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TMNT Shredder’s Revenge Anniversary Edition, CHE PREZZO! -43%!

Author: Tom’s Hardware

Rivivi l’emozione e l’avventura delle Tartarughe Ninja con Teenage Mutant Ninja Turtles Shredder’s Revenge per PS5, ora disponibile su Amazon al prezzo speciale di 19,99€, rispetto al prezzo originale di 34,99€. Questo sconto del 43% è un’opportunità da non perdere! Entra in un mondo di gioco che combina perfettamente le meccaniche classiche con innovazioni moderne, caratterizzato da personaggi iconici, una stimolante modalità survival e una colonna sonora memorabile. Non lasciarti sfuggire l’occasione di vivere o rivivere le avventure delle amate Tartarughe Ninja in questa edizione celebrativa del franchise.

Teenage Mutant Ninja Turtles Shredder’s Revenge Anniversary Edition per PS5, chi dovrebbe acquistarlo?

Teenage Mutant Ninja Turtles Shredder’s Revenge è la scelta ideale per gli appassionati di videogiochi alla ricerca di un’esperienza coinvolgente e nostalgica, ricca di azione e adrenalina. Perfetto per chi vuole immergersi in ambientazioni pixel-art mozzafiato e ritrovare il classico spirito dei giochi beat’em up, ma con un tocco moderno.

Immagine di TMNT Shredder's Revenge Anniversary Edition a soli 20€: -43%!

Il contenuto scaricabile Dimension Shellshock aggiunge ulteriore profondità al gioco, offrendo una gratificante modalità Survival, nuovi personaggi e bonus sbloccabili. È un’opzione perfetta per i fan delle Tartarughe Ninja e per gli amanti dei giochi d’azione. Se desideri mettere alla prova le tue abilità, eseguire combo spettacolari e affrontare sfide emozionanti, questo gioco è quello che fa per te.

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Con l’offerta attuale di 19,99€, hai l’opportunità eccezionale di aggiungere alla tua collezione l’Anniversary Edition di Teenage Mutant Ninja Turtles Shredder’s Revenge. La combinazione di elementi tradizionali e innovativi, unita alla qualità eccezionale del gioco, rende questo titolo un acquisto imperdibile per i fan delle Tartarughe Ninja e per gli appassionati dei beat’em up. Non perdere l’occasione di immergerti in questa avvincente avventura!


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Copia dei file velocissima con Dev Drive e il cambio di file system Windows

Author: IlSoftware

Copia dei file velocissima con Dev Drive e il cambio di file system Windows

In occasione della conferenza Build 2024, i portavoce Microsoft hanno svelato alcune interessanti novità che andranno a modificare significativamente il comportamento del file system in ambiente Windows. Come abbiamo spiegato nell’articolo sul funzionamento del file system, da anni Microsoft punta su NTFS ma il 2024 potrebbe segnare la consacrazione di ReFS (Resilient File System), almeno sul cloud e in ambito business. Anche con lo zampino dei nuovi Dev Drive.

Cresce l’importanza dei Dev Drive per gli sviluppatori

Introdotto già in passato, con Dev Drive si fa riferimento a una nuova tipologia di volume di archiviazione ottimizzato per i carichi di lavoro sostenuti dagli sviluppatori. Introdotto da Microsoft, poggia sul file ReFS offrendo prestazioni migliorate, sicurezza e controllo.

Obiettivo primario di Dev Drive è risolvere problemi come le basse prestazioni di I/O che possono interrompere il flusso di lavoro. Ottimizzando il file system e introducendo nuove funzionalità orientate alle performance (si pensi alla scansione asincrona con Microsoft Defender Antivirus), Dev Drive migliora le prestazioni complessive, soprattutto negli scenari con un elevato input/output a livello di file system.

Il processo di configurazione di Dev Drive è semplificato: la creazione dei volumi, l’aggiunta di file VHD e la gestione delle dimensioni dei dischi e delle partizioni sono concentrate in un unico posto.

Copia dei file di grandi dimensioni: velocissima con File System Block Cloning for Dev Drive

Durante la Build 2024, i tecnici di Microsoft hanno presentato la nuova caratteristica di Dev Drive chiamata File System Block Cloning. Si tratta di una funzionalità innovativa che consente di copiare rapidamente file di grandi dimensioni, riducendo l’I/O sull’archiviazione sottostante e permettendo a più file di condividere cluster logici, senza la duplicazione di cluster identici.

L’approccio presentato da Microsoft non compromette l’isolamento tra i file e risulta utile per ottimizzare le operazioni di copia dei file, consentendo una gestione più efficiente e una maggiore condivisione delle risorse senza duplicare inutilmente i dati su disco.

