La rendita complementare

Author: clinguella@finanza Finanza.com Blog Network Posts

La pensione derivante dall’iscrizione ad una forma di previdenza complementare, si chiama rendita. Essa tende a restare uno degli argomenti più residuali nell’intero sistema del secondo pilastro pensionistico. L’attenzione è tutta concentrata sull’adesione, sui rendimenti e poco si parla di quella che è lo scopo finale di tutta la questione.
Dal momento del pensionamento e per tutta la durata della vita dell´aderente, gli verrà erogata una pensione complementare (rendita), cioè sarà pagata periodicamente una somma calcolata in base al capitale che l´aderente avrà accumulato e alla sua età a quel momento.
Ciascuna rendita può essere erogata in rate posticipate mensili, bimestrali, trimestrali, quadrimestrali, semestrali o annuali, a scelta dell’assicurato. In sintesi, quanto maggiori saranno il capitale accumulato e/o l´età al pensionamento, tanto maggiore sarà l´importo della rendita.
L´iscritto può scegliere di percepire la prestazione pensionistica:
– Interamente in rendita, mediante l´erogazione della pensione complementare
– Parte in capitale (fino ad un massimo del 50% della posizione maturata) e parte in rendita.
Nel caso in cui, convertendo in rendita almeno il 70% della posizione individuale maturata, l´importo della pensione complementare sia inferiore alla metà dell´assegno sociale INPS (per il 2018 pari a Euro 453,00,l´iscritto può scegliere di ricevere l´intera prestazione in capitale. Esempio se un dipendente ha accumulato una posizione individuale di supponiamo 100.000 €, decide di riscuotere il 50% in capitale, pari a 50.000€, sui 50.000 euro restanti si calcola la rendita, se essa è inferiore a 226.50 euro, metà dell’assegno sociale, allora riscuoterà se vuole i centomila euro in unica soluzione.
Per i pubblici dipendenti se la rendita ricavabile dal montante maturato è inferiore al 50% dell’assegno sociale, allora si può chiedere tutta la prestazione in capitale.
Ai fini della determinazione dell´anzianità di iscrizione necessaria per ottenere le prestazioni, sono considerati utili tutti i periodi di partecipazione alle forme pensionistiche complementari maturati dall´aderente senza che lo stesso abbia esercitato il riscatto.
Le rendite sono molteplici, le tipologie più ordinarie sono:
1. Vitalizia immediata rivalutabile.
Tale rendita è adatta per chi desidera avere l’importo più elevato a partire dalla somma trasformata in rendita, senza alcun tipo di protezione per i superstiti.
2. Reversibile
All’atto della scelta della rendita si deve indicare il beneficiario designato che non può essere cambiato dopo l’avvio dell’erogazione della prestazione.
3. Certa per X anni
Rendita vitalizia immediata certa per 5 o 10 anni rivalutabile. Tale rendita è adatta per chi desidera proteggere i superstiti per un periodo determinato periodo di tempo. Il beneficiario designato può essere modificato anche dopo l’inizio dell’erogazione della prestazione.
4. Controassicurata
Rendita vitalizia immediata controassicurata rivalutabile. Tale rendita è adatta per chi desidera proteggere, in modo tale da garantire che possano ricevere la parte residua di capitale che non è stato ricevuto sotto forma di rendita. Il beneficiario designato può essere modificato anche dopo l’inizio dell’erogazione della prestazione.
5. Vitalizia LTC (Long term care)
Rendita vitalizia immediata con maggiorazione in caso di perdita di autosufficienza, rivalutabile.

I fattori che influenzano l’ammontare della rendita vitalizia sono:
– Diversità di genere, uomo/donna. Un uomo prende più di una donna perchè ha una minore aspettativa di vita,
– Maggiore o minore età anagrafica. Ad età maggiore corrisponde una rendita maggiore,
– Caricamento. Maggiore costi gestionali diminuiscono la rendita,
– tavola deomografica, a maggiore aspettativa di vita corrisponde una rendita inferiore.

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Il rischio Italia? Moneyfarm avverte: “diversificare il più possibile” gli investimenti

Author: redazione [email protected] Finanza.com Blog Network Posts

La diversificazione è il mantra quando si parla di investimenti. E diventa più che mai importante in un momento di incertezza, come quella che sta vivendo l’Italia che è alle prese con la formazione del nuovo governo targato Movimento 5 Stelle e Lega. In questo scenario la raccomandazione che arriva da Richard Flax, chief investment officer di Moneyfarm, è quella di cercare di diversificare il più possibile i propri investimenti, non legando anche il proprio risparmio alla sorte delle vicende italiane.

