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Black Ops 6 sarà il primo Call of Duty su Game Pass. Ed ecco il teaser trailer

Author: GAMEmag

Call of Duty: Black Ops 6 sarà il primo Call Of Duty a essere lanciato su Game Pass, secondo una notifica diffusa questa mattina tramite l’app Xbox Game Pass per iPhone e Android. Non si tratta, quindi, di un annuncio diretto di Microsoft o di Activision, ma sembra comunque una solida conferma.

La presenza di Black Ops 6 su Game Pass fin dal giorno del lancio costituirebbe un gran bel cambiamento per tutta l’industria dei videogiochi, essendo i Call of Duty tra i titoli in assoluto più venduti. Del resto, anche il recentissimo Senua’s Saga: Hellblade II ha debuttato fin dal lancio su Game Pass. Un ex PR senior di Microsoft, inoltre, ha definito come vitale la presenza di Call of Duty su Game Pass se si vuole che il servizio ad abbonamento diventi “sostenibile”.

Non solo sarebbe il primo Call of Duty a debuttare su Game Pass nel giorno del lancio, ma anche il primo CoD in assoluto sul servizio ad abbonamento, visto che a oggi non è possibile giocare un qualsivoglia capitolo della serie pagando solo l’abbonamento.

Contemporaneamente a queste informazioni, è stato rilasciato un teaser trailer molto criptico a proposito del nuovo Call of Duty. Questo breve filmato sembra confermare l’ambientazione della Guerra del Golfo per il nuovo CoD, con fugaci scorci di Margaret Thatcher, Saddam Hussein e George Bush.

Tutte le conferme arriveranno il prossimo 9 giugno in occasione dell’Xbox Games Showcase con la presentazione ufficiale di Call of Duty: Black Ops 6.

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SEGA non voleva sesso in Yakuza, nemmeno le schermate rosa dei bordelli – Multiplayer.it

Author: Multiplayer.it

SEGA non ne voleva sapere di avere scene di sesso in Yakuza. Inizialmente non aveva accettato nemmeno le schermate rosa usate poi nel gioco, perché secondo loro erano un riferimento troppo diretto al sesso. A raccontare lo strano aneddoto è stato Toshihiro Nagoshi, ex direttore creativo nonché autore della serie Yakuza / Like a dragon, in un’intervista concessa a Weeklt Ochiai.

Come saprete, la serie Yakuza è famosa per diversi aspetti. Uno di questi è la presenza di situazioni sopra le righe, che comprendono anche il sesso e la violenza. Per SEGA la violenza non rappresentava un problema, ma l’altro.

“Nei luoghi legati alla prostituzione era fuori questione che fosse rappresentato visivamente ciò che succedeva all’interno.” Ha introdotto Nagoshi, che poi ha continuato a spiegare “Quindi, ho fatto in modo che il personaggio entra, incontra la donna e la scena sfuma sua una schermata completamente rosa.”

Kyriu dentro un negozio

Kyriu dentro un negozio

Sarà bastato questo ai dirigenti di SEGA? Assolutamente no, come già accennato: “Finì per essere indicato come un problema e quando chiesi spiegazioni, mi fu detto che il motivo era perché il colore rosa è associato al sesso. Siamo finiti a litigare, con io che urlavo ‘voi potrete pensare pure che il rosa è sessuale, ma è la vostra opinione. Ci sono così tante cose rosa nel mondo, vi eccitano ogni volta che le vedete? È stata una litigata molto divertente. Da parte mia, non volevo farlo passare come una specie di scherzo. Erano cose che consideravo accettabili dopo un’attenta valutazione basata sulla mia morale e i miei valori. Per questo mantenni il punto e combattei fino alla fine.”

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F1 24 Recensione: emozioni da campione virtuale | GamesVillage.it

Author: GamesVillage.it

Il traguardo di F1 24 si fa sempre più vicino e così, dopo un’analisi approfondita della versione preliminare del gioco, recentemente abbiamo avuto l’opportunità di esaminare la versione completa, che ci ha fornito una visione decisamente più definita, sia in positivo che in negativo, delle aspettative per il lancio ufficiale. I semafori stanno per passare al verde, e con solo poche ore rimanenti prima di poter esplorare il gioco finito, è giunto il momento cruciale dell’anno per valutare l’impegno profuso dal team di sviluppo, che ha mirato a elevare continuamente uno standard di gioco già consolidato il quale richiedeva, tuttavia, un rinnovamento significativo sia in termini di contenuti che di innovazione.

