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HDD Manufacturers Turn to New Technologies to Drive Capacity

Author: Joel Hruska ExtremeTechExtremeTech

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As the storage wars between SSDs and HDDs drag on, SSDs have seemed to be gaining a decisive upper hand. Companies like Toshiba, Seagate, and Western Digital have shown off their next-generation technologies like Energy-Assisted Magnetic Recording (EAMR, WD) and Microwave-Assisted Magnetic Recording (HAMR, Seagate), but both companies seem to be having trouble shipping drives in significant quantities.

One of the major questions facing the magnetic spinning industry is whether to push forward towards 10-platter designs. Those of you who last looked up from your SSD performance graphs when 5-platter drives were all the rage may be surprised, but we’re already up to nine platters. StorageNewsletter writes:

In recent weeks, though, supply chain chatter has signaled that 10-platter designs may emerge sooner than originally planned, with some information pointing to 10-disk designs to support 20TB CMR capacities as a possibility. Granted, these plans could change, depending on pre-MAMR/HAMR areal density achievements, and technologies such as Western Digital’s EAMR approach may be employed to raise drive capacities over the next gen to obviate the need for a tenth disk.

Ultra-thin substrates of less than 0.5mm are also under investigation. The new glass platters Seagate is adopting as part of its move to HAMR technology are thinner than aluminum, and therefore theoretically allow room to squeeze another platter in. Theoretically, even 11-12 platter designs might be possible. Statements from the glass substrate manufacturer Hoya back up this interest in thinner substrates.

The reason there’s interest in the higher platter counts is that HDD manufacturers can still drive absolute capacities higher, even if technologies like MAMR, HAMR, and EAMR all fail to materialize as quickly as originally anticipated. There seems to be some doubt as to whether Seagate and WD will hit their aggressive capacity ramps. COVID-19 has done little to help matters on this front.

A 12-platter drive with 2TB platters would have an unformatted capacity of 24TB — significantly larger than any drive currently available. StorageNewsletter initially thought 24TB drives would be in-market by 2022, but the company is a bit less certain of what kinds of technologies the spinning disk manufacturers will use to get there. These could be drives with higher platter counts and conventional technology, or HAMR / EAMR products with fewer platters and higher areal densities.

As for SSDs, research is continuing into Penta Level Cell (PLC, 5-bit) NAND. While it would have even lower performance and less endurance than its QLC counterpart, there are advanced storage concepts like Zoned Name Spaces for SSDs that are intended to reduce write amplification and could allow PLC drives to further chew into HDD’s capacity advantage.

Credit: Patrick Lindenberg on Unsplash

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Microsoft lancia i nuovi Surface Laptop Go e Surface Pro X

Author: IlSoftware.it

Microsoft ha svelato oggi i suoi nuovi Surface Laptop Go e Surface Pro X: il primo è basato su Windows 10 S mentre il secondo – sul quale viene preinstallato Windows on ARM – poggia su un processore progettato dagli ingegneri dell’azienda di Redmond (SQ2) e derivato dal design ARM.

Surface Laptop Go è equipaggiato con un processore Intel Core i5-1035G1 affiancato da un quantitativo massimo di 8 GB di memoria RAM e 256 GB di storage interno.
Secondo l’azienda di Redmond si tratta del più leggero ed economico notebook della serie Surface che esegue Windows 10 Home in “S Mode“, in grado quindi di installare esclusivamente le app provenienti dal Microsoft Store. Se si volessero installare tutte le app, anche quelle non ricomprese nel Microsoft Store, basterà digitare Impostazioni attivazione nella casella di ricerca di Windows 10 e cliccare sull’apposito pulsante che permette di aggiornare gratuitamente all’edizione Home tradizionale a partire dalla modalità S.

Microsoft lancia i nuovi Surface Laptop Go e Surface Pro X

Il nuovo notebook Microsoft pesa appena 1,1 chilogrammi e presenta un touchscreen PixelSense da 12,4 pollici. È inoltre caratterizzato da un elegante design metallico, presenta una tastiera full-size, un ampio touchpad di precisione, una batteria che dovrebbe assicurare un’intera giornata di autonomia (fino a 13 ore).Il nuovo dispositivo della famiglia Surface permette di sfruttare appieno le potenzialità del cloud offrendo la suite Microsoft 365. Offre inoltre una fotocamera HD integrata da 720p, microfoni Studio, speaker Omnisonic e tecnologia Dolby Audio.

Surface Laptop Go è disponibile in pre-order a partire da oggi sul Microsoft Store e presso i principali rivenditori a un prezzo di partenza di 649 euro. In Italia sarà commercializzato a partire dal prossimo 12 novembre.

Surface Pro X è un convertibile 2-in-1 che integra invece un display touchscreen da 13 pollici: viene definito da Microsoft come il Surface Pro più sottile con due porte USB-C.
Il funzionamento del dispositivo è governato dal chip SQ2, seconda generazione del SoC realizzato da Microsoft in collaborazione con Qualcomm.
Il processore SQ2 offre una maggiore potenza rispetto alla versione presentata lo scorso anno e aiuta ad aumentare la durata della batteria tanto che secondo Microsoft potrebbe arrivare fino a 15 ore.

