambos, esta quarta-feira, a quinta vitória no mesmo número de jornadas no campeonato nacional da 1.ª Divisão de andebol.

Os dragões venceram o duelo nortenho ante o recém-promovido FC Gaia, no Dragão Arena, por 32-26. Já o Sporting recebeu e venceu o Avanca, por 38-19.

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Na classificação, FC Porto e Sporting somam os 15 pontos possíveis e estão lado a lado no topo da tabela. O Benfica é terceiro, com dez pontos e menos um jogo.

O FC Gaia continua provisoriamente no quinto lugar, com nove pontos, ao passo que o Avanca é 10.º, com seis pontos.

Amarezza e Amarone

Author: Raoul Duke Milan Night

Mancano ormai pochi giorni allo scoccare dell’ora Derby. Per la stracittadina che ci aspetta sembrano esserci speranze legate solo al luogo comune della ‘squadra sfavorita che vince’ e (forse) alla prestazione poco brillante dei nerazzurri contro lo Slavia Praga in Champions League.

In questo radioso clima di ottimismo cosmico e di amarezza diffusa non ci vengono in soccorso neanche le statistiche, che negli ultimi dieci anni o giù di lì ci vedono soccombere malamente e raccogliere solo le briciole negli incontri con l’Inter che al di là dei propri alti e bassi sembra aver imboccato una strada positiva che la colloca almeno due o tre anni davanti a noi in un percorso di crescita globale, come società e come squadra, verso il ritorno ad una competitività decente ad alto livello italiano e a medio livello europeo.

Viste le prime tre partite della banda Giampaolo forse non resta che affidarsi alla più che discreta solidità difensiva dimostrata, pur contro avversari dal modesto in giù. Credo che su questo tema, oltre che alla qualità degli interpreti (Romagnoli ma anche l’ondivago Musacchio) occorra dare a Rino quel che è di Rino. Si tratta di un frutto oggettivo di un anno e mezzo di lavoro che anche i detrattori più accaniti del tecnico calabrese ritengo (e spero) non possano negare.

Per il resto i segnali sono inquietanti e sfangare un pareggino risicato (guarda te cosa mi tocca scrivere) contro la squadra di Conte sarebbe tutto di guadagnato. Non serve però aggiungere che però essendo, nonostante tutto, perdutamente innamorato di questi colori spero ovviamente, con la parte più irrazionale dei quattro neuroni che mi sono rimasti, che il bruttissimo anatroccolo si trasformi in uno stupendo cigno capace di affondare senza pietà i cuginastri.

Mi lascia comunque piuttosto stranito il fatto che l’ambiente rossonero sembri essersi improvvisamente risvegliato in queste settimana accorgendosi che è stata costruita una rosa del tutto inadatta al credo calcistico di questo tecnico, a prescindere che lo si apprezzi (come ad esempio fa l’amico Max) o meno (come è il mio caso). Anche l’acquisizione last minute di Rebic, un attaccante duttile ma non certo una seconda punta fatta e finita né tanto meno un trequartista, testimonia che si è voluta in qualche modo dare all’ex Samp la chance di riciclare un 4-3-3 camuffato per portare a casa la pagnotta e possibilmente il panettone.

In questa ottica la sfida di sabato sera sarà fondamentale: abbiamo una squadra giovanissima e fornita di ben poco carisma, guidata da un allenatore dalla personalità e dal curriculum non certo a prova di terremoti e inserita in un ambiente perennemente sull’orlo di una crisi di nervi. Il tutto con una proprietà costituita da un fondo di investimento. L’idilliaco quadretto ci fa capire come una bastonata nella stracittadina sarebbe difficilmente gestibile e il destino della già zoppicante gestione del Giammaestro diventerebbe ancora più una salita nella giungla infestata da bestie feroci. Che il destino ce la mandi buona!

Chiudo andando indietro velocemente alla vittoria del Bentegodi. Chi mi conosce personalmente o anche solo mi legge ogni settimana su questo spazio, sa quanto poco entusiasmo ingeneri in me questa squadra e quanto poco convinto sia della presenta gestione e del millantato ma impalpabile ‘progetto’. Nonostante questo ho goduto comunque per la vittoria contro l’Hellas Verona che oltre ad avere una tifoseria indecente ha dimostrato anche di avere una società degna, a dir tanto, della serie D dove spero che approdino nel giro di qualche anno.

Si veda sotto breve citazione dal penoso comunicato dell’Hellas sugli insulti razzisti a Kessiè, che si sono sentiti da qualsiasi televisione, tablet, pc, smartphone o telegrafo  a manovella che fosse sintonizzato sulla partita.

“…Riteniamo quindi fosse semplicemente per noi doveroso sottolineare che, a fronte di alcune infondate notizie, salvo sonore bordate di fischi e disappunto generale del pubblico relative ad alcuni discussi episodi di gioco durante la gara, non sono stati da noi avvertiti né percepiti presunti cori nei confronti del calciatore avversario Kessie

Evidentemente i dirigenti del Verona, così come ohibò i rappresentanti FIGC e Lega Calcio, hanno importanti problemi di udito o di lucidità. Capisco che l’Amarone o il Vapolicella siano attrattivi ma forse meglio dedicarsi a  tali sollazzi dopo la partita e non prima.

Quindi più apparecchi acustici e meno Amarone. Ma temo che tutto ciò non basterebbe visto che c’è peggior razzista di chi nega l’evidenza.

Stupisce ( ma neanche troppo ) anche l’abissale silenzio della premiata ditta Malagò Gravina che tanta solerzia mostrarono ai tempi del caso Bakayoko – Kessiè – Acerbi nel condannare il gesto dei due rossoneri. Si vede che erano distratti. O temporaneamente sordi. O anche loro annebbiati da qualche nettare alcolico. Amarone o Valpolicella, prego?

FORZA VECCHIO CUORE ROSSONERO

Raoul Duke

Foot – Transferts – Tout juste libéré de prison, Alexandre Kokorine signe avec le Zénith Saint-Pétersbourg

Author: L'Equipe.fr Actu Football

Libéré de prison ce mardi en compagnie de Pavel Mamaev, Alexandre Kokorine n’a pas tardé à retrouver un emploi. L’attaquant international russe (28 ans, 48 sélections) a signé un contrat jusqu’à la fin de la saison avec le Zénith Saint-Pétersebourg, ce mercredi. Il était libre depuis la fin de son contrat au Zénith, le 30 juin.

Foot – C1 – Real Madrid – Real Madrid : Karim Benzema devient le joueur français le plus capé en Ligue des champions

Author: L'Equipe.fr Actu Football

Karim Benzema vient de faire tomber un record et pas des moindres. En disputant son 113e match de Ligue des champions ce mercredi, il est devenu le joueur français le plus capé dans la compétition. Il devance Thierry Henry qui a participé à 112 rencontres de C1. Le troisième français est Patrice Évra avec 108 matchs disputés.

L’ex-gardien emblématique du Real Madrid, Iker Casillas, est le joueur le plus capé dans l’histoire de la Ligue des champions avec 173 matchs. Cristiano Ronaldo talonne le portier espagnol, il dispute ce mercredi avec la Juventus Turin son 163e match dans la compétition. Xavi Hernandez ferme le podium avec 151 rencontres disputées.

Karim Benzema est devenu le 16e joueur le plus capé de l’histoire de la Ligue des champions.