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Microsoft Edge Gets New Anti-Chrome Pop-Ups

Author: Ryan Whitwam ExtremeTechExtremeTech

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Google Chrome owns the lion’s share of the browser market, and it’s been that way for years. It’s hard for anyone to carve out a niche when Google is on top, but maybe Microsoft’s lack of success has a little something to do with its own questionable decisions. In the latest installment of “Microsoft begs you not to download Chrome,” the company has added cheeky pop-up alerts that appear if you search for Google’s browser in Edge.

The pop-ups aren’t appearing in everyone’s browsers, but they are appearing frequently for folks running the latest Windows 11. Some Windows 10 users have reported seeing them as well. This isn’t the banner at the top of Bing — that’s been present for everyone since early in the Windows 10 era. No, the new alert is a system dialog box produced by Edge. So, it overlaps the content and looks important enough that people will pay attention to it. You can ignore it, but it’s on top of things and has alluring buttons to click.

The wording of the pop-up varies,but some of the common ones, as collected by Neowin, include:

  • “Microsoft Edge runs on the same technology as Chrome, with the added trust of Microsoft.”
  • “That browser is so 2008! Do you know what’s new? Microsoft Edge.”
  • “I hate saving money,’ said no one ever. Microsoft Edge is the best browser for online shopping.”

So, there are some things to unpack here. First, Microsoft cannot simultaneously claim Chrome is “so 2008” and that running on “the same technology as Chrome” is a good thing. Well, it can, but it should not. And then there’s the money-saving angle. Edge already has reward points for searching and shopping, and Microsoft is working to add Zip purchase financing to the browser. If Microsoft is really going to push the shopping/reward angle, then the Zip integration starts to make a little more sense. Not for you — for Microsoft’s bottom line.

Microsoft is not new at nagging users about Edge. In the heyday of Windows 10, it added a number of pop-ups, warnings, and messages telling people to try Edge. When that didn’t work, it redesigned Edge with a Chromium base, and here we are again. Now Windows 11 is pestering us to use Microsoft’s browser. As if that’s not enough, it has also made it harder to change the default browser in the new OS. If Microsoft wants people to rely on its software, maybe it should stop making it harder to use just because it doesn’t like that Google’s browser is more popular.

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WAN bonding e load balancing: come unire più connessioni Internet

Author: Michele Nasi IlSoftware.it

Unire più connessioni Internet su più porte e aumentare la banda di rete: differenze tra load balancing e WAN bonding.

Quando si lavora in azienda la banda di rete a disposizione talvolta non basta così alcune imprese chiedono come unire più connessioni Internet. L’idea è quella di combinare due collegamenti a banda larga o ultralarga per aumentare la velocità di trasferimento dati.

In questo senso i router dual WAN o multi WAN aiutano molto perché alle porte Ethernet WAN multiple si può collegare il cavo di rete proveniente dal modem o dall’ONT (nel caso della fibra FTTH) di più operatori di telecomunicazioni.

Le funzionalità Failback e failover consentono ad esempio di sostituire l’utilizzo di una connessione Internet con un’altra nel caso in cui una delle due dovesse evidenziare problemi. In questo modo, al netto di una breve disconnessione, i dispositivi connessi alla LAN potranno continuare a inviare e ricevere dati in rete normalmente.

Load balancing o link balancing sono invece sinonimi e fanno riferimento alle abilità offerte da alcuni router che permettono di ripartire dinamicamente il traffico di rete sulle varie interfacce WAN, quindi sulle connessioni di più provider Internet, in modo da non sovraccaricarne una sola e usare al meglio la banda di rete complessivamente disponibile.

Come spiega ad esempio Mikrotik in articolo di supporto è possibile attivare usando più strategie utili ad esempio per ampliare la banda di rete della quale possono disporre due dispositivi per comunicare reciprocamente.

C’è anche un protocollo ovvero IEEE 802.3ad alias LACP (Link Aggregation Control Protocol) che permette di raggruppare insieme più porte fisiche per ottenere un singolo canale logico ma è indispensabile usare dispositivi che supportano lo standard.

Nel caso dei router che integrano funzioni di load balancing (bilanciamento di carico) le connessioni di rete di più provider differenti collegati alle varie porte WAN non vengono combinate da un punto di vista strettamente tecnico.

In altre parole se il provider 1 collegato sulla porta WAN1 offre 100 Mbps e il provider 2 sulla WAN2 50 Mbps non si avranno complessivamente a disposizione 150 Mbps.

