Iperammortamento, i chiarimenti del MiSE: sistemi d’accumulo non ammessi


Author: Giulio QualEnergia.it – Il portale dell’energia sostenibile che analizza mercati e scenari

Esclusi anche i sistemi di gestione dell’energia per l’illuminazione, mentre sono ammessi quelli legati ai processi produttivi. La nuova circolare con cui il ministero dello Sviluppo Economico spiega quali beni siano ammessi all’agevolazione fiscale.

I sistemi per l’energy storage non sono tra i beni che possono godere dell’iperammortamento, mentre sono ammessi altri dispositivi per la gestione dell’energia, ma solo se connessi a processi produttivi.

Sono questi due dei chiarimenti principali che riguardano le tecnologie energetiche forniti dal ministero dello Sviluppo Economico con una nuova circolare (in allegato in basso).

La “funzione principale” dei dispositivi per l’accumulo di energia, si spiega nella circolare …

Il Regno Unito avrà la rete di batterie ed e-charger più grande al mondo

Author: redattore4 Rinnovabili

rete di batterie

I lavori per la rete di batterie partiranno con l’istallazione dei primi 10 impianti entro 18 mesi

(Rinnovabili.it) – Una rete di batterie da 2GW totali, con cui alimentare stazioni di ricarica super veloce delle auto elettriche. Questo il faraonico progetto, del valore di 1,6 miliardi di sterline, presentato in questi giorni nel Regno Unito. I lavori dovrebbero partire nel 2019 da Southampton, con l’obiettivo di realizzare 45 impianti presso altrettante sottostazioni elettriche lungo le principali rotte automobilistiche del Paese: ogni sito sarà dotato di un accumulo a batterie da 50 MW, per un totale di oltre 2 GW di potenza, e sarà connesso direttamente al sistema di trasmissione ad altissima tensione. A farsi carico dell’infrastruttura è Pivot Power che ha ottenuto il sostegno di un investitore istituzionale inglese (per la prima fase del progetto la casa di investimento specializzata Downing) e della National Grid.

>>Leggi anche Auto elettriche: il V2G può far risparmiare miliardi sull’accumulo fisso<<

Una volta a regime, la rete di batterie sarà in grado di soddisfare il fabbisogno elettrico giornaliero di circa 235.000 abitazioni britanniche e avrà la capacità di rilasciare o accumulare fino a due terzi della potenza della futura centrale nucleare Hinkley Point C. I primi dieci impianti saranno pronti per l’uso nei prossimi 18 mesi e verranno allacciati a stazioni di ricarica rapida pubbliche e i depositi degli autobus elettrici. I fondatori di Pivot Power, Matt Allen e Michael Clark, hanno detto al The Telegraph che sono in trattativa con case di produzione veicoli elettrici e si aspettano che anche altri finanziatori si interessino al progetto nei prossimi mesi. “I grandi problemi richiedono grandi soluzioni e ci stiamo muovendo velocemente per mettere in atto una rete unica per supportare un sistema energetico pulito, accessibile e sicuro e abbracciare l’economia a basse emissioni di carbonio”, ha dichiarato Allen. La società ha fatto sapere che si aprirebbero anche opportunità per i punti di ricarica di operare con un marchio diverso.

La British National Infrastructure Commission stima che la possibilità di immagazzinare e rilasciare energia a seconda del prezzo di mercato dell’energia potrebbe far risparmiare ai consumatori 8 miliardi di sterline. Il boom di veicoli elettrici e di strutture di ricarica potrebbe aiutare la National Grid a bilanciare la domanda di energia del paese. Per Graeme Cooper della National Grid, il progetto di Pivot Power contribuirà “ad accelerare l’adozione fornendo una rete di stazioni di ricarica rapida in tutto il Paese che consentirà alle auto di ricaricare in modo rapido, efficiente e il più conveniente possibile. Offrirà inoltre all’operatore di sistema una maggiore scelta e flessibilità per la gestione della domanda oltre a contribuire alla ricarica di massa dei veicoli elettrici”, ha aggiunto Cooper.

Quali sono le (poche) tecnologie che ci stanno portando a un mondo più “pulito”


Author: Giulio QualEnergia.it – Il portale dell’energia sostenibile che analizza mercati e scenari

Fotovoltaico, illuminazione a LED e veicoli elettrici sono tra i pochi settori che hanno meritato il “bollino verde” della IEA nel suo ultimo rapporto sull’andamento della transizione energetica. Dati, tendenze e incognite per le risorse rinnovabili a livello globale.

Sono molto poche, solo quattro su 38, le tecnologie che hanno meritato il “semaforo verde” della IEA (International Energy Agency) nella nuova edizione del rapporto che monitora il progresso della transizione energetica su scala mondiale, Tracking Clean Energy Progress.

Fotovoltaico, illuminazione led, veicoli a zero emissioni, in particolare – il quarto settore promosso dall’agenzia è la gestione dei consumi elettrici nei centri elaborazione dati dei colossi informatici – sono in linea con le proiezioni per arrivare a un sistema economico de-carbonizzato.

