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LG Velvet e Wing saranno gli unici due smartphone dell’azienda a ricevere Android 13

Author: Alessio Fasano Agemobile

LG Electronics ha annunciato all’inizio del 2020 la scaletta della disponibilità dell’aggiornamento ad Android 10 per LG V40, V50, G8X, G8S, G7, K50S, K40S, K50 e Q60. Un po’ a causa dei normali ritardi sulla scaletta, un po’ per tutto quello che riguarda il Covid-19, alcuni aggiornamenti sono arrivati un po’ più tardi del previsto. Ad ogni modo l’azienda sembrava essersi messa in carreggiata, poi però nel 2021 la situazione è cambiata nuovamente e pochi giorni fa è arrivato l’annuncio della chiusura della divisione mobile.

LG Electronics Inc. (LG) ha annunciato la chiusura della propria divisione di telefonia a livello globale. Secondo il comunicato ufficiale, “la decisione strategica di LG di uscire dal settore della telefonia permetterà all’azienda di focalizzare maggiori risorse in altre aree di crescita come i componenti dei veicoli elettrici, i dispositivi connessi, la smart home, la robotica, l’intelligenza artificiale e le soluzioni B2B insieme a piattaforme e servizi”.

Che cosa succede ora ai dispositivi ancora in commercio? L’azienda aveva già chiarito che il supporto sarebbe stato garantito, ma era stata molto generica specificando che “gli smartphone LG attualmente in gamma continueranno a essere disponibili per la vendita. LG continuerà a fornire assistenza clienti e aggiornamenti software ancora per un periodo di tempo variabile in base all’area geografica di riferimento”.

LG scriveva che la garanzia di tre anni si applica ai “telefoni premium LG rilasciati nel 2019 e successivi (serie G, serie V, VELVET, Wing) mentre alcuni modelli 2020 come LG Stylo e serie K riceveranno due aggiornamenti del sistema operativo”. Oggi ci sono ulteriori chiarimenti dato che LG Corea e LG Germania hanno pubblicato due scalette che ci mostrano i rollout di Android 11 e i dispositivi che dovrebbero ricevere Android 12 e Android 13.

Di seguito gli smartphone che dovrebbero ricevere Android 11 entro la fine dell’anno:

PhoneRolloutStatus
LG Velvet 5GYesYes
LG G8XYesYes
LG Velvet LTEYesYes
LG G8SYesNo
LG WingYesNo
LG K52YesNo
LG K42YesNo

Qui sotto, invece, la lista dei dispositivi che riceveranno Android 12 e Android 13.

PhoneAndroid 12Android 13
LG WingYesYes
LG VelvetYesYes
LG Velvet LTEYesYes
LG V50sYesNo
LG V50YesNo
LG G8YesNo
LG Q31YesNo
LG Q52YesNo
LG Q92YesNo

 Per cui fatta eccezione per LG Velvet e LG Wind che sono abbastanza freschi di presentazione, la realtà è che Android 12 sarà l’ultimo major update per la restante gamma di smartphone attualmente in commercio.

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Xiaomi si metterà in proprio con un SoC 5G entro la fine del 2021

Author: Lorenzo Spada Android Blog Italia

Stando a un nuovo report, Xiaomi sta lavorando allo sviluppo di un SoC di nuova generazione dotato di un modem 5G. Il tutto con l’obiettivo di farlo esordire entro la fine del 2021.

L’evoluzione degli smartphone ha determinato una sorta di oligopolio fra le aziende che sviluppano i chip e le aziende che li producono. Fra le prime senza dubbio ci sono Qualcomm e Mediatek che, da sole, si spartiscono oltre il 90% del mercato Android. Nel corso degli ultimi anni però sempre più aziende hanno investito grosse cifre nel tentativo di sviluppare in casa i propri chip e attenuare la propria dipendenza da Qualcomm e Mediatek. 

Ed ecco allora che, se sul fronte Google si parla insistentemente del SoC Whitechapel che equipaggerà i nuovi smartphone della serie Pixel, sul fronte Xiaomi si sono riaccese le voci che vogliono la divisione Pinecone nuovamente in operazione con l’obiettivo di sviluppare un SoC dotato di modem 5G e farlo entro la fine del 2021.

Per il momento non abbiamo alcuna certezza sul nuovo SoC di Xiaomi ma ci sono comunque due precedenti che tengono alte le speranze. Nel 2017, il produttore ha svelato il chip Surge S1, basato sul processo a 28 nm e presente a bordo dello smartphone Xiaomi Mi 5c; più di recente ha svelato l’ISP Surge C1 che si occupa dell’elaborazione delle immagini a bordo del top di gamma Xiaomi Mi 11 Ultra (non a caso è definito il miglior cameraphone da parte di DxOMark).

Che le aziende cinesi come Xiaomi e Huawei si vogliamo distaccare quanto più possibile dall’essere dipendenti da tecnologie americane (Qualcomm in questo caso) è un dato di fatto. Resta da vedere se ci riusciranno.

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Ampere Next, Grace Next e Bluefield-3: i piani di Nvidia nel settore datacenter

Author: Le news di Hardware Upgrade

Non solo Grace, Nvidia nel corso della GTC 2021 ha pubblicato anche una roadmap (da intendersi legata al mondo datacenter) da qui al 2025 relativamente ai tre pilastri che ne comporranno l’offerta: GPU, CPU e DPU.

“Ogni architettura di chip avrà un ritmo biennale, e probabilmente un miglioramento nel mezzo”, ha dichiarato Huang. “Un anno ci concentreremo sulle piattaforme x86, un anno sulle piattaforme ARM. L’architettura e le piattaforme Nvidia supporteranno x86 e ARM, qualunque cosa preferiscano i clienti e i mercati“.