Come detto in precedenza il router indirizzerà il traffico prodotto dai vari client collegati in rete locale sulla WAN1 e/o sulla WAN2 a seconda dei workload istantanei ma a stretto rigore non si avranno 150 Mbps sfruttabili complessivamente sfruttabili da tutti i dispositivi in LAN.

In altre parole ciascun dispositivo collegato in rete locale potrà scaricare al massimo a 100 Mbps o a 50 Mbps a seconda della porta WAN e quindi della connessione in uso.

Ancora, con due connessioni, una a 100 Mbps e l’altra a 50 Mbps non si potranno scaricare i dati a più di 100 Mbps da nessun dispositivo.

Il load balancing però ha l’indubbio vantaggio di lasciare più banda disponibile per i dispositivi connessi alla rete locale ripartendo il traffico dati sulle varie porte WAN.

In generale il bilanciamento del carico impostato lato router o anche su uno switch di rete mira a ottimizzare la connettività, massimizzare la larghezza di banda, ridurre al minimo la latenza ed evitare situazioni di congestione.

Come funziona il load balancing in breve

Quando usate sui dispositivi collegati alla rete locale una qualunque applicazione che invia e riceve i dati in Internet i pacchetti viaggiano attraverso socket di rete.

Il load balancing distribuisce questi socket su tutte le connessioni attestate sulle porte WAN. In questo modo il router o lo switch riescono a scongiurare il sovraccarico di una singola connessione aumentando parimenti le prestazioni complessive.

Finché le applicazioni usano molti socket, il load balancing fa il suo lavoro e si ottiene una connessione Internet complessivamente più veloce usando l’approccio dual WAN o multi WAN. La navigazione web e l’uso di applicazioni peer-to-peer (i.e. torrenting) sono gli scenari più comuni per i quali il bilanciamento del carico dovrebbe essere sufficiente.

Nel caso di attività che utilizzano solo un singolo socket di rete per connettersi a Internet non si otterranno benefici: ad esempio lo streaming video, le connessioni VPN e i trasferimenti di file di grandi dimensioni non sono ottimizzabili con il load balancing.

Come funziona il WAN bonding, per combinare davvero più connessioni di rete

Per fare in modo che i 100 Mbps e i 50 Mbps dell’esempio visto in precedenza offerti da due provider Internet diversi connessi a due porte WAN possano essere utilizzati nel loro complesso (un singolo client potrà scaricare fino alla velocità di 150 Mbps quando gli altri non inviano né ricevono dati in rete) si sta sempre più guardando al cosiddetto WAN bonding.

Questo approccio è chiamato anche channel bonding, link bonding o broadband bonding e consiste appunto nell’unire più connessioni Internet creando uno strumento di comunicazione con una capacità trasmissiva maggiore.

Il bonding richiede hardware impostazioni software dedicate (esistono anche soluzioni “solo software”).

Come accennato in precedenza, con il load balancing di tipo tradizionale si ottimizza il traffico per socket. Con il bonding, invece, il traffico viene ottimizzato a livello di pacchetti di rete: se i socket sono i “tubi” nei quali transitano le informazioni, i pacchetti dati sono le molecole che compongono il “liquido” che fluisce nei “tubi”.

Dividendo tutto il traffico a livello di pacchetto anche i trasferimenti di grandi dimensioni e a singolo socket come le connessioni VPN, lo streaming video e i trasferimenti di file pesanti possono evidenziare un notevole incremento di velocità grazie alla combinazione della banda disponibile su più connessioni di provider differenti.

I normali apparati di networking in commercio (router e switch) non supportano il WAN bonding. Di seguito spieghiamo il motivo.

Le soluzioni che permettono di unire le connessioni di più provider Internet, anche di diversi fornitori e differente tipologia (FTTH, FFTC, FWA, ADSL, 3G/4G/5G,…) non sono basate su standard condivisi.

Di solito si collegano i modem router dei vari provider Internet via cavo Ethernet o USB a un apparato di rete (Multichannel VPN Router) fornito dal provider che assicura il servizio di WAN bonding.

L’apparato che si occupa di gestire il WAN bonding stabilisce una connessione VPN verso un server remoto (Multichannel VPN Hub) che usando la tecnologia SD-WAN (Software-Defined WAN) gestisce nel loro complesso le connessioni di ciascun operatore attestate sulle porte WAN.

Lo schema di funzionamento del WAN bonding è riassunto in questa figura (fonte: Viprinet): come si vede il cliente collega in questo caso al Multichannel VPN Router tre collegamenti di rete i diversi provider di cui uno wireless. I dati fluiscono usando contemporaneamente le tre connessioni verso il cloud del fornitore del servizio di WAN bonding che poi li smista verso le corrette destinazioni remote.

