Ftse Mib: tenta il sorpasso dei 23.500 punti. STM a caccia dei massimi annui

Ftse Mib:dopo una breve fase laterale, il Ftse Mib ha rotto il 4 novembre in gap up il livello chiave dei 23.000 punti. Ora l’ostacolo che nelle ultime sedute sta contrastando l’ascesa dell’indice italiano è area 23.500 punti. Va segnalato che, visto la forza recente dimostrata dal Ftse Mib, non si può escludere che il ciclo trimestrale si sia allungato, spostando la fase correttiva.

Bper:il titolo dell’istituto di credito è rimbalzato sul supporto a 3,47 euro riuscendo a superare prima il livello statico dei 3,68 euro poi quota 4 euro. Movimento accompagnato da forte volatilità, volumi in rialzo e RSI che è entrato in forte ipercomprato. Dopo aver effettuato il pull back sui 4 euro, Bper è riuscito a toccare nuovi massimi annui a 4,387 euro.

Stm:il titolo del colosso italo-francese dei microchip prosegue il trend rialzista intrapreso agli inizi dell’anno. Stm è riuscito a superare anche il livello chiave dei 20 euro, mettendo così nel mirino i massimi del 2018 a 23 euro. Infranta anche la resistenza a 20,85 euro, il titolo sta attraversando una sorta di fase laterale in cerca di spunti operativi.

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Risale la propensione al risparmio ed il 54% opta per la previdenza

