Facebook Stored Hundreds of Millions of Passwords in Plaintext For 7 Years

Author: Joel Hruska ExtremeTechExtremeTech

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Facebook has acknowledged storing hundreds of millions of user passwords in plaintext files for years, dating back to at least 2012. To quote my colleague, David Cardinal: “Of course they did. Can we just pre-write horror stories about Facebook so we’ll be ready when each of them become true?”

Because really, at this point, that’s a pretty good summary of the situation. KrebsonSecurity researcher Brian Krebs broke the story after speaking to a Facebook employee. Between 200 million and 600 million user accounts were impacted and the data was stored on internal servers where some 20,000 employees had access to them. Facebook is reportedly still attempting to determine how many passwords were exposed and exactly who had access to them, but the flaw dates back to at least 2012. Some 2,000 engineers or developers made an estimated 9 million queries against the database for elements that contained plaintext user passwords.

“The longer we go into this analysis the more comfortable the legal people [at Facebook] are going with the lower bounds” of affected users, the source said. “Right now they’re working on an effort to reduce that number even more by only counting things we have currently in our data warehouse.”

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From The Human Side of Animals. This is not an appropriate format for passwords. Image by Wikipedia

According to Facebook software engineer Scott Renfro, the company has not detected any signs that the repository was misused or penetrated by bad actors. “We’ve not found any cases so far in our investigations where someone was looking intentionally for passwords, nor have we found signs of misuse of this data,” Renfro said. “In this situation what we’ve found is these passwords were inadvertently logged but that there was no actual risk that’s come from this. We want to make sure we’re reserving those steps and only force a password change in cases where there’s definitely been signs of abuse.”

Nonetheless, Facebook expects to notify tens of millions of Facebook users, hundreds of millions of users of its low-speed, low-overhead service Facebook Lite, and tens of thousands of Instagram users. The impact metrics suggest the issue was largely related to FB Lite, though the reason for this overlap isn’t currently clear.

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This comparison seems unfair to Data. Image via iMore.

Facebook has published an article on the topic, but most of it just reviews the company’s existing security practices and minimizes the fact that the company was storing critical user data in the least-secure method possible. The fact that the data does not appear to have been misused is, of course, a good thing. But with lawsuits and federal investigations into its various practices mounting, disclosures like this only further emphasize how slipshod Facebook’s practices truly are. The “move fast and break things” mentality that Mark Zuckerberg espoused didn’t have exceptions for security. Storing hundreds of millions of plaintext passwords for seven years (if not longer) is proof that such approaches encompassed security.

At this point, the one certainty is that we’ll be talking about Facebook again in a few more days or weeks, once again detailing whatever cataclysmic failure of trust, ethics, or long-term thinking has just leaked. It’s no longer a question of whether or not these things have happened — just when we’ll find out about them and how much additional damage the company has done.

Now Read:

Smartwatch Kospet Hope 4G in offerta speciale a 122 euro

Author: IlSoftware.it

Il noto store Cafago presenta lo smartwatch Kospet Hope 4G in promozione a 122,17 euro.
Questo orologio intelligente è equipaggiato con 3 GB di memoria RAM, 32 GB di storage interno e dispone di un display circolare AMOLED da 1,39 pollici (risoluzione 400×400 pixel).

Compatibile con gli smartphone Android e iOS, Kospet Hope offre connettività 4G su tutte le principali bande di frequenza: si tratta quindi di un dispositivo che può operare autonomamente accogliendo una nano SIM nell’apposito alloggiamento.

Smartwatch Kospet Hope 4G in offerta speciale a 122 euro

Lo smartwatch consta di una solida scocca in metallo e ceramica, di un cinturino rimovibile e di Android 7.1.1 preinstallato (con la possibilità, quindi, di scaricare direttamente le app dal Play Store di Google). Su un lato è posizionata anche una modesta fotocamera da 8 Megapixel.
Liberamente personalizzabile, Kospet Hope è adatto agli sportivi supportando ben 9 modalità di funzionamento. Selezionando quella corretta si possono monitorare i progressi durante l’allenamento e ottenere informazioni in tempo reale.