I risultati sono tangibili: in alcuni casi, gli ingegneri software dell’azienda di Redmond affermano di aver osservato miglioramenti – nelle operazioni di copia degli elementi voluminosi – che possono arrivare addirittura al 94%. Guardate la tabella riassuntiva che pubblichiamo di seguito:

Dimensioni
NTFS
Dev Drive con Block Cloning

10 GB
7″ 964 ms
641 ms
+92%

1 GB
681 ms
38 ms
+94%

1 MB
11 ms
9 ms
+18%

18 GB (5.800 file)
30″ 867 ms
6″ 306 ms
+80%

L’app Dev Home, inoltre, si arricchisce di alcune funzionalità inedite. C’è la possibilità di gestire macchine virtuali Hyper-V e Microsoft Dev Box sul cloud; gli sviluppatori possono impostare gli ambienti di lavoro, creare immagini del contenuto delle virtual machine, avviarle e arrestarle, aggiungerle alla barra delle applicazioni di Windows e altro ancora. Il tutto con un semplice clic.

Copia file veloce con Dev Drive e ReFS in Windows

Gli sviluppatori possono infine creare file di configurazione utili per condividere le impostazioni degli ambienti Dev Home con i collaboratori oppure utilizzarli come template per successive lavorazioni.

Credit immagine in apertura: Microsoft

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MSI Claw si aggiorna: adesso supera ROG Ally in una discreta quantità di giochi

Author: Hardware Upgrade

MSI ha rilasciato di recente due aggiornamenti per la Claw, la sua console da gioco portatile. I due update introducono nuove versioni del BIOS e di MSI Center M che hanno fornito un’importante spinta in avanti sul piano prestazionale, riducendo ulteriormente il gap con le piattaforme concorrenti basate sul chip AMD Ryzen Z1 Extreme.

Per chi non lo sapesse, infatti, la MSI Claw è una delle primissime console alimentate da un processore Intel della gamma Raptor Lake Mobile. Si tratta quindi anche di una prima implementazione delle schede grafiche Intel Arc in questo settore, ragione per cui il margine di miglioramento è ancora ampio.

Gli ultimi due aggiornamenti lo dimostrano con risultati piuttosto interessanti. MSI ha condiviso una tabella in cui vengono confrontati i dati precedenti agli aggiornamenti con quelli successivi all’ultimo update in 16 giochi. Il più eclatante è sicuramente Fortnite che adesso offre un frame rate superiore del 28%.

Un aspetto significativo dell’annuncio di MSI riguarda però proprio il rapporto con la concorrenza. Per la prima volta, infatti, l’azienda ha messo a confronto i dati di Claw con quelli del principale concorrente, ROG Ally, rispetto alla quale offre un vantaggio del 26% in media in una vasta gamma di giochi.

In media, le prestazioni sono aumentate di circa il 30% rispetto all’update precedente, il che rappresenta un buon risultato considerando che Claw aveva evidenziato importanti limiti prestazionali in fase di lancio. Naturalmente, il lavoro da fare è ancora molto per competere con la proposta di AMD, ma i risultati ottenuti in così poco tempo sono incoraggianti.

In particolare, la proposta basata su Intel Raptor Lake si trova ancora in svantaggio ai valori TDP più bassi. Si tratta di un aspetto fondamentale per questo tipo di piattaforme poiché un’erogazione di energia inferiore corrisponde a una maggiore durata della batteria.

Nel caso della MSI Claw, le prime recensioni riportavano non solo prestazioni inferiori rispetto allo Z1 Extreme, ma perfino un consumo energetico maggiore. Tuttavia, se c’è una cosa che Intel ha dimostrato nell’ultimo anno con le schede video Arc è senza dubbio la capacità di ottimizzare i driver, peraltro con tempistiche decisamente ragionevoli.

Ad ogni modo, i possessori di Claw possono scaricare il nuovo BIOS identificato con 109 (E1T41IMS.109) e MSI Center M 2405.1401 (1.0.2405.1401) direttamente dalla schermata Live Update della console. Inoltre, la nuova funzionalità di Control Center M notificherà il rilascio di nuovi aggiornamenti eliminando la necessità di ricercarli manualmente.

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One More EPYC: AMD Launches Entry-Level Zen 4-based EPYC 4004 Series

Author: AnandTech

Ever since AMD re-emerged as a major competitor within the x86 CPU scene, one of AMD’s top priorities has been to win over customers in the highly lucrative and profitable server market. It’s a strategy that’s paid off well for AMD, as while they’re still the minority player in the space, they’ve continued to whittle away at what was once Intel’s absolute control over the market, slowly converting more and more customers over to the EPYC ecosystem.