Gli italiani continuano a caratterizzarsi per l’alta propensione al risparmio ma non avendo eccessiva fiducia sul futuro e ancora meno nel grado di tutela offerto dal welfare istituzionale, sempre più ristretto a favore delle aziende medio e grandi, anche se non sono proprio esperti finanziari, sanno che il tempo dei grandi rendimenti dei titoli pubblici è ormai finito, non sanno come investire e se conviene investire. A ciò si unisce la naturale diffidenza verso i consulenti, dopo le esperienze dovute ai “consigli” forniti da alcune banche nel recente passato che li hanno letteralmente spogliati. Tuttavia, i risparmiatori italiani non possono evitare del tutto il ricorso ad esperti, anzi sono sempre più interessati ad una “consulenza a tutto tondo”: tendono infatti a coinvolgere i consulenti nella gestione non solo degli investimenti finanziari, ma di tutto il patrimonio familiare: dalla protezione del “capitale umano”, all’analisi della situazione previdenziale, alla valutazione degli immobili, alla pianificazione successoria.È quanto emerge dalla ricerca realizzata da SWG in collaborazione con CNP Partners, società del Gruppo CNP Assurances. Lo studio, realizzato con metodo misto (CATI/CAWI) si basa su un campione di 1000 persone, di età compresa fra i 35 e i 70 anni, sulle decisioni finanziarie delle famiglie.Dallo studio emergono diverse tipologie di risparmiatori, accomunati da un reddito familiare medio-alto.• I più “audaci” e attivi fra gli investitori, in maggioranza uomini, di età compresa fra i 55 e i 70 anni.Si tratta di investitori con un profilo di rischio più elevato, orientati prioritariamente verso investimenti che si apprezzino nel tempo (nel 42% dei casi), secondariamente verso la protezione il capitale (29%). Monitorano il loro portafoglio d’investimento con grande frequenza, in media 2,5 volte a settimana.Sono fra gli investitori più interessati ad una consulenza “a 360° gradi” da parte dei consulenti: nel 55% dei casi per la scelta delle coperture assicurative personali e per la famiglia, nel 54% per l’analisi della situazione previdenziale, nel 43% per l’analisi del patrimonio immobiliare e nel 38% dei casi per la pianificazione successoria.• I risparmiatori “ prudenti “, in maggioranza uomini di età compresa fra i 35 e i 44 anni.Si tratta di investitori più “conservativi”, che nel 61% dei casi puntano a proteggere il capitale, mentre nel 25% puntano ad incrementarlo nel tempo. Monitorano l’andamento dei loro investimenti 1,3 volte a settimana. È interessante notare che il 23% di loro segnala che le scelte di investimento sono influenzate anche dalla “comprensibilità” dei prodotti.• I risparmiatori “parsimoniosi“, in maggioranza donne con reddito da lavoro dipendente, di età compresa fra i 35 e i 54 anni.Per quanto riguarda gli obiettivi d’investimento, nel 56% dei casi sono interessati a proteggere il capitale, mentre il 33% punta ad una crescita di valore nel tempo. La comprensibilità dei prodotti è un tema sollevato dal 27% degli intervistati.Il 53% di questi risparmiatori è propenso alla scelta delle coperture a protezione del capitale umano, il 45% nell’analisi della situazione previdenziale e il 30% rispettivamente nella valutazione degli immobili di proprietà e della successione.• Gli “edonisti“, ovvero i più estranei al mondo degli investimenti finanziari, sono in maggioranza uomini, di età compresa fra i 55 e i 64 anni, che vivono nel 67% dei casi una situazione economica poco soddisfacente.. La complessità dei prodotti finanziari è per loro un tema di particolare rilevanza, evidenziato da circa il 30% degli intervistati.La scelta di coperture assicurative in linea con i loro bisogni è del 58%, della situazione previdenziale è del 54%..Il piccolo risparmiatore – lavoratore dipendente guarda con interesse al risparmio di lungo periodo, secondo il motto chi va piano va sano e lontano e privilegia la previdenza complementare perché rispetto ad esempio ai Buoni postali, può dare dei rendimenti più alti e, trasformato il capitale in rendita vitalizia, la vecchiaia può avere meno incognite. Questa necessità è amplificata dal fatto che vivendo sempre più senza il supporto della famiglia, basti pensare all’aumento esponenziale dei single, il bastone della vecchiaia uno deve costruirselo da solo.Alla riacquistata capacità di risparmio, i consumi hanno registrato un’inversione di tendenza in positivo, nonostante il convincimento di molti specialisti del settore che una nuova crisi potrebbe essere dietro l’angolo. La nuova capacità di risparmio non si traduce in investimenti, gli italiani preferiscono mettere il contante sotto la mattonella o nei conti correnti che registrano infatti un aumento del 4%. E’ questo il risultato dell’indagine commissionata ad Ipsos dall’Acri, l’associazione delle fondazioni di origine bancaria della novantacinquesima giornata del risparmio, celebrata a Roma il 31 ottobre 2019 alla presenza del governatore delle Banca d’Italia e del ministro per l’Economia.Il 35% pensa che non esiste un investimento ideale, anzi l’ìdeale è non investire e spendere i soldi.In sintesi• Gli italiani vivono la contraddizione di un Paese non ancora del tutto uscito dalla crisi precedente (83%) e avvertono il rischio di una nuova crisi (39%).

• Si percepiscono le contraddizioni legate alla disuguaglianza, alle quali si affianca un’emergenza climatica (per il 59% le due emergenze hanno un uguale importanza).

• L’Europa di oggi delude (51% non ha fiducia), ma appena si riflette sul futuro si ha la consapevolezza che sarebbe un grave errore uscire dall’Unione Europea (73%) e che l’Euro sarà sempre più vantaggioso col passare degli anni (60%).

• Per molti italiani la situazione personale è soddisfacente (59%), e vivono con buona o maggiore tranquillità (47%). Migliora la capacità di risparmio (il 42% delle famiglie riesce a risparmiare) cui si affianca una maggiore rilassatezza nei consumi (in aumento semi-durevoli, da -3 a +10 % famiglie che variano i consumi, e si attenua la riduzione per la cura di sé, da 14 a -6 ed il fuori casa, da -30 a -21). L’incremento maggiore si ha per telefonia e internet.