Smartwatch Kospet Hope 4G in offerta speciale a 122 euro

Dotato di GPS+GLONASS, lo smartwatch integra un sensore per il monitoraggio della frequenza cardiaca e il podometro. La certificazione è IP67: Kospet Hope non tollera quindi l’immersione permanente ma offre comunque un alto grado di resistenza all’acqua e alla polvere.L’orologio smart si pone automaticamente in uno stato di risparmio energetico per risvegliarsi nel momento in cui si solleva il braccio per interagire con il dispositivo o consultare le informazioni visualizzate sul display.
Trattandosi di un'”offerta lampo”, per acquistare lo smartwatch Kospet Hope 4G non è necessario introdurre alcun codice coupon al momento dell’invio dell’ordine.
Il venditore assicura che i clienti non incorreranno in spese aggiuntive al momento della consegna. La promozione si concluderà in ogni caso il prossimo 15 aprile.

Nuova Fiat 500: costerà 30.000€ e sarà solo elettrica

Author: Simone Lelli Tom's Hardware

Al Salone di Ginevra 2020, circa tra un anno, arriverà ad accompagnare la Fiat Centoventi la nuova Fiat 500, auto che varcherà definitivamente le soglie dell’elettrico, abbandonando gli altri motori. Il prezzo sarà intorno ai 30.000€, e andrà ad essere un’auto più tecnologica, lussuosa e divertente della Centoventi (che costerà metà prezzo).

Olivier François a JournalAuto.com ha detto che questa nuova Fiat 500 sarà solo a batteria e rinuncerà al diesel e alla benzina, diventando una Tesla UrbanaPer i vecchi fan della combustione questo però non vuol dire che non potranno più avere una 500: la versione uscita nel 2007 verrà prodotta come mild hybrid (insieme al resto della gamma Fiat).

Questo passaggio netto all’elettrico proviene da un piano industriale firmato da Marchionne quest’estate che punta a spostare tutto il gruppo FCA verso i motori elettrici. In questo modo la Fiat 500 si avvicina alle già annunciate Smart fortwo e forfour, anch’esse solo elettriche a partire dall’anno prossimo, e alle future Porsche Macan, che nel 2021 diventeranno esclusivamente a motorizzazione elettrica.

2017 Fiat 500e

La nuova Fiat 500 elettrica uscirà da una versione chiamata Fiat 500 Giardiniera, e insieme saranno il punto di svolta per l’azienda, portando queste auto a montare delle batterie Samsung e a diventare l’incipit di un’industria fatta principalmente di auto ecosostenibili.

Windows Virtual Desktop, cos'è e come funziona. Defender sbarca sui sistemi macOS

Author: IlSoftware.it

Di Windows Virtual Desktop avevamo parlato per la prima volta a settembre 2018: si tratta di uno servizio interamente funzionante sul cloud (si appoggia alla piattaforma Azure) che permette di eseguire istanze di Windows e di singole applicazioni senza installare nulla in locale.

Molteplici i possibili scenari di utilizzo: si può sfruttare un ambiente multi-utente progettato per la collaborazione in team con Office 365 preinstallato e con una serie di ottimizzazioni pensate per il cloud; si può usufruire di un ambiente di lavoro Windows 10 altamente scalabile con supporto multi-sessione; si può virtualizzare Office 365 ProPlus e utilizzarlo in configurazioni multi-utente; si possono virtualizzare sia i sistemi operativi che le app; si possono gestire sistemi Windows 10, Windows 7 e Windows Server avvantaggiandosi di un sistema di amministrazione unico e semplice da utilizzare.
Non solo. Come spiegato in questa pagina, si può installare Windows 7 sul cloud e beneficiare gratuitamente del programma Extended Security Updates (ESU) fino al 2023: Windows 7 ESU: quanto costerà il supporto esteso fino al 2023.

Windows Virtual Desktop può essere pensato come uno strumento per effettuare il deployment di Windows e delle app che si utilizzano in azienda sul cloud, in totale sicurezza e rispettando le attuali normative (GDPR).

La disponibilità generale di Windows Virtual Desktop è fissata per la seconda metà di quest’anno. Nel frattempo, però, Microsoft ha dato il via a un programma beta pubblico. Per poter utilizzare il nuovo sistema è comunque necessario disporre di un abbonamento Azure: a questo indirizzo sono indicate le licenze richieste per iniziare subito a usare Windows Virtual Desktop.

