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Vodafone Open permette di provare le offerte per 30 giorni senza vincoli

Author: Alessio Fasano Agemobile

Oggi torniamo a parlare di Vodafone, ma non per segnalare nuove offerte e piani tariffari, bensì perché l’operatore ha annunciato un nuovo metodo per provare le offerte senza particolari vincoli. La novità di cui parliamo oggi, infatti, si chiama Vodafone Open, grazie alla quale i clienti potranno provare le offerte Vodafone senza vincoli e avranno la libertà di cambiare idea senza sostenere costi aggiuntivi.

Ecco alcune delle opportunità previste da Vodafone Open:

  • Vodafone Family Plan, la nuova offerta convergente per unire in un’unica opzione fibra e mobile di tutta la famiglia senza vincoli e senza costi aggiuntivi, navigando alle massime performance a casa – con la GigaNetwork Fibra fino a 2.5Gbps in download e 500Mbps in upload, e fuori casa con la GigaNetwork 5G fino a 2Gbps in download e 200Mbps in upload. Anche con tutte le altre le offerte di rete fissa non ci saranno vincoli e i clienti saranno liberi di disdire in qualunque momento senza ulteriori costi;
  • I nuovi clienti che decideranno di passare a Vodafone con un’offerta di telefonia mobile potranno provare l’esperienza Vodafone per 30 giorni e qualora non fossero soddisfatti e decidessero di passare ad altro operatore, potranno farlo senza vincoli e chiedere il rimborso dei costi sostenuti per la prova;
  • Con Vodafone Casa Wireless si potrà provare la rete FWA per 3 mesi con la libertà di decidere se mantenerla oppure disdire senza costi aggiuntivi.
  • I già clienti sono liberi di provare per un mese gratuitamente anche il meglio delle offerte Vodafone. Tra queste Infinito, Digital Privacy & Security, Happy Black e le offerte 5G.
  • Anche per gli smartphone acquistati con finanziamento non ci sono vincoli o penali. Se si intende passare ad altro operatore si potrà continuare a pagare le rate senza costi aggiuntivi, oltre alla restituzione totale o parziale degli sconti beneficiati.

Ricordiamo che i clienti Vodafone possono gestire la propria offerta attraverso l’app My Vodafone di cui ricordiamo le principali caratteristiche:

  • visualizzare tutte le notifiche direttamente in homepage, dal credito residuo ai giga in esaurimento, dalla scadenza della SIM a offerte particolari
  • accedere al menu da in alto a destra, con tutte le funzioni ora a “portata di pollice”
  • controllare i contatori per conoscere il traffico ancora disponibile e sapere sempre cosa fare con i propri minuti, SMS e Giga residui
  • scoprire con un click tutte le offerte dedicate
  • ricevere supporto in tempo reale dalla rinnovata sezione interattiva “Serve aiuto”, a cui ci si può rivolgere anche con messaggi vocali
  • verificare stato di attivazione o funzionamento della rete fissa
  • inviare una segnalazione sulla rete 4G o i servizi digitali
  • scoprire offerte dedicate per l’estero
  • cercare negozi Vodafone

Potete scaricare MyVodafone cliccando su questo badge:

My Vodafone Italia My Vodafone Italia Price: Free

Via – Press Release

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I temi dinamici di Android 12 si estenderanno anche alle icone delle app

Author: Lorenzo Spada Android Blog Italia

Android 12 è stato definito l’aggiornamento più grande sul fronte dell’estetica da diversi anni a questa parte (da quando, con Android 5.0 Lollipop, è stato inaugurato il Material Design). Non a caso, molte delle novità presenti sia nella prima che nella seconda beta del sistema operativo riguardano gli aspetti visuali. 

Il linguaggio visivo aggiornato di Google, soprannominato Material You, rende il design dell’interfaccia un’esperienza molto più personalizzata su Android 12, con gli elementi dell’interfaccia utente che si adattano in maniera dinamica al colore dallo sfondo. Ma il tema dello smartphone non è limitato solo all’ombra di notifica, ai colori degli accenti e agli sfondi delle app: stanno crescendo le segnalazioni che potrebbe estendersi anche alle icone delle app, se gli sviluppatori aggiungono il supporto.

Come riportato dagli sviluppatori di app kdrag0n e Kieron Quinn, c’è una flag nascosta che permette di creare un tema per alcune icone delle app su Android 12 Beta 2, facendo corrispondere i colori estratti dallo sfondo.

L’elenco è attualmente esclusivo per la maggior parte delle app Google preinstallate, come Messaggi, Telefono e Foto.

Android 12 tema dinamico icone app

Negli esempi qui sopra, si può vedere che le app hanno acquisito sfondi colorati e iconografia nera in modalità chiara mentre sono invertite in modalità oscura. Ciò rende le icone monocromatiche, creando un design bello e sobrio che ricorda molto quello dei launcher personalizzati come Nova.

Secondo le prove raccolte da Quinn, sembra che l’elenco delle app compatibili sia attualmente codificato nel Pixel Launcher. Sebbene inizialmente il supporto possa essere limitato solo a queste app Google preinstallate, sembra che l’azienda stia preparando il tutto per espanderne il supporto alle app di terze parti.