• Non perde vigore la predilezione degli italiani per la liquidità (63%), sia per indole, sia per trovarsi più preparati in un contesto incerto; nella gestione del risparmio, emerge il desiderio di impatto sociale e ambientale positivo delle proprie scelte di risparmio (22%). Le stime parlano di 150 miliardi di euro, il 10% dell’ intero Pil, un’ enorme liquidità» che alimenta l’ economia sommersa che rafforza l’idea di norme per l’ uso della moneta elettronica.

Secondo l’Abi siamo agli ultimi posti in Europa, seguiti solo da Bulgaria, Grecia e Romania anche se c’è un costante aumento dei pagamenti elettronici in conseguenza dell’homebanking e dell’ e-commerce.

• Cresce infine la consapevolezza degli italiani rispetto ai temi della sostenibilità (71% ne ha sentito parlare), e di conseguenza la loro preoccupazione, che determina una volontà di agire in prima persona sia come consumatore (52% più attento nei consumi), sia come risparmiatore (36% più attento negli investimenti). La sostenibilità sembra diventare quasi un prerequisito, piuttosto che un elemento di differenziazione, che in futuro non potrà non essere soddisfatto.Circa la previdenza complementare, il risparmio previdenziale, alla fine di settembre 2019, dati Covip, le risorse in gestione complessivamente destinate alle prestazioni ammontano a 180 miliardi di euro, di questa massa di risorse meno del 10% è investito nell’economia domestica.

Camillo Linguella

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Sondaggio di Ron Paul: vince il Bitcoin

https://twitter.com/RonPaul/status/1191384535755317249

Nei giorni scorsi l’ex parlamentare americano Ron Paul, ha lanciato su twitter un sondaggio molto molto particolare. Ha chiesto ai suoi follower, che sono circa mezzo milione, come vorrebbero riscuotere un ipotetico regalo del valore pari a 10.000 dollari, ma non subito, tra 10 anni. Il risultato è sorprendente. Su 77.000 risposte, una larga maggioranza ha scelto bitcoin.

Chi è Ron Paul

Se dovessi scrivere una lista con delle persone più contrarie al potere dei governi e delle banche centrali, in cima alla lista metterei Ron Paul.

Ron Paul, texano, 84 anni, è un ex parlamentare del partito Repubblicano molto rispettato ed apprezzato nonostante le sue posizioni molto intransigenti in materia di libertà dei cittadini. E’ ancora molto attivo nel promuovere le sue idee, manifestando in tutte le occasioni la sua contrarietà ai governi interventisti ed alle politiche monetarie. Opinioni che potete trovare nei suoi libri o in tante interviste che ha rilasciato anche di recente.

Il sondaggio

Il sondaggio di cui parliamo, lanciato il 4 novembre, in realtà non è nuovo; era stato già proposto lo scorso anno, con una partecipazione ancora più fitta (circa 95.000 votanti), ma quello che sorprende sono le percentuali in chiaro aumento a favore di bitcoin, .Come si può vedere infatti, oggi il 59% dei votanti preferisce bitcoin (lo scorso anno erano il 50%), mentre l’oro cala al 32% (lo scorso anno era al 37%).

Ancora più evidente la sfiducia dei votanti nel dollaro o nei titoli di stato americani, che complessivamente si fermano al 9% (lo scorso anno erano il 13%).Certo stiamo parlando di un ritorno al lungo termine e non di trading giornaliero.

A wealthy person gifts you $10,000. You get to choose in which form you’ll accept the gift.

But there’s a catch: You must keep the gift in the form that you choose for 10 years without touching it.

In which form would you accept the gift?