Come si vede ad esempio in quest’immagine gli stream di dati provenienti dalla LAN vengono crittografati dall’apparato messo a disposizione del cliente (Multichannel VPN Router) e distribuiti alle connessioni di rete sulle porte WAN.

I pacchetti dati distribuiti in frammenti e in forma crittografata arrivano al server Multichannel VPN Hub che li decodifica e riassembla lo stream di dati che viene quindi inoltrato verso la destinazione corretta.

La stessa procedura avviene ovviamente anche all’inverso quando i dati arrivano dalla rete Internet e devono essere recapitati verso la LAN del cliente.

Un approccio del genere permette evidentemente di sfruttare al massimo tutte le connessioni WAN e la banda diventa utilizzabile nella sua interezza (il valore della banda utilizzabile è dato dalla somma della banda disponibile su ciascuna connessione/porta WAN).

I dubbi che ci sentiamo di avanzare con questo secondo approccio sono però i seguenti: se con failback, failover e load balancing si può utilizzare una connessione di backup un problema a livello di data center del provider del servizio WAN bonding può provocare la temporanea disconnessione da Internet del client.

Il carico di lavoro al quale è soggetto il Multichannel VPN Hub è crescente, aumenta col numero di abbonati e con il volume di dati trasferiti.

L’uso di VPN introduce inoltre un certo overhead e può comunque impattare sulle performance.

Come accennavamo in precedenza, inoltre, ciascun provider del servizio WAN bonding usa la sua specifica soluzione software sia lato client che server. In generale non è mai un’idea brillante quella di affidarsi a soluzioni che non poggiano su standard universalmente condivisi.

Infine, è vero che i dati viaggiano in forma crittografata grazie ai tunnel VPN che vengono stabiliti tra Multichannel VPN Router e Multichannel VPN Hub ma il fornitore del servizio WAN bonding decodifica comunque i dati in transito. Ovvio che non può accedere al contenuto di dati trasmessi ad esempio con un protocollo come HTTPS che si serve a sua volta del protocollo crittografico TLS ma i dati trasmessi in chiaro (HTTP, semplici richieste di risoluzione dei nomi a dominio via DNS, FTP senza l’uso di algoritmi crittografici,…) sono comunque leggibili e monitorabili.

Entrambe le soluzioni – load balancing e WAN bonding – hanno insomma pro e contro: l’importante è fare sempre scelte consapevoli.

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Iliad Flash 150: minuti ed sms illimitati + 150 GB in 5G al mese a 9,99 euro

Author: Alessio Fasano Agemobile

Dopo un periodo di “calma piatta” che ha portato anche alcuni operatori ad alzare le tariffe con le solite rimodulazioni dopo il boom Iliad, ecco che l’operatore francese prova a rimettere in circolazione una ventata di novità con un’offerta molto interessante con 5G incluso. L’avete letto nel titolo: l’offerta Iliad Flash 150 mette a disposizione minuti ed sms illimitati + 150 GB in 5G al mese a 9,99 euro.

Ovviamente quando si parla di 5G resta il solito discorso: solo pochi comuni sono supportati e in ogni caso un piccolo numero di smartphone è compatibile con questa rete.

La copertura 5G è disponibile in alcune aree delle seguenti città: Alessandria, Bari, Bologna, Brescia, Cagliari, Como, Ferrara, Firenze, Genova, La Spezia, Latina, Messina, Milano, Modena, Padova, Perugia, Pesaro, Pescara, Piacenza, Prato, Ravenna, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Roma, Torino, Verona e Vicenza.

Gli smartphone supportati ufficialmente sono i seguenti:

  • Huawei: P40, P40 Pro, P40 Pro +
  • Oppo: Reno4 5G, Reno4 Pro 5G, Find X2 Lite, Find X2 Neo, Find X2 Pro
  • Xiaomi: MI 10T Lite 5G, Mi 10, Mi 10T, Mi 10T Pro, Mi 10 Pro
  • Motorola: Edge, Moto G 5G Plus, Moto Razr 5G
  • Nokia: Nokia 8.3 5G

Questo non vuol dire automaticamente che con altri smartphone compatibili con il 5G non possiate navigare, ma la lista ufficiale è questa. 