Sempre quest’oggi Microsoft ha annunciato un’importante novità: grazie a Defender ATP for Mac la società di Redmond estende il raggio d’azione delle sue soluzioni per la sicurezza. Anche i sistemi macOS diventano adesso gestibili dalla piattaforma Microsoft Defender: usando un unico strumento è possibile controllare la sicurezza di tutti i dispositivi adoperati in azienda.

moto g7 Plus, recensione: uno dei migliori smartphone midrange del 2019

Author: Le news di Hardware Upgrade

Motorola rimane in Italia. Con queste parole la società ha deciso di iniziare l’incontro con i giornalisti con il quale ha presentato la nuova famiglia moto g, che raggiunge il numero “7” e si configura come quella del produttore americano (naturalizzato cinese, con Lenovo) più interessante sul piano del rapporto qualità-prezzo. Si tratta nella tradizione di Motorola di una serie di dispositivi caratterizzati da un prezzo che è quello tipico del mercato di fascia medio-bassa fino a un prezzo da fascia media, dispositivi che offrono storicamente una buona esperienza d’uso, una versione di Android poco personalizzata se non nell’essenziale e qualche feature aggiuntiva senza esagerare.


Motorola moto g7 Plus

Un po’ di numeri: Motorola è appena uscita dal miglior trimestre degli ultimi due anni e mezzo, e nell’ultima parte del 2018 sono stati registrati 26 dispositivi della famiglia moto g in media ogni minuto in tutto il mondo. Grazie al successo di pubblico Motorola ha deciso di continuare il suo investimento nel mercato di fascia media con la serie moto g e quest’anno ha presentato quattro dispositivi differenti che riportiamo di seguito in ordine crescente di prezzo: cliccando sul nome del modello potete accedere alla scheda tecnica estesa del prodotto.

Di seguito una tabella riepilogativa con le caratteristiche di ogni modello.

moto g7 Plus
moto g7 Power
moto g7 Play
OS (al lancio)
Android 9 Pie
Android 9 Pie
Android 9 Pie
Android 9 Pie
Processore
Snapdragon 636 @14nm
Octa-core @1,8 GHz
Snapdragon 632 @14nm
Octa-core @1,8 GHz
Snapdragon 632 @14nm
Octa-core @1,8 GHz
Snapdragon 632 @14nm
Octa-core @1,8 GHz
Memorie
4 + 64 GB
microSD
4 + 64 GB
microSD
4 + 64 GB
microSD
4 + 64 GB
microSD
Display
6,2″ IPS (19:9)
2270×1080 px
6,2″ IPS (19:9)
2270×1080 px
6,2″ IPS (19.5:9)
1570×720 px
5,7″ IPS (19:9)
1570×720 px
Fotocamere

Retro:
16 MP f/1.7 OIS
5 MP f/2.2 Depth

Fronte:
12 MP

Retro:
12 MP f/1.8
5 MP f/2.2 Depth

Fronte:
8 MP

Retro:
12 MP f/2.0

Fronte:
8 MP

Retro:
13 MP f/2.0

Fronte:
8 MP

Extra

4G LTE
Wi-Fi ac 2.4-5GHz
Bluetooth 5.0
NFC
Radio FM
Dual SIM (Nano)
Sensore d’impronte

4G LTE
Wi-Fi n 2.4-5GHz
Bluetooth 4.2
NFC
Radio FM
Dual SIM (Nano)
Sensore d’impronte

4G LTE
Wi-Fi n
Bluetooth 4.2
NFC
Radio FM
Dual SIM (Nano)
Sensore d’impronte

4G LTE
Wi-Fi n
Bluetooth 4.2
Radio FM
Dual SIM (Nano)
Sensore d’impronte

Porte
USB Type-C
USB Type-C
USB Type-C
USB Type-C
Batteria
3.000 mAh
Ricarica rapida 27W
3.000 mAh
Ricarica rapida 15W
5.000 mAh
Ricarica rapida 15W
3.000 mAh
Ricarica rapida 10W
Dimensioni
157 x 75,3 x 8,3 mm
157 x 75,3 x 8 mm
159,4 x 76 x 9,3 mm
147,3 x 71,5 x 8 mm
Peso
176 grammi
172 grammi
193 grammi
149 grammi

Le differenze fra i quattro dispositivi non sono poi così marcate, a tal punto che anche con l’entry-level, Motorola moto g7 Play, è possibile attendersi prestazioni di tutto rispetto ad un prezzo che non raggiunge nemmeno 200 euro. Tutti i “moto g7” utilizzano display Max Vision, quindi caratterizzati da un ampio rapporto schermo-cornici. Abbiamo per i due modelli più alti in gamma una notch a goccia, mentre tutti i nuovi modelli adottano un processore Qualcomm della serie Snapdragon 600 (Snapdragon 632 per tutti, ad eccezione del modello Plus che ha uno Snapdragon 636).