Dopo aver trascorso un fine settimana intenso sul circuito virtuale di F1 24, e celebrando la vittoria della Scuderia Ferrari nel Gran Premio di Monaco, con la vittoria emozionante del pilota locale Charles Leclerc che ha elettrizzato i sostenitori della storica casa automobilistica, possiamo concludere che il percorso intrapreso da Codemasters e Electronic Arts sembra finalmente delinearsi verso un traguardo chiaro e preciso. F1 24 si presenta come un gioco estremamente solido sotto il profilo del gameplay, quest’anno ancor più che in precedenza, e sembra beneficiare di un assortimento di contenuti vasto e, a differenza delle stagioni passate, più focalizzato. Per scoprire il nostro giudizio complessivo, continuate pure la lettura!

F1 24: all’inseguimento della gloria

Durante la fase introduttiva, gli sviluppatori di Electronic Arts ci avevano suggerito l’intenzione di apportare modifiche significative in certe porzioni di gioco e l’obiettivo è stato decisamente raggiunto. F1 24 si distacca dall’approccio precedente incentrato su una narrazione e contenuti di stampo storico, per dare priorità all’esperienza di guida, confermando la sua capacità di interpretare le esigenze degli utenti più critici del paddock: i giocatori. Negli ultimi anni, il team di professionisti ha eccelso nella realizzazione di un sistema di controllo del veicolo sempre più avanzato, modulabile e adattabile, rivelando però una certa difficoltà nel costruire una struttura di contenuti altrettanto coinvolgente, che tendeva a ripiegarsi su se stessa, senza esplorare nuove direzioni.

Di conseguenza, gli sforzi dello studio si sono focalizzati nuovamente sulla manovrabilità, sulla fisica dei bolidi e sulle prestazioni nelle “nuove” piste, che vengono costantemente migliorate e dettagliate anno dopo anno, e in particolare sul tentativo di generare qualcosa che potesse estendere la durata e l’apprezzamento del prodotto creativo anche e soprattutto in termini di contenuti. La maggior parte dell’impegno è stata quindi dedicata alla modalità Carriera Pilota, che ha introdotto un’innovazione significativa nella produzione, gettando solide fondamenta per il futuro. Questa nuova modalità di gioco, con le sue numerose variabili sia in pista che fuori (agenti, specialisti, contratti, mercato dei piloti, ecc.), ci ha permesso di sentirci maggiormente coinvolti in ogni aspetto del gioco, attraverso un sistema di progressione più gratificante e apprezzabile, che ha reso più concrete anche le novità e i miglioramenti legati al gameplay. In sintesi, F1 24 non rivoluziona il gameplay della serie, ma lo arricchisce, rendendolo più avvincente e aggiornato, anche se alcune aree necessitano ancora di essere perfezionate. Tuttavia, il percorso intrapreso sembra promettente.

Oltre il limite, dentro la leggenda

L’abbiamo enfatizzato ripetutamente e desideriamo sottolinearlo di nuovo: l’innovazione più significativa e affascinante di F1 24 è senza dubbio la Modalità Carriera Pilota. Come anticipato nella nostra anteprima, tale modalità ci ha convinti appieno, sia per il suo sviluppo progressivo che per il suo coinvolgimento, sia dentro che fuori dal circuito. Elementi quali il riconoscimento da parte del team e la reputazione nel paddock, uniti a fattori contrattuali, rendono evidente che la struttura della Modalità Carriera è molto più sofisticata e complessa di quanto appaia a prima vista e, cosa più importante, conferisce al gioco una dinamica di progressione duratura e ben strutturata. Il giocatore è incaricato di monitorare costantemente ogni aspetto delle proprie prestazioni in pista, che di conseguenza hanno un’influenza diretta e significativa anche al di là del calore dell’asfalto. Ad esempio, dopo ogni sessione, le statistiche fondamentali di ciascun pilota subiscono variazioni in base alle prestazioni, incidendo così sulla rispettiva personalizzazione, sia che si tratti di un personaggio predefinito o di un avatar personalizzato.