Microsoft lancia i nuovi Surface Laptop Go e Surface Pro X

È notizia di oggi l’imminente introduzione (entro fine novembre 2020) del supporto per le applicazioni x86-64 (64 bit) in emulazione su Windows on ARM: Windows 10 on ARM: in arrivo il supporto per le applicazioni x64.

Grazie alla connettività Gigabit LTE, Surface Pro X offre la possibilità di collegarsi ad alta velocità alla rete Internet.

Surface Pro X è disponibile in pre-order a partire da 1.749 euro sul Microsoft Store. Sarà poi effettivamente disponibile per l’acquisto dal 27 ottobre prossimo.

Studenti, insegnanti e genitori possono ottenere uno sconto esclusivo già a partire dal pre-order: la nuova configurazione di Surface Pro X e gli accessori che Microsoft ha appena presentato (Designer Compact Keyboard, Number Pad, 4K Wireless Display Adapter e Bluetooth Ergonomic Mouse) possono essere acquistati con uno sconto del 10%.
Il nuovo Surface Laptop Go verrà scontato del 5%.
Inoltre, fino al 31 ottobre, per l’acquisto di Surface Laptop Go e della nuova configurazione di Surface Pro X platino è attiva la campagna Trade-in, che permetterà di ricevere fino a 500 euro di sconto restituendo un dispositivo idoneo.

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Windows 10, un PC Windows su tre ha il May 2020 Update installato: ecco tutti i dati

Author: Le news di Hardware Upgrade

Windows 10 May 2020 Update continua la sua progressione all’interno delle statistiche sulla diffusione stilate da AdDuplex. Nell’ultima stima l’azienda ha analizzato 150 mila PC che hanno avuto accesso alla rete pubblicitaria proprietaria, e di questi il 33,7% eseguiva l’ultimo aggiornamento disponibile. La crescita è stata del 9,6% rispetto al mese precedente.

Windows 10 November 2019 Update è ancora oggi il sistema operativo più usato al mondo, e il più usato anche fra le varie proposte di Microsoft. Lo share è del 34,5%, subito dopo abbiamo l’aggiornamento di maggio e a chiudere il podio Windows 10 May 2019 Update. Le versioni precedenti occupano una porzione ristretta della torta, con percentuali comprese fra lo 0,7 e l’1,9%.

Come abbiamo già anticipato, le analisi di AdDuplex includono solo PC che eseguono annunci del circuito pubblicitario proprietario, escludendo quindi del tutto i PC che non utilizzano le app di Microsoft Store. Proprio per questo con questi dati non abbiamo informazioni sui numeri dei SO di Microsoft corrisposti ai concorrenti, come macOS e le varie distribuzioni Linux in circolazione.

Il rilascio dei vari aggiornamenti di Windows 10 avviene con un roll-out lento e progressivo, in risposta alle diverse critiche che Microsoft ha ricevuto in passato. L’azienda rilascia i suoi aggiornamenti su un parco macchine molto vasto e variegato, con un numero incredibilmente ampio di combinazioni hardware che possono portare conflitti e problematiche.

Anche il May 2020 Update ha portato con sé diversi problemi sin dal suo rilascio, con addirittura alcuni dispositivi Microsoft che hanno dovuto attendere fino ad agosto per riceverlo e poterlo installare. E’ per questo che la diffusione dei vari aggiornamenti può sembrare lenta rispetto ad altre piattaforme, il cui processo di update si rivela tecnicamente molto più semplice.

Windows 10 May 2020 Update si trova su circa un computer Windows su tre nel momento in cui si appresta a lasciar posto a Windows 10 October 2020 Update (o 20H2). I due aggiornamenti saranno molto simili e condivideranno le patch di sicurezza. Abbiamo già parlato diffusamente dell’aggiornamento qui, con la nuova versione che è già disponibile in versione finale nel canale Insider e dovrebbe arrivare nelle prossime settimane sui primi PC Windows 10.

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Volkswagen Golf Variant: ecco tutti i dettagli e il prezzo

Author: Simone Lelli Tom's Hardware

La Volkswagen Golf Variant, ovvero la versione Station Wagon della famosa auto del brand tedesco, si è mostrata oggi con tutti i dettagli legati agli allestimenti, motorizzazioni e anche prezzo. L’auto, in arrivo entro il 2020 nelle concessionarie, è già prenotabile e parte da 29.750 euro con un motore 3 cilindri 1.0L eTSI EVO (mild hybrid benzina da 110 CV). La più costosa rimane ad ora la 2.0 TDI 4 cilindri con cambio automatico DSG a 7 rapporti e 150 CV (33.700 euro), mentre come via di mezzo VW propone una 115 CV con cambio manuale a 6 rapporti e sempre un 2.0 litri TDI a 4 cilindri.