— Ron Paul (@RonPaul) November 4, 2019

Alcune considerazioni

Non possiamo sapere se questo sondaggio sia stato ideato dallo stesso Ron Paul o dai suoi collaboratori, ma questo aspetto è ininfluente. Di certo è stato proposto ad un pubblico molto vasto e non solamente ad “addetti ai lavori” (operatori finanziari, supporter delle criptovalute, ecc).Naturalmente bisogna osservare che nel il grande numero di follower che il politico americano ha su twitter, circa 647.000, è probabile che una larga maggioranza sia di idee liberali, e quindi non veda di buon occhio banconote o titoli del governo.Con questo intendo dire che il voto favorevole a bitcoin si potrebbe anche interpretare come un modo di protestare contro il governo e non una reale consapevolezza sulla tecnologia sottostante le criptovalute.

Bitcoin nei media e nella politica

Dal punto di vista mediatico, comunque, è un sondaggio che ha il suo peso. Del resto negli Stati Uniti la materia “criptovalute” è molto dibattuta ed i mass-media ne parlano con disinvoltura, in primo luogo quelli finanziari.

La CNBC ha persino un canale dedicato a Bitcoin, con video, interviste e speciali.

In Italia invece la materia sembra ancora un tabù e si continuano ad organizzare convegni per parlare di blockchain, molti delle quali fatti da persone che non hanno nemmeno capito di cosa si tratta.

Qui in Italia siamo ancora alla religione del Cargo Cult (come ho scritto recentemente Qui), cioè la consapevolezza sulle potenzialità e soprattutto sulla consistenza di questi strumenti, è ancora lontana dall’essere compresa.

Comunque sta arrivando una pietra miliare della materia: il libro “The Bitcoin Standard” dell’economista naturalizzato americano Saifedean Ammous è stato tradotto in italiano e sarà presto disponibile in forma cartacea (link qui) e forse per il 2020 arriverà anche in formato elettronico.

Spero costituisca un mezzo, per tante persone, per comprendere come bitcoin ci stia accompagnando ad una visione nuova dell’economia ma anche della politica.

Politica che, guardando le notizie che arrivano da tutto il mondo, Italia compresa, sembra essere arrivata al capolinea.

Link Utili

Analisi Tecnica, Bitcoin, Ron Paui e news dalla Cina di Cristian Palusci

Il sondaggio del 4 Novembre 2019 lanciato da Ron Paul

Il sondaggio del Novembre 2018 su CoinTelegraph

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Sondaggio di Ron Paul: vince il Bitcoin, 9.0 out of 10 based on 2 ratings Author: Finanza.com

President Xi Reiterates Combat-Readiness, Says Army Needs to Be “Powerful As Tigers”

Chinese President Xi Jinping recognizes that the so-called trade war between the US has very little to do with trade; it has more to do with the US attempting to squash China as a rising power.

PLA Dailyreported on Monday that President Xi told a Central Military Committee (CMC) conference on the People’s Liberation Army’s (PLA) armed forces that it must be combat-ready and adjust to a world of rising volatility.

“The grass-roots level of the military is experiencing new conditions and changes in its mission, construction, daily operation, unit structure, personnel composition, and social environment,” President Xi, the CMC’s chairman, said.

President Xi said all PLA ranks must be ready for combat, even lower-ranked units.

“Our commanders and soldiers should be courageous, and our troops should be powerful as tigers,” he added.

In the last five years, President Xi has led a massive military modernization effort across the PLA. He has guaranteed the immediate deployment of new military weapons, like fifth-generation fighters, modern warships, laser weapons, railguns, stealth drones, and hypersonic missiles.

He said the modernization effort has led to increased combat-readiness and a strengthened military.

President Xi had previously said China was “confronted with unpredictable international developments and a complicated and sensitive external environment” and said PLA forces are ready to answer the call to fight at any given moment.

China’s increased combat-readiness is mostly due to the US attempting to prevent it from being a major superpower.

By 2025-2030, China’s economic, industrial, technological, and military achievements are likely to displace the US as a global superpower.

China’s defense budget, the second largest in the world, could outpace the US by 2030.

China is modernizing its military and preparing for a fight against the US.

Both China and the US have fallen into Thucydides Trap, one where the rising power (China), challenges the status quo power (the US), usually results in a shooting war.

Author: zerohedge.com