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Setup e Angoli di Gann: FTSE MIB INDEX 1 Febbraio 2023

Author: Finanza.com Blog

FTSE MIB INDEX
Setup e Angoli di Gann

Setup Annuale:
ultimi: 2022 (range 20183 /28212 ) [ in attesa ]
prossimo 2023

Setup Mensile:
ultimo Dicembre
(range ind. 23353/ 24899 , Fut 23335 / 24910 ) [ uscita rialzista ]
prossimi Marzo,Aprile

Setup Settimanale:
ultimi 23-27 Gennaio ( range 25618 / 25473 , Fut 25695 / 26605 ) [ uscita rialzista ]
prossimi 6-10 febb,27 febb-3marzo

Setup Giornaliero
ultimo : 30 Gennaio ( range 26274 / 26438 , Fut 26350 / 26515 ) [ barra outside ]
prossimi 2 ,6 Febbraio

FTSE MIB Ang. Annuali 2023 : 20190, 22000, 23540, 27520, 27780,31740
ALLSHAREAng. Annuali 2023 : 22020,23470, 24610, 28690,31750,32750

FTSEMIB Ang. Trim. Gennaio-Marzo 2023 : 21510, 23020, 26330,27790,

FTSEMIB Ang. Mens. Febbraio 24190, 24760,25230, 26430, 28530
ALLSHARE Ang. Mens. Febbraio 24460,26784, 27480, 27980, 29600

FTSEMIB Ang. Settimanali: 24180, 25990, 26210,26760,28270

FTSEMIB Ang. Giornalieri 26236, 26384,26568,26718,26794

ind giorn

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Economia

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ASPETTANDO LO TSUNAMI IMMOBILIARE!

Author: Finanza.com Blog

UBS: SI PREPARA UNO TSUNAMI SU MERCATO DEI BOND

Certo, questa volta potrebbe essere diverso, in fondo ci pensa la Fed a comprare tutta la spazzatura ABS immobiliare in circolazione, loro lo sanno, se non lo fanno collassa tutto.

Come previsto, continua la discesa dei prezzi delle abitazioni in America!

Siamo solo all’inizio, probabilmente in questi mesi i dati del mercato immobiliare registreranno un rimbalzo, vista la caduta dei tassi ipotecari dai massimi estivi…

Case-Shiller: National House Price Index “Continued to Decline” to 7.7% year-over-year increase in November https://t.co/w6a6XPA8Qk pic.twitter.com/ahpGH96DcH

— Bill McBride (@calculatedrisk) January 31, 2023

La caduta è univoca in tutte le grandi città, con differente intensità. Ripeto, siamo solo all’inizio, la Banca centrale americana dovrà sostenere il mercato.

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Non abbiamo ancora visto nulla, città come Miami, dopo un picco di crescita di quasi il 34% ora si trova ancora in crescita del 18,5 %. Una città con i prezzi in calo a livello annuale è San Francisco.

Come più volte sottolineato, non c’è alcun fenomeno subprime generalizzato oggi, la Fed continua ad acquistare titoli con sottostante mutui immobiliari, ma un’economia senza il propulsore immobiliare è un’economia che resterà stagnante per molti anni ancora.

Le garanzie ipotecarie crolleranno? Nessun problema, oggi le banche sanno come nascondere i problemi, i bilanci in fondo sono pura fantasia.

Il contributo combinato del mercato immobiliare al pil è generalmente in media del 15-18% e si verifica in due modi fondamentali:

  • Investimenti residenziali (in media circa il 3-5% del PIL), che includono la costruzione di nuove strutture unifamiliari e plurifamiliari, la ristrutturazione residenziale, la produzione di case prefabbricate e le commissioni degli intermediari.
  • Spesa per consumi per servizi abitativi (in media circa il 12-13% del PIL), che comprende gli affitti lordi e le utenze pagate dagli affittuari, nonché gli affitti imputati ai proprietari e i pagamenti delle utenze.