Perché esiste il rischio Italia?

Accendendo la tv, leggendo i giornali o le ultime notizie in Rete nelle ultime settimane si parla sempre più spesso di rischio Italia. Ma cosa significa e perché è importante per gli investitori? “Non si può fare a meno di notare che il differenziale con i bund tedeschi è rimasto costantemente, negli ultimi anni, il più alto dell’area Eurozona (a parte quello greco)”, ricorda Moneyfarm nella sua analisi “Governo italiano e scenari di mercato“, sottolineando che “in termini di valutazione del rischio sovrano, quando e si è parte di un sistema interconnesso, come è il caso dell’Italia nei confronti dell’Unione Europea, trovarsi nella posizione di essere percepiti come la componente più problematica del gruppo di riferimento non è mai positivo“.

“Questo perché automaticamente si diventa l’elemento più esposto in caso di crisi esogene e si è sottoposti a un livello di attenzione superiore – argomenta la società di consulenza -. L’Italia si trova al momento in questa scomoda posizione. Ora che si avvicina la fine del Quantitative Easing, ciò che tutti guarderanno è il livello di disciplina fiscale che il governo saprà garantire e i rapporti con l’Unione Europea“.

“Quelle dei mercati non sono valutazioni di tipo politico – sottolineano da Moneyfarm -. Gli operatori di mercato hanno interesse a valutare e scambiare gli asset finanziari, valutandone correttamente i rischi.  Qualsiasi agenda politica, per quanto meritoria nei suoi intenti, deve porsi il problema delle risorse: se legittimamente si sceglie di adottare il debito come strada per attuare il proprio programma, bisogna allora tenere in grande considerazione la percezione di coloro a cui si intende chiedere i soldi a prestito. Questo vuol dire che la percezione dei creditori sia necessariamente corretta e accurata? No, anzi spesso è piuttosto approssimativa, ma ciò non vuol dire che sia irrilevante e che sia saggio ignorarla”.

Un programma ambizioso e salato

Moneyfarm sottolinea che il programma di M5S e Lega, chiuso ufficialmente venerdì scorso, prevede un gran numero di misure fiscali che si preannunciano piuttosto costose. Tra le più rilevanti la flat tax con creazione di due aliquote Irpef per lavoratori e imprese (15% e 21%), questa misura dovrebbe accompagnarsi all’eliminazione delle varie detrazioni fiscali. Il reddito di cittadinanza per sostenere i cittadini in condizione di povertà, limitato a due anni a cui si dovrebbe accompagnare il rafforzamento dei centri dell’impiego. Lo scardinamento delle clausole di salvaguardia (12,5 miliardi per quest’anno) e il superamento della legge Fornero sulle pensioni. A queste misure si accompagnerebbe l’eliminazione delle accise benzina anacronistiche, il rimpatrio dei migranti tramite aereo, l’assunzione di nuove forze dell’ordine, investimenti pubblici per 6 miliardi, la riforma del jobs act, investimenti alle famiglie.

Alla fine queste misure fanno lievitare e non di poco il conto. Moneyfarm cita i conti fatti dall’osservatorio sui Conti Pubblici Italiani presso l’Università Cattolica di Carlo Cottarelli che stima una spesa a regime dai 105 ai 125 miliardi, intorno al 5% del Pil ogni anno (a cui dovrebbe essere aggiunta la spesa di rimpatrio dei migranti). “Anche considerando solo le misure più care ai partiti (flat tax, reddito di cittadinanza, legge Fornero e clausole Iva) la spesa prevista si aggira intorno ai 90 miliardi – sottolinea Richard Flax -. Al contrario le coperture indicate nel programma (come il taglio dei costi della politica e delle pensioni d’oro, oltre all’abolizione delle misure che i nuovi provvedimenti dovrebbero sostituire (le detrazioni “aggredibili” ammontano a 26 miliardi di euro), ammonta venti e i trenta miliardi. Visto che il programma non specifica delle tempistiche sicure, si presume che si opterà per una sua attuazione graduale e selettiva. Certamente la crescita del Pil potrebbe alleggerire l’effetto di queste misure sui conti pubblici. Tuttavia queste misure, così come sono state presentate, non sembrano compatibili con la traiettoria di controllo e di riduzione del debito”.