Motorola moto g7 Play ha un display da 5,7″ a risoluzione HD+ e una fotocamera posteriore da 13 MP. Si tratta del modello più economico, compatto in dimensioni, e con un processore che – rispetto al predecessore g6 Play – dovrebbe consegnare un boost prestazionale del 60%. moto g7 Power invece si caratterizza per la sua batteria da 5.000 mAh, enorme in relazione all’hardware integrato: fra le caratteristiche abbiamo la fotocamera da 12 MP, e il display da 6,2″ che però rimane a risoluzione HD+. Degna di nota anche la ricarica TurboPower da 15W per caricare la batteria.

Si inizia a fare sul serio con moto g7, il “cuore” dell’intera famiglia: il display è un 6,24″ a risoluzione Full HD+ protetto da Gorilla Glass 3D. Le finiture sono realizzate con una cura più attenta rispetto ai modelli più economici, e il retro è in vetro. Il display è sempre un Max Vision, ma qui la notch è a goccia, e non estesa come i modelli più economici. Rispetto al predecessore abbiamo uno Snapdragon 632 più veloce del 50%, 4 GB di RAM, 64 GB di storage e una doppia fotocamera da 12 MP con apertura f/1.8 e software migliorato. All’apice della famiglia c’è il nuovo moto g7 Plus.

Il top di gamma della serie dispone di un paio di casse stereo come il predecessore, mentre l’audio in cuffia è migliorato con il supporto del Dolby Audio. Il processore è uno Snapdragon 636 octa-core, mentre nella dotazione originale viene offerto un caricabatterie da ben 27W che rende la carica di questo modello estremamente veloce. Secondo i dati di targa rilasciati dalla società si raggiunge il 100% in solamente 55 minuti con il terminale completamente scarico. Le differenze con il g7 standard stanno poi quasi tutte nella fotocamera: qui abbiamo un modulo da 16 MP con stabilizzazione ottica (che a questo prezzo è una grande caratteristica), obiettivo f/1.7, abbinato ad una seconda fotocamera per le feature smart.

moto g7 e moto g7 Plus hanno inoltre un rivestimento idrorepellente, ma non dispongono di certificazione IP per la resistenza ad intrusioni di liquidi, mentre tutti i modelli vengono venduti con Android 9.0 Pie preinstallato e funzione di riconoscimento facciale per lo sblocco, ma non per i pagamenti o le funzioni sensibili del dispositivo. Abbiamo provato il modello moto g7 Plus, e di seguito vi raccontiamo le nostre impressioni e riportiamo i risultati dei nostri test di laboratorio.

Moto g7 Plus: design, software ed esperienza d’uso

moto g7 Plus viene fornito, come tutti gli altri modelli della famiglia, con una custodia protettiva in silicone già applicata di buona qualità. L’estetica dello smartphone viene compromessa solo in parte, visto che è trasparente, ma lo smartphone dà il meglio di sé quando è “nudo”: materiali e finiture sono del tutto paragonabili a quelli di un top di gamma, così come la qualità costruttiva e l’attenzione per i dettagli si attestano ad alti livelli. Il vetro posteriore ha comunque una spiccata tendenza a trattenere le impronte digitali ed è decisamente difficile mantenerlo pulito: dietro abbiamo la doppia fotocamera posteriore racchiusa in un modulo circolare che sporge in maniera evidente, mentre il sensore d’impronte racchiude la M di Motorola ed è installato poco più in basso.

Il vetro posteriore è inoltre curvo, caratteristica che migliora nettamente l’ergonomia, mentre sulla parte frontale la percezione è un po’ meno “premium” rispetto ai flagship del 2018 e del 2019. Le cornici intorno al display sono abbastanza marcate, e la notch superiore a U non è proprio aggraziatissima. Considerando il prezzo di listino di moto g7 Plus, però, possiamo dire che i sacrifici in termini di design ci stanno tutti.