L’offerta di iliad a 9,99 euro comprende :

• Minuti e SMS illimitati in Italia
• 150 GB al mese in 5G in Italia
• 7 GB al mese in Europa
• Minuti illimitati verso oltre 60 destinazioni all’estero (su fisso o mobile)
• Nessun vincolo, con prezzo garantito per sempre
• Numerosi servizi aggiuntivi a costo zero

Attenzione: l’offerta è valida fino al 10 gennaio 2022. 

Potete attivare la tariffa di Iliad a questo indirizzo web.

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Paranoid Android Sapphire ufficiale: ROM basata su Android 12

Author: Lorenzo Spada Android Blog Italia

Se vi considerate appassionati del modding Android, è probabile che ricordate con affetto Paranoid Android. Dopo LineageOS (al tempo CyanogenMOD), era tra le ROM Custom per dispositivi Android più utilizzate in circolazione, nota per i suoi bellissimi sfondi e le caratteristiche uniche che erano in anticipo sui tempi, come le notifiche a bolle fluttuanti. Tuttavia, la popolarità di Paranoid Android è diminuita nel tempo. Ora però sta tornando con il rilascio della nuova Sapphire 12 Alpha, prima versione della Custom ROM basata su Android 12.

Il team di Paranoid Android ha iniziato a lavorare sull’ultima versione della ROM non appena il codice sorgente di Android 12 è stato rilasciato all’AOSP. Il team ha adottato uno schema di denominazione dei minerali con Android 11 – Paranoid Android Quartz – e questo continua con Sapphire per la versione di quest’anno.

Nel suo annuncio, il team di PA chiarisce anche la confusione riguardo alle nuove versioni Alpha. Poiché queste build vengono elaborate da un manutentore del dispositivo supportato, il numero di versioni varierà da dispositivo a dispositivo. Alcuni telefoni potrebbero ottenere più build Alpha poiché il manutentore cerca di eliminare i bug, mentre altri che sono già in uno stato relativamente stabile riceveranno meno aggiornamenti. Questo è anche il motivo per cui alcune funzionalità potrebbero essere presenti su alcuni dispositivi, mentre altri potrebbero mancare.

Inoltre, alcune funzionalità presenti nelle versioni Alpha potrebbero non essere disponibili nella versione stabile a causa di problemi di stabilità o bug.

Al momento, la prima build Alpha è disponibile solo per OnePlus 8 Pro. Tuttavia, dovrebbero presto essere disponibili per più modelli, inclusi OnePlus 5T/7T, OnePlus 9R/Pro, OnePlus 8T, Poco M2 Pro, Redmi Note 7 Pro, Poco F3/X3 e altri.

Potete trovare un elenco completo dei dispositivi supportati in questo thread di Twitter, mentre i link per il download possono essere trovati in questo canale Telegram.

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Microsoft Is Testing Improvements to Windows 11’s Taskbar and Start Menu

Author: Ryan Whitwam ExtremeTechExtremeTech

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Windows 11 launched earlier this year with a raft of UX changes, and users don’t love all of them. Case in point, the taskbar, which Microsoft opted to simplify both visually and functionally. The complaints are getting through, though. In the latest Insider builds, Microsoft has started testing several quality-of-life improvements to the taskbar and start menu, but don’t get too excited — it can take months to get from an Insider build to release.

The Windows 11 taskbar is instantly recognizable compared to the Win10 version thanks to the centered icons, but the changes are more than skin deep. Digging in, you’d quickly realize that many of the features you’ve taken for granted are gone. For example, there’s almost nothing in the taskbar’s context menu, and you can’t drag files onto taskbar icons anymore. If you were a top or side taskbar person, too bad, you’re not going to be doing that on Windows 11.

There is good news, though. Microsoft is testing a build of Windows 11 that addresses two specific pain points. The first one is a taskbar tweak that I will personally be very happy to see. In a future build, Windows 11 will return the clock and date on secondary monitors, which was the default in Windows 10. The lack of a clock has prompted developers to create apps that do the same thing, but it’ll be nice to have the feature built into Windows again.

The new start menu options being tested.

The other big UX change is in the start menu, which got a big revamp in Windows 11. Instead of tiles and a list of all your apps, the default view shows pinned apps and recommended files. The new version lets you choose between showing fewer recommendations and more apps or more recommendations and fewer apps. That should make it easier to find what you want. For good measure, the new test version includes more settings in the “new” settings app making their way over from the Control Panel.

These new features are only appearing in the latest Insider build now, and it can take a long time before these experimental features come to the versions of Windows the rest of us use. If you’re not even on Windows 11 yet, you can upgrade a compatible system manually using Microsoft’s upgrade tool. Alternatively, you can wait for the official rollout via Windows Update, which might not arrive until well into 2022.

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