Da Moneyfarm concludono dicendo che “i mercati non sono di certo infallibili e possono sbagliare nei propri giudizi in un senso o nell’altro. Ciò che consigliamo agli investitori, è di cercare di diversificare il più possibile i propri investimenti, non legando anche il proprio risparmio alla sorte delle vicende italiane”. Non è una questione di pessimismo o scarsa fiducia, spiega la società, si tratta di adottare logica e buon senso considerato che la maggior parte degli italiani è già esposta alle vicende del Paese con il proprio lavoro e i propri beni immobiliari.

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Contro il reddito di cittadinanza. Contro la condanna al parassitismo

Author: Gianluca Campo Rete MMT

Uno strumento che non elimina la povertà, ma la “spalma” rendendola più socialmente accettabile

Un reddito di cittadinanza non risolve la criticità della discriminazione nell’accesso al mondo produttivo e lascerebbe i percettori di tale reddito esclusi dal sistema sociale universalmente e storicamente caratterizzante l’Umanità, fondato sul lavoro, in cui le persone costruiscono quotidianamente presente e futuro con i propri sforzi. Nell’ambito dell’economia reale è possibile distribuire solo ciò che è stato prima prodotto ed il lavoro è elemento necessario alla produzione. Dare accesso in modo indiscriminato al prodotto del lavoro, senza che nuova forza lavoro venga attivata per la creazione di nuovo valore economico, non farebbe altro che peggiorare ulteriormente la condizione di chi lavora.

Con l’implementazione di un reddito universale incondizionato, i lavoratori sarebbero in grado di accedere ad una porzione ancor più piccola del valore economico risultante dalla loro attività. Il reddito incondizionato universale, od altre soluzioni che ne condividono lo scollamento con la dimensione produttiva, costituirebbe un ulteriore prelievo dei risultati dell’attività produttiva dei lavoratori, aggiuntivo rispetto a quello già realizzato dal capitale. Ciò comporterebbe, non solo una redistribuzione della ricchezza reale a danno dei lavoratori, ma anche una riduzione del reddito reale complessivo (per via del deperimento della forza lavoro conseguente alla sua non completa attivazione, oltre che alla plausibile riduzione della forza lavoro stessa).

Certamente è auspicabile che vi siano forme di protezione per chi si trova in condizione di non poter lavorare o per i soggetti che è nell’interesse pubblico non far lavorare – come ad esempio gli studenti – ma nel resto dei casi è nell’interesse pubblico porre l’inclusione nel processo produttivo come base della fonte di reddito, evitando di costringere in una condizione di forzato parassitismo sociale ampie fette della forza lavoro.

Il reddito di cittadinanza parte dall’accettazione del problema della disoccupazione, non dalla sua risoluzione. Ma eliminare la disoccupazione vorrebbe dire aumentare il deficit pubblico (diminuendo le tasse – per esempio eliminando l’IVA – ed aumentando la spesa pubblica). La disoccupazione si elimina aumentando la spesa nell’economia fino a che questa raggiunge il limite della sua capacità produttiva, appunto la piena occupazione, situazione in cui nessuno è obbligato a rimanere disoccupato a causa dei vincoli monetari posti alla spesa complessiva nell’economia. Ciò è in antitesi con il dna dell’UE ed è più facile quindi parlare di reddito di cittadinanza. Più facile non dare a tutti l’accesso ad un vero lavoro dignitoso.

Articolo pubblicato sul numero di marzo della rivista Bergamo Economia.

Analisi Euro Dollaro Martedì 22 Maggio 2018 + Indicatori Ciclici

Author: Il Respiro del Grafico Finanza.com Blog Network Posts



DISCLAIMER : Qualsiasi informazione, notizia, nozione, previsione, valore, prezzo o tecnica espressi all’interno del presente articolo sono semplici pareri personali dell’autore, con esclusiva finalità educativa e didattica, il suo contenuto non costituisce alcuna forma di consulenza o “raccomandazione di investimento” o “incentivo all’investimento” né in forma esplicita che implicita. Nulla di quanto riportato ha lo scopo di prestare consigli operativi personalizzati, di acquisto e/o vendita, nè raccomandazioni personalizzate riguardo una o più operazioni relative ad un determinato strumento finanziario. Nessuna opinione espressa riguardante investimenti o strategie di investimento può pertanto considerarsi adeguata alle caratteristiche di una specifica persona in merito alla sua conoscenza ed esperienza del trading online ed alla sua situazione finanziaria. L’autore del presente articolo avvisa che quanto scritto o previsto è un semplice punto di vista personale e non deve assolutamente essere considerato attendibile o adatto per possibili guadagni futuri.  Chiunque utilizzi queste informazioni per scopi diversi da quelli didattici lo fa esclusivamente di propria iniziativa e sotto la propria esclusiva responsabilità.