Lato software Motorola moto g7 Plus si caratterizza per la presenza di Android 9 Pie con una personalizzazione minima da parte del produttore. Abbiamo la possibilità di personalizzare la resa cromatica del display e diverse feature aggiuntive che vengono contrassegnate nelle Impostazioni come “Esperienze e utilità Moto”:

  • Moto Actions: con queste funzionalità possiamo controllare il telefono con alcuni gesti, come ad esempio possiamo sbloccare lo smartphone semplicemente sollevandolo, o cambiare traccia in riproduzione con i tasti volume, o scattare uno screenshot con una gesture a tre dita, o usare il sensore d’impronte per spostarsi fra le schermate del telefono, e molto altro, come attivare la modalità Non disturbare capovolgendo il telefono.
  • Moto Display: questa funzione consente invece di visualizzare informazioni e notifiche anche a display acceso o spegnere lo schermo (o ridurre la luminosità) quando si sta guardando altrove.
  • Moto Voice: con questa funzione è invece possibile conoscere le informazioni di chi sta chiamando (ad esempio quando si è in auto), o conoscere il testo di un messaggio in arrivo attraverso la dettatura vocale, sia tramite speaker, sia tramite auricolare.

moto g7 Plus è un terminale fluido nel funzionamento, e può essere gestito non solo attraverso i canonici tasti on-screen di Android, ma anche via gesture nella barra inferiore del dispositivo. Premendo sulla “barretta” si torna alla Home, trascinandola verso sinistra si torna Indietro, verso destra si scorre fra le app aperte in background e verso sopra si accede alla lista delle app in background. Tenendo premuto, invece, si accede all’Assistente Google. Ci è piaciuto molto l’approccio con le gesture di Motorola, fra i migliori dell’intera categoria e fra i più intuitivi su Android. Per molti versi, inoltre, ci ricorda quello che forse vedremo con Android Q.

Prestazioni, display, autonomia: analisi tecnica

Il nuovo top di gamma della famiglia “g” è l’unico ad implementare il processore Qualcomm Snapdragon 636, un octa-core dotato di core Kryo 260 portati alla frequenza operativa di 1,8 GHz. Utilizza un’architettura a 64-bit, è stampato a 14-nm, e viene abbinato ad una GPU Adreno 509 anch’essa proprietaria di Qualcomm e ad un NPE (Neural Processing Engine) per l’elaborazione ottimizzata dei carichi relativi a machine learning e intelligenza artificiale. Queste funzioni possono essere sfruttate anche per l’ottimizzazione delle funzioni del dispositivo e per il risparmio energetico. Su moto g7 Plus viene offerto in congiunzione a 4 GB di RAM e 64 GB di storage espandibili via microSD. Le prestazioni sono abbastanza buone.

Di seguito riportiamo i benchmark che abbiamo eseguito con il terminale.

Nei nostri test del display abbiamo rilevato un valore piuttosto basso per quanto riguarda la luminosità massima, soprattutto se posto in relazione ad altri modelli della categoria. La luminanza massima registrata con i nostri strumenti è stata pari a circa 435 cd/m², valore che consente un utilizzo ottimale sotto la stragrande maggioranza delle circostanze. Sotto la luce del sole, però, fanno meglio altri dispositivi della concorrenza anche a parità di prezzo. È invece ottima la calibrazione del display, con un punto di bianco particolarmente fedele e una copertura completa del triangolo del gamut sRGB. Per il P3, ovviamente, bisogna spingersi su prodotti di un’altra categoria di mercato, ma il display di moto g7 Plus è comunque di buona qualità in relazione al prezzo di listino.

La batteria da 3.000 mAh consegna un’autonomia operativa piuttosto buona, con moto g7 Plus che è riuscito a insediarsi circa a metà classifica all’interno del nostro test. Come al solito la prova è stata eseguita impostando la luminosità del display ad un valore di 200 cd/m² e lanciando uno script che simula l’interazione umana con diverse pagine web. La batteria è stata portata a 0 in quasi 12 ore, un valore piuttosto buono e che – trasposto nell’uso di tutti i giorni – garantisce all’utente un uso continuato per circa un giorno e mezzo, prima di richiedere la consueta ricarica. Aiuta parecchio anche la ricarica rapida, che può essere ultimata in davvero pochissimo tempo.