Now as the Zen 4 CPU architecture approaches its second birthday, AMD is launching one final line of EPYC chips, taking aim at yet another Xeon market segment. This time it’s all about the entry-level 1P server market – small scale, budget-conscientious users who only need a handful of CPU cores – which AMD is addressing with their new EPYC 4004 series processors.

Within AMD’s various product stacks, the new EPYC 4004 family essentially replaces Ryzen chips for use in servers. Ryzen for servers was never a dedicated product lineup within AMD, but none the less it has been a product segment within the company since 2019, with AMD aiming it at smaller-scale hosting providers who opted to use racks of consumer-scale hardware, rather than going the high-density route with high core count EPYC processors.

With the upgrade to EPYC status, that hardware ecosystem is being re-deployed as a proper lineup with dedicated chips, and a handful of additional features befitting an EPYC chip. Consequently, AMD is also expanding the scope of the market segments they’re targeting by a hair, roping in small business (SMB) users, whom AMD wasn’t previously chasing. Though regardless of the name on the market segment, the end result is that AMD is carving out a budget-priced series of EPYC chips with 4 to 16 cores based on their consumer platforms.

Underlying the new EPYC 4004 series is AMD’s tried and true AM5 platform and Raphael processors, which we know better as the Ryzen 7000 series. Their new EPYC counterparts are an 8 chip stack that is comprised almost entirely of rebranded Ryzen 7000 SKUs, with all the same core counts, clockspeeds, and TDPs as their counterparts. The sole exception here being the very cheapest chip of the bunch, the 4 core 4124P.

AMD EPYC 4004 Processors

AnandTech
Core/
Thread
Base
Freq
1T
Freq
L3
Cache
PCIe
Memory
TDP
(W)
Price
(1KU)
Ryzen Version

4584PX
16
32
4200
5700
128MB (3D)
28 x 5.0
2 x DDR5-5200 UDIMM
120
$699
7950X3D

4484PX
12
24
4400
5600
128MB (3D)
120
$599
7900X3D

4564P
16
32
4500
5700
64MB
170
$699
7950X

4464P
12
24
3700
5400
64MB
65
$429
7900

4364P
8
16
4500
5400
32MB
105
$399
7700X

4344P
8
16
3800
5300
32MB
65
$329
7700

4244P
6
12
3800
5100
32MB
65
$229
7600

4124P
4
8
3800
5100
16MB
65
$149
New

Since these are all based on AMD’s consumer discrete CPUs, the underlying architecture in all of these chips is Zen 4 throughout. So despite being positioned below the EPYC 8004 Siena series, you won’t find any Zen 4c CPU cores here; everything is full-fat Zen 4 CCDs. Which means that while there are relatively few cores overall (for an EPYC processor), they are all high-performing cores, with nothing turboing lower than 5.1GHz.

Notably here, AMD is mixing in some of their 3D V-Cache chip SKUs as well, which are signified with the “PX” suffix. Based on the 7950X3D and 7900X3D respectively, both of these chips have 1 CCD with V-Cache stacked on top of them, affording the chip a total of 128MB of L3 cache. The remaining 6 SKUs all get the “P” suffix – indicating they’re 1 socket processors – and come with TDPs ranging from 65 Watts to 170 Watts.

This does mean that, by EPYC server standards, the 4004 series is not particularly energy efficient. This is a lineup that is intended to be cost-effective first and foremost. Instead, energy efficiency remains the domain of the EPYC 8004, with its modestly-clocked many-core Zen4c designs.

The reuse of Zen 4/AM5 means that the EPYC 4004 series comes with all of the features we’ve come to expect from the platform, including 28 lanes of PCIe 5.0, 2 channels (128-bits) of DDR5 memory at speeds up to DDR5-5200, and even integrated graphics. Since this is a server part, ECC is officially supported on the chips – though do note that like the Ryzen Pro workstation chips, this is UDIMM-only; registered DIMMs (RDIMMs) are not supported.

AMD isn’t disclosing the chipset being paired with the EPYC 4004 processors, and while it’s undoubtedly going to be AMD’s favorite ASMedia-designed I/O chipset, it’s interesting to note that it’s at the motherboard level where the new EPYC platform’s real server credentials are at. Separating itself from rank-and-file Ryzens, the EPYC 4004 platform is getting several additional enterprise features, including baseboard management controller (BMC) support, software RAID (RAIDXpert2 for Server), and official server OS support. To be sure, this is still a fraction of the features found in a high-end enterprise solution like the EPYC 9004/8004 series, but it’s some additional functionality befitting of a platform meant to be used in servers.