Per quanto riguarda la Golf Variant entry level, è disponibile soltanto con allestimento Life, che monta ruote da 16″, fari led sia anteriormente che posteriormente, sensori di rilevamento anteriori e posteriori, cruscotto digitale da 10,25″, sistema infotainment Composition con schermo touch da 8,25″ e clima automatico. Le altre due versioni TDI invece offrono anche l’allestimento Style, che propone per 1.850 euro in più le ruote da 17″, clima automatico con gestione separata tra sedili anteriori e posteriori, luci interne led regolabili (32 colorazioni diverse) e il sistema di guida assistita proprietario Travel Assist 2.0. Svetta come allestimento di lusso invece R-Line, disponibile solo sulla 150 CV automatica, che per 4.500 euro offre fregi esterni in nero lucido, fascioni, minigonne, sedili sportivi, volante in pelle e assetto ribassato di 15mm.

L’offerta interessante che Volkswagen propone ai suoi primi clienti, infine, è l’aggiunta gratuita del sistema di infotainment Discover Pro, che presenta uno schermo touch da 10,25″, comandi vocali e compatibilità senza filo con gli smartphone, tutti servizi che nel pacchetto d’acquisto costerebbero 1.500 euro in più.

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64-bit x86 Emulation Officially Coming to Windows on ARM

Author: Joel Hruska ExtremeTechExtremeTech

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For the last couple of years, it’s been possible to buy an ARM PC that runs Windows, with an average user experience that ranges from “acceptable” to “lousy,” depending on what kind of work you need to do with your PC.

Some of the problems Windows 10 on ARM is grappling with today are the same issues Windows RT suffered from in 2012. While Windows on ARM  in 2020 has the x86 emulation capabilities that Windows RT lacked, the feature has been subject to certain restrictions regarding software support. Only 32-bit applications have been supported — and not all of them. Emulated 32-bit gaming is a very hit and miss affair, as this post from Reddit shows.

Now, however, some of these restrictions are going away. In a recent blog post, Microsoft said future versions of Microsoft Edge will use less battery, and that the company is building a native Teams client optimized for Windows on ARM. Finally, the company writes: “We will also expand support for running x64 apps, with x64 emulation starting to roll out to the Windows Insider Program in November.”

This is a Big Deal… if the CPUs Can Handle It

On paper, getting x86-64 emulation into ARM is absolutely a big deal. Customers resist being stuck in situations where a piece of software they need to run might be incompatible with their processor. But how effectively will 64-bit x86 applications be able to run on ARM CPUs?

This is very much an open question. Check reviews of the Surface Pro X, and you’ll note that none of them have very nice things to say about the software side of the experience. There are a handful of native applications that run well and everything that falls into the x86 emulation flavor winds up varying degrees of bad. Many games don’t work (emulation support is limited to OGL 1.1). Games that rely on anti-cheat software don’t work, because that software hasn’t been ported to ARM yet. Microsoft has a full list of the current limitations here.

That’s not just sand. It’s emulated x86 64-bit sand. Also? I hate sand.

In order to make 64-bit Windows on ARM an attractive prospect, Microsoft needs to deliver four specific things:

Native Apps: One of the ways to make 64-bit x86 emulation more attractive is to reassure people they’ll hardly ever need to use it. This may require straight-up paying the Top 500 most-commonly installed PC app vendors to port their software. x86 has a four-decade lead on ARM when it comes to the total number of native applications, and throwing some cash at this problem is the most straightforward way to make it go away.

Low-Level Driver and API Support: API support can overlap with app support depending on the context, but I decided to group it up with drivers for thematic purposes. The shift to supporting 64-bit x86 applications should include better driver support at every level, from anti-cheat software to accessories and peripherals. One of Microsoft’s biggest goals with the next version of Windows on ARM systems should be to eliminate as many low-level snags and “gotchas” as is humanly possible. Find a way to extend gaming support to a version of OpenGL written after the Clinton Administration.

Faster SoCs: It’s not enough to improve the software side of the equation — the hardware inside these systems needs to come up a few notches as well. This is the Achilles heel of emulation; it’s much harder to improve performance when simultaneously performing code translation. This pressure should reduce as more native applications and better low-level driver and API support become available.

Smooth performance: Several reviews of the Surface Pro X note that the unit often stutters or performs erratically when emulating x86. It’s worth making tasks take slightly longer if the result is a smoother end-user experience. Apps that stutter or hang erratically are much more difficult to navigate than apps that respond at slower but more consistent rates. Faster SoCs, as mentioned above, will help resolve these issues.

How Microsoft responds to the above list will shape the conflict between x86 and ARM in the traditional desktop/laptop space. If the company begins aggressively working to make ARM a full partner in terms of overall software availability, DirectX support, and future game releases, it’s going to bring x86 into direct conflict with ARM in relatively short order. This would be especially true if Nvidia were to use its ARM ownership to build CPU cores specifically intended to challenge Intel and AMD in their core spaces.

Trends like this are why I’ve said we’re looking at the most interesting CPU market in decades. How Microsoft treats ARM will shape the x86-versus-ARM competition. So will Nvidia’s decisions about how to best-leverage its new IP. RISC-V is continuing to gain steam. As for these Windows on ARM systems, Microsoft has said it’s working with Acer, HP, Lenovo, Samsung, and its own Surface division to bring Windows 10 on ARM to customers.

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