Gli obiettivi dinamici presentati durante le gare, insieme agli obiettivi a lungo termine proposti dagli Specialisti, rendono ogni sessione, inclusi gli allenamenti liberi che potrebbero sembrare monotoni, un mezzo per incrementare la notorietà, l’attrattiva sul mercato e, naturalmente, le capacità del proprio guidatore in maniera gratificante e mai frustrante. È importante notare che ogni pilota, oltre alle sue statistiche di base, ha un livello generale e l’incremento dell’esperienza, e di conseguenza del livello, è cruciale anche per ambire a contratti più vantaggiosi e Specialisti di livello superiore, che offrono premi maggiori ma con obiettivi più ardui da conseguire o con richieste più esigenti. Tutto perfetto? Quasi, poiché alcuni aspetti ci hanno convinto meno, ma si tratta di dettagli minori. Per esempio, l’impatto delle rivalità, specialmente nelle fasi iniziali della Modalità Carriera, ci è sembrato meno rilevante e pressante di quanto avremmo previsto. Non è nulla di drammatico, ma data la struttura della carriera, siamo dell’opinione che questo elemento avrebbe potuto aggiungere ulteriore vivacità, soprattutto considerando l’importanza delle prestazioni in pista per la crescita e lo sviluppo della carriera stessa.

F1 24: l’apice tecnologico in pista

Ritornando al tema della pista, è opportuno esaminare uno degli aspetti fondamentali per un simulatore di questo calibro: il riscontro tattile e la risposta delle vetture e dei circuiti, nonché l’evoluzione del modello di guida. Un’ampia revisione della fisica dei veicoli, abbinata a un rinnovamento estetico completo, ha elevato il grado di plausibilità, stabilendo una base solida per un’elaborazione sempre più raffinata dell’intero ecosistema della Formula 1. Componenti quali l’aerodinamica, l’elettronica, le sospensioni e l’aderenza degli pneumatici sono stati notevolmente perfezionati per fornire un’esperienza che è simultaneamente più realistica e funzionale. Il risultato finale, per essere onesti, si è rivelato convincente, senza eccedere. Nonostante le numerose innovazioni, i miglioramenti apportati hanno avuto lo scopo esplicito di preservare la struttura fondamentale del gioco, contribuendo tuttavia a un significativo progresso complessivo, una sorta di evoluzione armonica di ciascun elemento coinvolto con ripercussioni dirette sul modello di guida.

La maggiore veridicità e autenticità nel comportamento dei veicoli in pista si riflette in un gameplay più equilibrato, anche in termini di intelligenza artificiale. Con l’espansione delle capacità dell’IA, abbiamo osservato una condotta più realistica da parte dei piloti controllati dal computer, che ora appaiono più consapevoli sul circuito, evitando l’aggressività eccessiva che era troppo palpabile nelle precedenti edizioni della serie. Anche l’applicazione delle regole da parte dei commissari di gara sembra notevolmente più accurata e priva di errori grossolani. Infatti, durante le competizioni, abbiamo notato che il rispetto delle normative è più rilevante del previsto e, soprattutto, i commissari appaiono più equi nel sanzionare le infrazioni. In termini più concreti, come già discusso nella nostra anteprima, il sistema di guida si distingue per la sua imponenza, risultando sempre più raffinato e soddisfacente per le ragioni sopra menzionate. Grazie alla nuova fisica dei veicoli e in particolare alla nuova IA adattiva, di cui abbiamo già discusso ampiamente nel nostro approccio preliminare al gioco, abbiamo percepito miglioramenti tangibili anche nel controllo diretto, che può adattarsi a vari stili di gioco. Come di consueto, F1 24 propone un sistema di guida estremamente flessibile e quest’anno, più che mai, ogni modifica sembra influenzare significativamente le prestazioni dei veicoli in pista, grazie anche alla capacità del gioco di adattarsi al livello del pilota virtuale. Ne consegue un livello di sfida più equilibrato e personalizzabile, che offre a ciascun giocatore, in base alle proprie necessità, la giusta difficoltà al momento opportuno, in modo libero e completamente modulabile. Se dovessimo individuare un minimo difetto, questo potrebbe risiedere in una certa facilità nella gestione delle corse ai livelli inferiori di difficoltà, ma si tratta di un aspetto facilmente trascurabile e controllabile.