Fotocamera

Fra le funzionalità Smart della fotocamera ne citiamo alcune, come la Smart Composition; la Auto Smile Capture fino a cinque soggetti, che consente di rilevare i sorrisi nell’inquadratura e scattare automaticamente la fotografia; la modalità Cinemagraph che mantiene la scena e cattura in video solo le parti in movimento; lo Zoom ad alta risoluzione; la modalità Portrait per ottenere uno sfondo sfocato (anche sui selfie); lo Spot Color, per identificare solo un soggetto con il colore, e tutto il resto viene realizzato in bianco e nero; e la modalità Hyperlapse.

Di seguito riportiamo le caratteristiche tecniche dei moduli integrati su moto g7 Plus.

Fotocamere posteriori

  • Standard
    • Sensore da 16 MP con pixel da 1.22µm
    • Autofocus a rilevamento di fase
    • Obiettivo con apertura f/1.7 OIS
  • Depth
    • Sensore da 5 MP
    • Obiettivo con apertura f/2.2
  • Video Ultra HD 4K @ 30 fps / Full HD @ 120 fps

Fotocamere anteriori

  • Standard
    • Sensore da 12 MP con pixel da 1.25µm
  • Video Ultra HD 4K @ 30 fps

Foto scattate con Motorola moto g7 Plus

Clicca sulle anteprime per vedere le foto originali


HDR


Selfie (Modalità Ritratto)

La fotocamera posteriore di moto g7 Plus offre grandi qualità, sia sotto la luce del sole, sia al buio grazie alla stabilizzazione ottica. Si tratta, quest’ultima, di un grosso valore aggiunto in questa fascia di prezzo, una caratteristica che solitamente veniamo confinata solo sui top di gamma. Nella nostro foto di prova possiamo assistere ad un leggerissimo effetto moiré (sulle tapparelle, ad esempio), ma il livello di dettaglio è comunque molto elevato. Anche in spazi interni la qualità delle foto è ottima, anche se quando la luce è davvero poca i limiti del sensore utilizzato si fanno sentire e aumenta il rumore su tutta la scena. La qualità rimane più che soddisfacente, ma i top di gamma fanno logicamente meglio. Sono particolarmente gradevoli anche i selfie, per un comparto fotografico decisamente solido in relazione al prezzo anche se non troppo versatile. Mancano zoom ottico o il modulo ultra-grandangolare, ma è anche vero che non a tutti servono soluzioni così articolate.

Considerazioni finali

Motorola moto g7 Plus è uno smartphone molto interessante nella sua fascia di prezzo, un dispositivo che offre un’esperienza d’uso solida e che può soddisfare qualsiasi tipologia di utente. Viene venduto con Android 9 Pie al primo avvio, poche personalizzazioni, qualche feature aggiuntiva – senza esagerare – e una piattaforma hardware che offre delle prestazioni valide in tutte le circostanze, e un’ottima efficienza energetica. Con una batteria da 3.000 mAh, infatti, moto g7 Plus offre una buona autonomia, come del resto attestato dai nostri test effettuati in laboratorio. Il tutto, inoltre, con un design curato e un’ottima attenzione per i dettagli.

Chiaramente non dispone di hardware da top di gamma: il display è buono per la stragrande maggioranza degli utenti, ma non dispone delle ultime tecnologie (niente HDR, niente copertura del gamut P3), le fotocamere realizzano scatti di buona qualità in relazione al prezzo, anche se mancano zoom ottico o modulo ultra-grandangolare. Al prezzo a cui viene proposto moto g7 Plus è certamente un ottimo acquisto, uno smartphone che probabilmente potrà avere una buona longevità soprattutto se non amate rincorrere ogni minima innovazione del settore e non vi interessa avere in tasca sempre e comunque l’ultimissima tecnologia sviluppata.

PRO

  • Buone prestazioni
  • Fotocamera OIS, buone fotografie
  • Autonomia di buon livello
  • Ottimi materiali
  • Rapporto qualità-prezzo

CONTRO

  • Display non luminosissimo
  • Il retro cattura le impronte
  • Notch fin troppo evidente