Una fetta davvero importante, soprattutto se si pensa che ha sottratto altre 1,3 punti nell’ultimo trimestre.

The 30-year US mortgage rate has moved from 7.08% to 6.13% over the last 11 weeks, the largest 11-week decline (-95 bps) in rates since January 2009. pic.twitter.com/tSxePBy6US

— Charlie Bilello (@charliebilello) January 26, 2023

Con questi tassi nessuna possibilità di ripresa, il consumatore americano è in trappola, redditi reali negativi, risparmio zero, debito alle stelle, lavoro a part-time, ma soprattutto, affitti alle stelle, che nonostante i prezzi sono più convenienti che acquistare casa in una bolla.

Basta davvero poco, forse nulla perchè l’immenso castello di sabbia crolli.

Oggi è il giorno della Fed, tutto è già scontato, ma è sempre bello osservare il lavoro degli psicopatici a Wall Street, il denaro non sta mai fermo, il denaro non muore mai.

Fed deliberations over how much more to raise rates will hinge on how much they expect the economy to slow.

I.E. how long are the policy lags?

“We’re in a different world… The last several cycles haven’t had pandemics and land wars in Europe in them.” https://t.co/Sfp81wY87L

— Nick Timiraos (@NickTimiraos) January 30, 2023

La domanda che si pone Timiraos, una fonte molto seguita della politica monetaria della banca centrale americana è quanto tempo serve all’economia per rendersi conto del folle ritmo dei rialzi della Fed, quanto l’economia ha già scontato questi rialzi.

But there’s disagreement over how long it takes for that to influence the real economy.

Siamo in un mondo nuovo tra pandemie e guerre, secondo Waller un membro della Federal Reserve, ci vogliono 9/12 mesi per vedere gli effetti sull’economia.

Se ciò fosse vero, il bello deve ancora iniziare, abbiamo scontato forse i primi 0,50 punti di rialzo, c’è da scontare ancora 3 punti e oltre.

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Comparing the Speed of U.S. Interest Rate Hikes (1988-2022)

Lo so, non ci sarà alcuna recessione, lo scrivono tutti, ve lo raccontano tutti, credetemi ci sarà da divertirsi.

Cosa succederà stasera? Nulla, zero, su e giù, in fondo è un gioco.

Ci vediamo domani e grazie di cuore per tutti gli attestati di stima e le Vostre gratificazioni per l’uscita del nostro OUTLOOK 2023. Ad maiora semper!

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E’ uscito il nuovo Machiavelli, OUTLOOK 2023 intitolato “The final cut” per tutti coloro che hanno contribuito o vorranno contribuire al nostro viaggio, con costanza o generosità.

I manoscritti da inizio anno sono stati una bussola perfetta dopo un periodo di crisi, ma come sempre la verità è figlia del tempo.

Ribadisco per l’ennesima volta che se ci sono problemi di ricezione, firewall, spam, comunicazione tra i diversi provider dovuti a invii multipli,  basta inviare una mail e il nostro STAFF che provvederà a risolvere il problema.

Grazie a chi vorrà contribuire liberamente al nostro viaggio!

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A questo indirizzo il nostro PUNTOSELLA aggiornerà nei commenti la sua personale rubrica mensile…

ANGOLO CINEMATICA PUNTOSELLA

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SEMPLICEMENTE GRAZIE!

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Economia Tecnologia

Autonomia differenziata, in cosa consiste il progetto del ministro Calderoli

Author: Wired

Il disegno di legge, fortemente sostenuto dal presidente leghista del Veneto Luca Zaia, è stato anche definito dal Fatto Quotidiano come la secessione dei ricchi, perché potrebbe assicurare molti più finanziamenti alle regioni del Nord, che già dispongono di maggiori risorse rispetto a quelle del Sud.