VIA

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Bug di sistema permette di acquisire i diritti root in Linux

Author: Michele Nasi IlSoftware.it

Bug di sistema permette di acquisire i diritti root in Linux

Una lacuna di sicurezza individuata nel componente polkit utilizzato da molte distribuzioni Linux (comprese Ubuntu, Red Hat e Fedora) permette di acquisire i privilegi di root usando semplici comandi.

Alcune tra le principali distribuzioni Linux integrano un componente di sistema chiamato polkit (PolicyKit) che si occupa della comunicazione tra processi sprovvisti di privilegi di root e quelli che invece dispongono di tali privilegi.

Ogniqualvolta il sistema operativo chiede di confermare la password associata all’utente root, ad esempio attraverso la visualizzazione di un’apposita schermata, ad essere chiamato in causa è proprio polkit.

La comparsa della finestra di dialogo in Linux può dare l’impressione che polkit sia un componente correlato all’interfaccia grafica. In realtà si tratta di un oggetto che lavora in background e che sovrintende il meccanismo di autenticazione.

Un componente come polkit è presente in tante distribuzioni Linux ormai da 7 anni ma soltanto di recente il ricercatore Kevin Backhouse (GitHub Security Lab) ha individuato un grave problema di sicurezza che permette di acquisire i permessi root senza averne alcun diritto.

Sfruttare la vulnerabilità è sorprendentemente facile in quanto ci vogliono solo pochi comandi da terminale e strumenti standard come i comandi bash, kill e dbus-send. Una dimostrazione pratica è contenuta in questo video pubblicato su YouTube da Backhouse.

Secondo il ricercatore a essere vulnerabili sono tante distribuzioni Linux: Red Hat Enterprise Linux 8, Fedora 21 e successive, Ubuntu 20.04, la versione non definitiva di Debian Bullseye e sue derivate.

Il problema di sicurezza in polkit è stato risolto lo scorso 3 giugno e da allora è cominciata la distribuzione degli aggiornamenti correttivi.

Per mettersi al riparo da qualunque rischio gli utenti, soprattutto coloro che amministrano sistemi server, sono invitati ad aggiornare le distribuzioni Linux installate.

Maggiori dettagli sulla falla di sicurezza sono pubblicati in questa pagina.

A marzo scorso fu individuato un altro grave problema di sicurezza nel sottosistema iSCSI che interessava tutte le distribuzioni Linux. Anche in quel caso il bug avrebbe potuto essere utilizzato per ottenere i privilegi root. Per fortuna il componente problematico non viene caricato di default a livello kernel ma un aggressore avrebbe potuto farlo in modo manuale.

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Il selfie del rover cinese Zhurong e le nuove immagini da Marte

Author: Le news di Hardware Upgrade

Dopo qualche giorno di silenzio sono arrivate molte nuove immagini da Marte grazie alla CNSA (l’agenzia spaziale cinese). In questi giorni sia Tianwen-1 che il Mars Reconnaissance Orbiter hanno ripreso la zona d’atterraggio del rover cinese Zhurong dove si trovano anche il lander e, poco distante, il paracadute e la copertura posteriore.

zhurong marte

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Ma la Cina ha voluto sorprendere tutti rilasciando, nelle scorse ore, anche una nuova serie di fotografie catturate direttamente dalla superficie del Pianeta Rosso! In particolare, la più famosa, è quella del selfie del rover e del lander fatto grazie a una piccola fotocamera wireless depositata sul suolo marziano.

Il selfie del rover cinese Zhurong su Marte

Non si tratta del primo selfie in assoluto su Marte. I due rover statunitensi Curiosity e Perseverance ci hanno già abituato a fotografie simili. La missione cinese però è la prima che non sfrutta il lander per una fotografia del rover ma la piccola fotocamera wireless depositata sul terreno nei giorni scorsi.

Nell’immagine si può vedere il rover Zhurong affiancato al lander (che non ha un nome vero e proprio). Ci sono anche alcuni dettagli interessanti: per esempio si può notare la bandiera cinese, utilizzata anche per le missioni lunari, oltre alla presenza delle due mascotte dei Giochi Olimpici Invernali di Pechino 2022, Bing Dwen Dwen (un cucciolo di panda gigante) e Shuey Rhon Rhon (una lanterna cinese).