VIEW PERSONALE
Come previsto negli scorsi report, l’area delle medie mobili mensili a 1,1685/1,1720, ha fatto da supporto a 1,17166, complice la trend line di Sperandeo, ora ridisegnata correttamente (in blue).
Ho ridisegnato anche il canale dei cicli Biennali che ora dovrebbe avere assunto la direzione corretta (in rosso).

CICLO MENSILE
L’ultimo ciclo mensile del Semestrale scorso, dovrebbe essere terminato ieri 21 Maggio 2018, con un quarto Weekly decisamente lungo di 12 giorni solari.
Però ora sembrerebbe tornare tutto.

FIGURE DI INVERSIONE DAILY, TRE GIORNI E WEEKLY, MENSILE
Quello a cui dovremmo assistere nei prossimi giorni e nella prossima settimana, perché ci fosse un’inversione del trend, ma in caso negativo solo un rimbalzo tecnico, sarebbero le figure di inversione per i vari cicli a partire da quella avvenuta al minimo di ieri, passando da quella Daily, avvenuta oggi, a quella a Tre Giorni in formazione proprio ora che scrivo, ma da confermare domani, e a quella Weekly che verificheremmo a fine Weekly appunto.
Tutti i massimi di questi cicli infatti, dovrebbero essere superati dai cicli temporalmente equivalenti a quelli del Weekly scorso, ma appartenenti al Weekly nuovo partito ieri lunedì 21 Maggio.
Per l’inversione del Mensile dovremmo attendere la fine del Mensile appunto.

MEDIE MOBILI WEEKLY
Le medie mobili Weekly moduleranno l’ampiezza dei prossimi cicli, ma più correttamente lo faranno le medie mobili cicliche, decisamente più corrette di quelle convenzionali rappresentate sul grafico.



INDICATORI CICLICI ore 12:43
Come vediamo dagli indicatori troviamo:
1) Daily, Tre Giorni, Weekly long;
2) Mensile che sta cercando il suo minimo con target attuale a 1,1849;
3) Trimestrale e Annuale ancora short con target a 1,1986 attualmente.




ABBONAMENTO GIORNALIERO VIEW SULL’EURODOLLARO

Per informazioni o abbonamento:
Ing. Francesco Filippi 349 466 18 24
[email protected]

TEORIA NELL’ABBONAMENTO
Come anticipato più volte preferisco non dare segnali ma fare formazione. Ed è per questo che nell’abbonamento scrivo parti sostanziali di teoria operativa in modo che i miei report possano facilmente essere interpretati da tutti coloro che vogliono imparare sia la Teoria dei Cicli, sia tutta quell’Analisi Tecnica legata ai cicli.



PERCORSO TECNICO CICLICO PREDITTIVO, ANALISI VISIVA DEL BATTLEPLAN E UTILIZZO DEGLI INDICATORI CICLICI

Per informazioni e iscrizioni:
Ing. Francesco Filippi 349 466 18 24
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Setup e Angoli di Gann: FTSE MIB INDEX 23 Maggio 2018

Author: gianca60 Finanza.com Blog Network Posts

Setup e Angoli di Gann
FTSE MIB INDEX

Setup Annuale:
ultimi:
2016/2017 (range 15017/23133 ) ) [ uscita rialzista ]
prossimo 2019/2020

Setup Mensile:
ultimo Marzo /Aprile (range 21460 / 24074 ) [ uscita rialzista ]
prossimi Maggio

Setup Settimanale:
ultimi: 14/18 Maggio ( range 23384/24360 ) [ uscita ribassista ]
prossimi 21/25 Maggio

Setup Giornaliero
ultimo : 18/21 Maggio (range 22951/23921 ) [ in attesa ]
prossimi 23,25

FTSEMIB Angoli Annuali 2018 18440, 19900, 21840,24580, 27300
ALLSHARE Angoli Annuali 2018 19490, 20640, 22550, 25630, 27140, 28830,
COMIT Angoli Annuali 2018 1076, 1151, 1187, 1367, 1445, 1460,1606,

Angoli Mensili Maggio 21250, 22200, 23080, 25250
Angoli Settimanali: 22350, 22870, 23760,24280
Angoli Giornalieri 22770, 23008, 23103,23207, 23463, 23592

I commenti giornalieri sull’articolo riguardante i Setup e gli Angoli di Gann saranno sempre disabilitati e continuerano sempre sull’articolo unico settimanale

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