Esaltazione ad ogni curva

Sul fronte stilistico e tecnologico, il gioco ha ricevuto aggiornamenti ben definiti e strategici che, pur mantenendo una continuità, gli hanno permesso di compiere avanzamenti notevoli. L’aspetto più saliente è la rinnovata rappresentazione grafica dei piloti e delle macchine, inclusi i modelli di Formula 2, unitamente all’implementazione delle registrazioni vocali autentiche dei piloti di spicco, che arricchiscono l’esperienza di gioco. Tuttavia, è nell’analisi minuziosa che si rivelano i veri progressi apportati dal team di sviluppo in questo F1 24. In particolare, si evidenzia l’ottimizzazione degli shader che, abbinata a un design più realistico dei veicoli, ha migliorato significativamente il sistema di illuminazione, rendendolo più armonioso. L’impiego del Ray-tracing ha offerto risultati eccellenti anche su una scheda grafica non di punta come la nostra 3070Ti, conferendo una luminosità aggiuntiva a ogni evento in pista.

Anche gli aspetti secondari del gioco sono stati perfezionati, seppur in misura minore, grazie al rifacimento di gran parte dei circuiti. Questo miglioramento ha avuto un impatto positivo anche sugli elementi meno preponderanti, che ora appaiono più convincenti e fedeli alla realtà. Tutto ciò lascia presagire sviluppi promettenti per il futuro, sebbene si avverta una certa dissonanza con alcuni percorsi che persistono in una configurazione più obsoleta. F1 24 si distingue anche per le sue prestazioni ottimali. Utilizzando un PC di gamma media, fornito di un codice anteprima dal publisher, il titolo di EA e Codemasters ha dimostrato una notevole fluidità anche nelle fasi più intense delle gare, mantenendo un frame-rate estremamente stabile con dettagli grafici elevati e ray-tracing attivato. Con queste impostazioni, abbiamo quasi raggiunto i 100 fps senza difficoltà, e disattivando il ray-tracing, i 120 fps sono stati facilmente raggiunti, con una risoluzione di 2K (1440p) in entrambi i casi. Oltre alla voce dei piloti, siamo rimasti particolarmente colpiti dalla qualità del comparto audio, che si è rivelato ancora più raffinato rispetto agli anni precedenti. È evidente che per un salto qualitativo sostanziale si dovrà attendere, forse fino a quando non decideremo di lasciarci alle spalle PS4 e Xbox One, ma questa edizione ha comunque offerto alcune novità degne di nota.

Sfide e trionfi a tutto gas

Oltre a una carriera di pilota estremamente variegata, F1 24 propone un’ampia gamma di modalità di gioco, sia in singolo che per gli appassionati del multiplayer. In aggiunta alla carriera di pilota, è presente la consueta modalità Carriera Team, che purtroppo si rivela poco innovativa. Le aggiunte sono limitate e non forniscono incentivi significativi per scegliere questa modalità rispetto all’esperienza da pilota. Tuttavia, la modalità Carriera Duo rimane un’opzione valida, offrendo un’esperienza tradizionale ma comunque coinvolgente, specialmente per coloro che desiderano condividere il loro entusiasmo per la Formula 1 virtuale. Per i giocatori che cercano competizioni, ci sono le sfide cronometrate online e le League Races, che utilizzano i server EA Racenet per connettere giocatori da tutto il mondo. Sebbene sia prematuro esprimere un giudizio definitivo, data la condizione attuale dei server, sembra che l’organizzazione sia stata gestita in modo convenzionale ma efficace.