In verità la roadmap è vaga, in quanto l’azienda non ha parlato di nomi in codici precisi, limitandosi ad aggiungere dei “Next” accanto ai nomi già noti. Se guardiamo alla novità più importante di queste ore, ossia la CPU Grace attesa nel 2023, vediamo che nel 2025 arriverà “Grace Next”.

Sul fronte delle GPU, dopo Ampere nel 2020 ecco “Ampere Next” nel 2022 e poi “Ampere Next Next” nel 2024. In rete si è già scatenato il toto-nomi su Ampere Next, tra chi punta su Hopper (che con la CPU Grace formerebbe così Grace Hopper) e chi su Lovelace. Staremo a vedere.

Infine, Nvidia ha mostrato la roadmap delle sue DPU (data processing unit) Bluefield, frutto dell’acquisizione di Mellanox, ribandendo i piani già annunciati in passato, con le famiglie BlueField-3 e BlueField-4 già in sviluppo e previste rispettivamente nel 2022 e nel 2024.

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Huawei P50 e Mate 50 potrebbero essere venduti solo in Cina

Author: Nikolas Pitzolu Tom's Hardware

In questo particolare periodo per Huawei, ci sono varie questioni in sospeso. La gamma di smartphone P50, ad esempio, quest’anno è difficile collocazione temporale in quanto la condizione in cui riversa l’azienda non è delle migliori per quanto concerne le risorse necessarie che deve acquistare e distribuire per i propri prodotti.

Huawei P50

Inoltre alcune informazioni provenienti dalla Cina, affermano che per P50 ci sarà ancora da aspettare. E questo non è un buon segno perché a farne le conseguenze, di un ritardo sulla tabella di marcia, sarà anche il successivo flagship Mate 50 che potrebbe essere traslato direttamente al 2022.

Mate 40 Pro

Secondo alcune informazioni del leaker Rodent950, Huawei sta posticipando di qualche mese l’arrivo sul mercato della famiglia di smartphone P50 per attendere che HarmonyOS sia pronto per fare tutto ciò che serve e combattere ad armi pari con Android.

Ma non solo perché ci sarebbero altri problemi che, ovviamente, conosciamo: quelli legati alle forniture di SoC. Per la cronaca, gli accordi si possono stringere anche con altri fornitori ma il punto è che Huawei sa che l’eccellenza dei SoC oltre oceano non si batte così facilmente. E questo rende logica la strada che se ci si affidasse ad altri, la differenza prestazionale rispetto alla concorrenza sarebbe sicuramente marcata. E allora che si fa? La soluzione che sta circolando in queste ore è quella di produrre e vendere Huawei P50 e Mate 50 solo in Cina, in questo modo si ridimensionerebbero le unità da produrre e con loro i componenti che servono.

In Cina sarebbe più semplice vendere i propri prodotti e poi ci sarebbero margini per poter pensare di commercializzare anche l’altra famiglia di top di gamma Mate 50. Insomma, per Huawei è tempo di scelte e il futuro passerà da queste decisioni.

Xiaomi Mi 10T Lite è disponibile all’acquisto ed è uno degli ultimi smartphone usciti sul mercato con ancora tanti anni di aggiornamento, Lo trovate al prezzo più basso qui.

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Nvidia Unveils ‘Grace’ Deep-Learning CPU for Supercomputing Applications

Author: David Cardinal ExtremeTechExtremeTech

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Nvidia thinks it’s time for traditional CPUs to step aside when it comes to tackling the largest machine learning tasks, especially training huge models that are now upwards of a trillion parameters. Conventional super-computers make use of specialized processors — often GPUs — to do much of the compute-intensive math during training, but GPUs typically can’t host nearly the amount of memory needed, let alone share it quickly in multi-GPU configurations. So the machine is often bottlenecked by the speed of getting data from CPU memory to the GPU and back.

With Nvidia’s new Grace deep-learning CPU, which the company unveiled today, supercomputer GPUs get both much faster access to CPU memory and much better aggregate bandwidth when multiple GPUs are paired with a single CPU. Nvidia says the device required 10,000 engineering years of work, but given their gift for hyperbole, we’re not sure what they’re including. And as you may have already guessed, the ARM-based CPU is named after Grace Hopper, an early computing pioneer.

Key to Grace’s performance gain is Nvidia’s NVLink interconnections between the CPU and multiple GPUs. Nvidia says that it can move 900 GB/second over NVLink, which is many times more bandwidth than is typically available between CPU and GPU. The CPU memory itself is also optimized, as Grace will use LPDDR5x RAM for the CPU. Grace will also feature a unified memory space and cache coherence between the CPU and GPUs, which should make GPGPU programming less of a headache. It will support Nvidia’s CUDA and CUDA-X libraries, along with its HPC software development kit.

Overall, Nvidia says that a Grace-powered system will be able to train large models (think a trillion parameters and up), and run similar-sized simulations as much as 10 times faster than a similar system using x86 CPUs. Nvidia was careful to stress, though, that it doesn’t see Grace displacing x86 processors in applications smaller than that.

The ALPS supercomputer in Switzerland will be powered by Nvidia Grace CPUs

The ALPS supercomputer in Switzerland will be powered by Nvidia Grace CPUs

As exciting as the potential for Grace is, it will be a while before anyone will get to work with one. Nvidia expects the chip to be available in 2023. The company also announced that the Swiss Supercomputing Center and the Los Alamos National Laboratory are planning to build massive new supercomputers using Grace CPUs. The machines will be built by HP Enterprise, and are expected to come online that same year. Both customers are excited that the new machines will allow them to analyze larger datasets than before, and improve the performance of their scientific computing software.

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