Ma non è finita qui! Nelle fotografie rilasciate si può anche osservare il buco scavato dal razzo di atterraggio utilizzato dal lander per frenare la discesa (generando le tracce che si vedono anche nelle immagini degli orbiter) oltre alla rampa di discesa impiegata per far arrivare Zhurong sulla superficie di Marte.

zhurong

Click sull’immagine per ingrandire. Si possono notare la bandiera cinese, la rampa di discesa, il buco scavato dal razzo del lander e le mascotte delle Olimpiadi Invernali

Il rover ha anche scattato una fotografia panoramica a 360° permettendo di valutare la zona di terreno circostante. La CNSA ha dichiarato di essere soddisfatta della scelta autonoma del sito di atterraggio effettuata dal lander e della parte finale dove il sistema per evitare gli ostacoli è entrato in funzione.

zhurong

Nella panoramica (visibile qui sotto), si notano i pannelli solari del rover completamente aperti. Zhurong non utilizza, a differenza di Curiosity e Perseverance, un RTG al Plutonio. CNSA ha però integrato alcune novità rispetto a quanto abbiamo potuto vedere su Opportunity o InSight (per rimanere su Marte). I pannelli infatti possono muoversi e inclinarsi per far scivolare via la sabbia e polvere marziana anche grazie a un rivestimento polimerico che sfrutta un concetto ripreso dalle foglie di loto (creare un sottilissimo velo d’aria per evitare che la polvere aderisca alla superficie).

Come mai la NASA non ha pensato a un sistema simile? In generale perché gli ingegneri statunitensi preferiscono avere meno parti mobili ed evitare sia la problematica del peso che dei possibili guasti (o utilizzare soluzioni completamente diverse, come un RTG). Se l’esperienza cinese sarà un successo, potrebbe però esserci una svolta anche per le future missioni di altre nazioni, USA compresi.

La Cina punta alla condivisione con il resto delle nazioni dei dati raccolti su Marte

Per ottenere tutte queste informazioni (considerando anche gli altri dati) la Cina utilizza l’orbiter Tianwen-1 per poi inviare i segnali verso Terra. Non avendo a disposizione le potenzialità del Deep Space Network della NASA, la velocità di trasmissione è modesta e quindi gli aggiornamenti avvengono a ritmo “rilassato”.

panorama marte cina

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Zhang Kejian, direttore della CNSA, ha dichiarato che “le missioni di esplorazione scientifica saranno coordinate per ottenere dati scientifici di importanti oltre a sostenere la condivisione aperta, il concetto di cooperazione reciprocamente vantaggiosa, il rilascio tempestivo di dati scientifici, in modo che tutta l’umanità possa condividere i risultati dello sviluppo aerospaziale cinese”.

La Cina già in passato ha aperto la strada alla collaborazione internazionale. Per esempio recentemente ha reso disponibili i campioni di roccia lunare raccolti con Chang’e-5 a chiunque ne facesse richiesta (pur ovviamente dovendo sottostare ad alcune regole). Inoltre nella collaborazione tra Russia e Cina per la nuova stazione lunare dedicata alla ricerca non si è esclusa la possibilità di avere collaborazioni con altre nazioni (permettendo anche di suddividere i costi). Rimane lo scoglio politico degli USA che hanno vietato alla NASA di collaborare con la Cina per questioni legate alla sicurezza nazionale, la CNSA ha comunque dichiarato di non avere nulla in contrario per una partnership con gli statunitensi.

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SpaceX vuole portare internet ovunque con Starlink

Author: Imma Antonella Marzovilli Tom's Hardware

SpaceX di Elon Musk è in trattativa con “diverse” compagnie aeree nel tentativo di fornire ai propri mezzi il WiFi tramite la rete satellitare Internet in crescita della compagnia, Starlink.Mercoledì scorso, Jonathan Hofeller, vicepresidente di Starlink e vendite commerciali di SpaceX, ha dichiarato a un panel al Connected Aviation Intelligence Summit che la società sta cercando di portare, entro la fine del 2021, internet nelle zone rurali e nei centri commerciali direttamente via satellite.

SpaceX Dragon

“Siamo in trattative con diverse compagnie aeree”, ha detto Hofeller al panel. “Abbiamo il nostro prodotto per l’aviazione in fase di sviluppo, abbiamo già fatto alcune dimostrazioni fino ad oggi e stiamo cercando di finalizzare quel prodotto per essere messo sugli aerei nel prossimo futuro”.

SpaceX ha avviato un lancio beta dei suoi satelliti Starlink nel 2018 al fine di coprire una carenza globale di connessioni Internet a banda larga, in particolare nelle aree rurali dove le connessioni in fibra generalmente non sono prontamente disponibili. Con il piano beta, la maggior parte dei clienti Starlink paga una tariffa una tantum di cinquecento dollari per un pacchetto che include un’antenna Starlink autoallineante e un router Wi-Fi, e successivamente novantanove dollari al mese per i servizi Internet mensili. Negli anni trascorsi dal suo primo lancio, l’azienda ha inviato quasi 1.800 satelliti Starlink dei 4.400 che si stima sarebbero necessari per fornire una copertura globale.

airbus Airspace Connected Experience cover

Il servizio Internet di Starlink si basa su un modello di orbita terrestre bassa, in cui i suoi cluster di satelliti si trovano più vicini al pianeta rispetto alle orbite geostazionarie lontane dei satelliti Internet più grandi che in genere forniscono servizi Internet agli aerei commerciali. È la tecnologia che viene attualmente utilizzata dai dirigenti come il motivo principale per cui i “potenziali clienti dovrebbero scegliere Starlink rispetto ai suoi rivali obsoleti”, ed è anche la stessa tecnologia attualmente utilizzata da un gruppo crescente di concorrenti.