La caratteristica più notevole della sezione multiplayer di F1 24 è F1 World, che si arricchisce e diventa sempre più complesso. F1 World permette di interagire con giocatori globali, partecipare a sessioni di gioco e eventi vari. La vera innovazione sta nelle stagioni, che offrono la possibilità di ottenere oggetti cosmetici e premi durante il loro svolgimento. Questo sistema si ispira a titoli come EA FC o NBA 2K, con un approccio basato su livelli e missioni che sbloccano nuove funzionalità, inclusa la FANZONE, progettata per arricchire l’esperienza di gioco online. Nonostante il tempo limitato a disposizione per valutare a fondo il nuovo sistema online e i premi stagionali, siamo dell’opinione che, nonostante derivi da concetti già esistenti, possa introdurre elementi innovativi e stimolanti per i giocatori, in particolare per i veterani della serie.

Piattaforme: PC, PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series X|S

Sviluppatore: Codemasters

Publisher: EA Sports

Data di uscita: 31 maggio 2024

F1 24 si rivela un’opera esaustiva e gratificante, sia in termini di gameplay che di varietà di contenuti. Nonostante alcuni aspetti siano stati trascurati, la modalità Carriera Pilota emerge come un incentivo costante per l’utenza, promettendo di assicurare un coinvolgimento prolungato per innumerevoli ore. Inoltre, l’introduzione di FANZONE e il meccanismo di premi stagionali online mostrano un notevole potenziale. L’abbinamento di questi fattori con un sistema di controllo del veicolo sempre più dettagliato e modulabile garantisce un esito indubbiamente favorevole. Sebbene per un avanzamento definitivo sia necessario più tempo, come precedentemente accennato, il percorso adottato in F1 24 appare decisamente appropriato.

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F1 24

Il giudizio di GV

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Rainbow Six Siege, Ubisoft annuncia l’abbonamento R6 Membership: è già polemica

Author: GAMEmag

Sono trascorsi quasi 10 anni dal lancio di Tom Clancy’s Rainbow Six Siege, sparatutto tattico che ha conquistato migliaia di giocatori con la sua originale formula gameplay. Il merito è anche di Ubisoft, che nell’ultimo decennio ha sempre supportato il suo FPS multigiocatore rilasciando una valanga di contenuti stagionali. Ecco dunque che arriva l’annuncio dell’ultima stagione, Operation New Blood, che porta con sé novità molto ghiotte – e altre decisamente meno gradite.

Operation New Blood: le novità della Stagione 2 dell’Anno 9

Proprio così, con Operation New Blood siamo giunti alla seconda stagione del nono anno ‘di vita’ di Rainbow Six Siege. Come da tradizione, anche la nuova season contenutistica introduce importanti novità sul fronte del roster e su quello del bilanciamento di gioco.

rainbow six siege operation new blood

La nuova operazione arriva con il primo ‘remaster’ di un Operatore di R6S. Parliamo della Recluta, personaggio considerato un vero e proprio meme nella community di Rainbow Six, non avendo a disposizione i gadget unici degli altri Operatori. Ubisoft ha deciso di reinventare la Recluta rinnovandone il look e riproponendolo nel roster come ‘Attaccante’ o ‘Difensore’.

Di fatto, le principali differenze risiedono nell’equipaggiamento, come spiega Ubisoft.In Attacco (la Recluta) può scegliere due gadget diversi dall’ampia gamma di gadget secondari. Ha un M4 o un M249 come arma primaria e un 5,7 USG o un ITA 125 come arma secondaria. In Difesa può scegliere tra tutti i gadget secondari difensivi dell’arsenale. L’equipaggiamento prevede il Commando 9 o l’M870 come arma primaria e il C75 Auto o il Super Shorty come arma secondaria”.

Dal momento che, di base, tutti gli utenti hanno accesso alla Recluta, a questo giro i possessori del Pass Battaglia Premium di Rainbow Six Siege riceveranno un ‘buono Operatore’ che consentirà di riscattare qualsiasi altro Operatore del roster. “I giocatori che possiedono tutti gli operatori disponibili”, aggiunge Ubisoft, “riceveranno 600 crediti R6”.