AMD’s new chips, in turn, are designed to compete against Intel’s entry-level Xeon-E family. Itself a redress of consumer hardware (Raptor Lake), the Xeon-E family is a P-core only chip lineup, with Intel offering SKUs with 4, 6, or 8 CPU cores. This leaves the EPYC 4004 family somewhat uniquely positioned compared to the Xeon-E family, as Intel doesn’t have anything that’s a true counterpart to AMD’s 12 and 16 core chips; after Xeon-E comes the far more capable (and expensive) Xeon-w family. So part of AMD’s strategy with the EPYC 4004 family is to serve a niche that Intel does not.

(As a side bonus, AMD’s core counts also end up playing well with Windows Server 2022 licensing. The Standard license covers up to 16 cores, so a top-end EPYC 4004 chip lets server owners max out their license, amortizing the software cost over more cores)

With regards to performance, Raptor Lake versus Zen 4 is largely settled by now. So I won’t spend too much time on AMD’s (many) benchmark slides. But suffice it to say, with a significant core count advantage, AMD can deliver an equally significant performance advantage in highly multi-threaded workloads (though in that scenario, it does come with a similar spike in power consumption compared to the 95 Watt Intel chips).

Wrapping things up, AMD is launching the new EPYC 4004 product stack immediately. With many of AMD’s regular server partners already signed up – and the core hardware readily available – there won’t be much of a ramp-up period to speak of.

Gallery: EPYC 4004 Press Deck

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AI Act, svolta storica: l’Europa approva la prima legge che regolamenta le IA

Author: Tom’s Hardware

Il Consiglio dell’Unione Europea ha dato l’approvazione finale all’ormai celebre AI Act, preparando il terreno per l’entrata in vigore di una legge pionieristica sull’intelligenza artificiale in tutta Europa.

Maggiore è il rischio che un’Intelligenza Artificiale possa danneggiare la società, maggiori saranno le regolamentazioni che dovrà seguire.

La Commissione Europea (CE) descrive l’AI Act come un approccio “basato sul rischio” alla regolamentazione dell’IA. In pratica, maggiore è il rischio che un’Intelligenza Artificiale possa danneggiare la società, maggiori saranno le regolamentazioni che dovrà seguire per operare nell’UE. Allo stesso tempo, la CE spera che l’AI Act apra le porte agli investimenti nei giusti tipi di IA quelli sicuri e trasparenti. Oltre a classificare e regolamentare vari tipi di AI e le aziende che le producono, l’AI Act dichiara diverse tipologie di AI come vietate nel blocco europeo.

Per questa ragione, i sistemi IA “ad alto rischio” (utilizzati in settori critici, come le forze dell’ordine e per l’identificazione) dovranno sottoporsi a audit regolari, superare una valutazione di impatto sui diritti fondamentali e registrarsi in un database centrale di sistemi AI ad alto rischio. 

Secondo quanto dichiarato da Mathieu Michel, segretario di stato belga per la digitalizzazione:

“Con l’AI Act, l’Europa enfatizza l’importanza di fiducia, trasparenza e responsabilità nell’affrontare nuove tecnologie, garantendo allo stesso tempo che questa tecnologia in rapido cambiamento possa prosperare e stimolare l’innovazione europea”

La Commissione ha dichiarato che “la manipolazione comportamentale cognitiva e il social scoring saranno banditi dall’UE poiché il loro rischio è considerato inaccettabile.” La legge vieta anche l’uso dell’AI per il policing predittivo basato sul profiling e i sistemi che utilizzano dati biometrici per categorizzare le persone secondo specifiche categorie come la razza, la religione o l’orientamento sessuale. Le future potenziali AGI (Artificial General Intelligence) sono incluse nella regolamentazione, e l’atto prevede eccezioni per i sistemi utilizzati per scopi militari/difesa e di ricerca.

Per gestire l’amministrazione della nuova legge, l’atto prevede la creazione di diversi nuove uffici. Saranno istituiti Uffici IAI a livello di Commissione e parlamento, così come un pannello di esperti e un forum consultivo di stakeholder. Sono previste anche multe per non conformità, che saranno “calcolate come una percentuale del fatturato annuo globale o un importo predeterminato, a seconda di quale sia maggiore.”

Approvato dal Parlamento Europeo a dicembre, l’AI Act non è stato esente da critiche, alcune delle quali affermavano che sembrava scritto pensando ai Big Tech.

“Le aziende al di fuori dell’UE che utilizzano dati dei clienti UE nelle loro piattaforme di AI dovranno conformarsi,” ha detto l’avvocato Patrick van Eecke a Reuters. “Altri paesi e regioni probabilmente useranno l’IA Act come modello, proprio come hanno fatto con il GDPR.”

Al netto dei diversi punti di vista espressi dai membri della Commissione Europea, l’AI Act è legge ed entrerà in vigore tra due anni modificando radicalmente l’approccio verso lo sviluppo e l’utilizzo delle IA del futuro.