Una donna con in mano un blister di pillole contraccettiveIl Lazio e le altre regioni in cui la pillola anticoncezionale è gratuita

Da febbraio il contraccettivo ormonale sarà disponibile gratuitamente nei consultori del Lazio. La regione però non è l’unica – né la prima – ad aver introdotto questa norma 

I livelli essenziali di prestazione

Uno dei punti più contestati della proposta, infatti, è quello relativo al finanziamento dei livelli essenziali di prestazione che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale, conosciuti come Lep, che in base alla Costituzione tutelano i “diritti civili e sociali” di cittadine e cittadini. L’entità di questi finanziamenti andrebbe stabilita prima delle richieste di autonomia, in modo tale da avere chiaro di quante risorse ha bisogno ogni regione richiedente.

Ma secondo il disegno di legge, che da al governo un anno di tempo per decidere i Lep, le regioni potranno formulare un’intesa anche senza il decreto del presidente del Consiglio che dovrebbe stabilire l’entità dei Lep, distribuendo così i finanziamenti in base alla spesa storica della regione nell’ambito specifico in cui chiede l’autonomia.

Ed è questo il punto al centro delle contestazioni, e che giustifica il termine di “secessione dei ricchi”, perché assicurerebbe maggiori finanziamenti alle regioni del Nord, in quanto hanno più risorse e una spesa storica più alta, e meno a quelle del Sud, dove ci sono meno risorse e quindi una spesa storica più bassa. In questo modo, si accentuerebbero ancora di più le disuguaglianze tra i due poli del paese.

La scuola

Su Repubblica, Luca Bianchi, il direttore del centro di ricerca Svimez sul divario regionale, ha criticato il disegno di legge di Calderoli proprio sostenendo come la definizione dei Lep si attende da “oltre venti anni” e fino a oggi hanno “cristallizzato i divari di servizi nel nostro paese”. Inoltre, sempre secondo Bianchi, l’autonomia colpirebbe gravemente il sistema scolastico con “un vero processo separatista in cui si avrebbero “programmi diversi a livello regionale, sistemi di reclutamento territoriale e funzionamenti differenziati”.

Critica sostenuta anche dalla sociologa Chiara Saraceno sulla Stampa, secondo cui “nei decenni trascorsi dalla riforma costituzionale che ha introdotto l’autonomia regionale non si è ancora riusciti a definire i Lep”. Mentre in ambito scolastico non sarebbe “possibile lasciare l’attuazione del compito costituzionale della scuola alle diverse disponibilità e scelte locali”, perché già ora “esiste una differenziazione ingiusta delle risorse educative pubbliche offerte sul territorio nazionale, non solo tra regioni, ma anche all’interno delle stesse regioni e città”. Differenze che “si sovrappongono alle diseguaglianze sociali e di contesto, invece di compensarle”.

article imageCos’è questa storia degli stipendi differenziati per gli insegnanti

Il ministro Valditara vuole aumentare gli stipendi agli insegnanti che lavorano dove il costo della vita è più alto, tramite finanziamenti privati. Per i critici è un modo per accrescere le disuguaglianze e penalizzare i docenti che lavorano in contesti difficili

I requisiti

Un altro punto al centro delle contestazioni, esplicitato dal docente di economia Paolo Balduzzi su Lavoce.info, è che nel disegno di legge non viene richiesto alle regioni di avere “i conti in ordine” o di non essere stata commissariata in precedenza per la gestione delle materie di cui fa richiesta”. E tra queste si trovano l’istruzione, la sanità, la produzione di energia e la tutela dell’ambiente, tutti ambiti particolarmente delicati e a rischio.

L’approvazione

Infine, il disegno di legge non specifica nemmeno le modalità con cui attivare le richieste di autonomia, lasciando al governo il compito di elaborare l’intesa tra Stato e regione, per poi inviarla alla regione in questione per essere approvata. Dopodiché, sempre in base alla proposta di Calderoli, il Parlamento non avrebbe alcuna voce in merito, perché il Consiglio dei ministri dovrebbe presentare alle camere solo un disegno di legge per approvare l’intesa, sul quale deputati e senatori non avrebbero possibilità di proporre modifiche, di fatto esautorando l’organo legislativo.