R6 Membership: arriva il primo abbonamento di Siege

Con la presentazione di Operation New Blood è arrivato anche l’annuncio di R6 Membership, il primo servizio in abbonamento dedicato a Rainbow Six Siege.

Come spiegato da Ubisoft nel comunicato ufficiale, gli utenti abbonati a R6 Membership “potranno usufruire di contenuti esclusivi mensili che includono equipaggiamenti limitati nel tempo, skin Leggendarie animate, 10 salti di livello Battle Pass, un Bravo Pack e l’accesso al Premium Battle Pass […]”. Il prezzo dell’abbonamento? 9,99 € al mese o 79,99 € all’anno.

Coloro che decideranno di abbonarsi a R6 Membership tra l’11 e il 18 giugno riceveranno un esclusivo bonus da ‘early adopter’: Ubisoft ricompenserà i suoi primi abbonati con un bundle dedicato ad Ash e 600 crediti R6. Bonus o meno, i fan di Rainbow Six Siege non hanno accolto positivamente l’annuncio dell’abbonamento mensile, come possiamo vedere in un video registrato ai Manchester Major lo scorso weekend: la reazione del pubblico è tutt’altro che entusiasta.

Live reaction to r6 membership
byu/I-Am-Bodge inRainbow6

Commentando il post in questione, su Reddit numerosi utenti hanno criticato l’ultima mossa di Ubisoft. Come ha fatto notare l’utente ‘SlipstreamSpace117’ nel suo commento, per R6 Membership il publisher francese potrebbe essersi ispirato alla Crew di Fortnite, “ma la differenza è che Fortnite è un gioco free-to-play, mentre R6 non lo è. A differenza di altri giochi-servizio, infatti, Rainbow Six Siege viene effettivamente proposto come un gioco a pagamento, che per giunta include già da tempo diversi contenuti aggiuntivi sbloccabili tramite microtransazioni.

In ogni caso, vista la grande popolarità dello sparatutto multiplayer, R6 Membership potrebbe comunque riscuotere un certo successo tra i numerosi giocatori di Siege. Ricordiamo che l’FPS tattico è disponibile su PS4, PS5, Xbox One, Xbox Series X|S, PC (Windows, Steam) e anche su Amazon Luna. Il gioco è anche incluso nel servizio Ubisoft+.

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Senua’s Saga: Hellblade 2 a confronto con Horizon Forbidden West: chi ha la grafica migliore? – Multiplayer.it

Author: Multiplayer.it

Senua’s Saga: Hellblade 2 è stato messo a confronto con Horizon Forbidden West da ElAnalistaDeBits, nell’ambito di un testa-a-testa che si pone anche in questo caso come una mera curiosità, essendo i due prodotti molto diversi sul piano strutturale.

Se infatti il titolo di Guerrilla Games è un action a base open world, caratterizzato peraltro da uno stile tendente al cartoonesco per i personaggi, l’esclusiva Xbox firmata Ninja Theory possiede scenari lineari e un approccio sostanzialmente più realistico.

La prima e più evidente differenza fra i due giochi risiede nell’illuminazione e nella resa cromatica generale, che nel caso di questi due titoli è un po’ come confrontare il giorno e la notte, chiaramente.

Due stili molto diversi

Andando ad analizzare i modelli dei personaggi e la qualità degli asset, sia Hellblade 2 che Forbidden West sembrano mostrare lo stesso livello di dettaglio, sebbene anche qui l’incidenza dell’illuminazione sulle superfici renda i due prodotti molto distanti.

Luci, ombre, contrasti ed effettistica sembrano superiori in Senua’s Saga: Hellblade 2, ed è interessante notare come il confronto di ElAnalistaDeBits sia stato realizzato mettendo una di fianco all’altra le versioni PC dei due titoli.

Impostate con le regolazioni al massimo su di una RTX 4080 Super, le due edizioni esprimono dunque appieno le potenzialità tecniche delle due esclusive rispetto a quanto disponibile su PS5 e Xbox Series X.

Per saperne di più, anche per quanto concerne il comparto tecnico dei giochi, date un’occhiata alla nostra recensione di Senua’s Saga: Hellblade 2 e alla recensione di Horizon Forbidden West per PC.