Il documento analizza lo stato di sviluppo delle diverse fonti energetiche e delle misure di efficienza nei trasporti, negli edifici e nelle industrie, per verificare la loro adeguatezza allo scenario SDS, Sustainable Development Scenario, (introdotto nel World Energy Outlook 2017, vedi QualEnergia.it) che prevede di contenere il surriscaldamento globale “ben sotto” 2 gradi centigradi entro la fine del secolo, come indicato dagli accordi di Parigi.

Conviene poi ricordare che la IEA, nei mesi passati, è stata criticata per aver sottostimato il reale contributo delle risorse “verdi” nel mix futuro dell’energia, vedi l’analisi di Sergio Ferraris I trucchi della IEA sul clima oltre all’articolo Rinnovabili sottostimate nei dati ufficiali. La colpa è di un errore statistico?

Tra le tecnologie di maggiore successo segnalate dalla IEA troviamo il fotovoltaico, capace lo scorso anno di battere tutte le fonti convenzionali con quasi 100 GW di nuova potenza installata nel mondo e un numero crescente di mega-progetti in vari paesi (per un approfondimento di sintesi con i dati dell’Institute for Energy Economics and Financial Analysis vedi Quanti e dove sono i parchi solari più grandi (e innovativi) del mondo )

Così il solare FV, evidenzia la IEA, è sulla buona strada per raggiungere l’obiettivo intermedio assegnato dallo scenario SDS a questa tecnologia, pari a 2.700 TWh di generazione elettrica da fotovoltaico nel 2030.

Ora siamo a 416 TWh secondo le stime preliminari sul 2017, intorno al 2% dell’elettricità prodotta a livello planetario, come riassume il grafico sotto.

Per quanto riguarda i trasporti, l’agenzia rimarca che il 2017 ha visto un boom di vendite di auto plug-in da attaccare alla spina, poco più di un milione in tutto il mondo, +54% in confronto ai dodici mesi precedenti.

Tuttavia, lo stock di vetture elettriche sul totale circolante resta inferiore all’uno per cento (3 milioni circa), mentre l’obiettivo SDS parla del 14% di veicoli alimentati esclusivamente dalle batterie all’orizzonte 2030, quindi per soddisfarlo bisognerà mantenere un tasso di crescita annua intorno al 40% per la quota di elettrico sul parco auto complessivo (vedi anche: Auto elettrica, cosa farà l’Europa per lanciare un “ecosistema delle batterie”)

Le rinnovabili, nel complesso, per centrare il traguardo SDS al 2030, dovranno salire al 47% della generazione elettrica globale (siamo al 25% circa).

Nonostante l’ottimo andamento del fotovoltaico hanno ricevuto il bollino giallo dalla IEA, lo stesso che identifica singole risorse come l’eolico offshore, l’idroelettrico e le bioenergie, segnalando la necessità di aumentare gli sforzi, “more efforts needed”.

L’eolico a terra, in particolare, è stato declassato a causa del rallentamento delle nuove installazioni nel 2017, perdendo così lo status di tecnologia “sulla buona strada”, “on-track”, mentre geotermia, energia marina e solare CSP sono tutti da bollino rosso, “not on-track”, perché il loro sviluppo è ancora troppo limitato quanto a investimenti e diffusione geografica.

Nella sua panoramica delle tecnologie, la IEA considera anche l’evoluzione di settori controversi, come il nucleare e il CCUS (carbon capture, utilisation and storage), cioè la cattura e l’utilizzo della CO2 emessa dagli impianti industriali, due ingredienti che gli esperti dell’agenzia continuano a ritenere fondamentali nella ricetta proposta per “salvare” il clima.

Il Regno Unito avrà la rete di batterie ed e-charger più grande al mondo

Author: redattore4 Rinnovabili

rete di batterie

I lavori per la rete di batterie partiranno con l’istallazione dei primi 10 impianti entro 18 mesi

(Rinnovabili.it) – Una rete di batterie da 2GW totali, con cui alimentare stazioni di ricarica super veloce delle auto elettriche. Questo il faraonico progetto, del valore di 1,6 miliardi di sterline, presentato in questi giorni nel Regno Unito. I lavori dovrebbero partire nel 2019 da Southampton, con l’obiettivo di realizzare 45 impianti presso altrettante sottostazioni elettriche lungo le principali rotte automobilistiche del Paese: ogni sito sarà dotato di un accumulo a batterie da 50 MW, per un totale di oltre 2 GW di potenza, e sarà connesso direttamente al sistema di trasmissione ad altissima tensione. A farsi carico dell’infrastruttura è Pivot Power che ha ottenuto il sostegno di un investitore istituzionale inglese (per la prima fase del progetto la casa di investimento specializzata Downing) e della National Grid.

>>Leggi anche Auto elettriche: il V2G può far risparmiare miliardi sull’accumulo fisso<<

Una volta a regime, la rete di batterie sarà in grado di soddisfare il fabbisogno elettrico giornaliero di circa 235.000 abitazioni britanniche e avrà la capacità di rilasciare o accumulare fino a due terzi della potenza della futura centrale nucleare Hinkley Point C. I primi dieci impianti saranno pronti per l’uso nei prossimi 18 mesi e verranno allacciati a stazioni di ricarica rapida pubbliche e i depositi degli autobus elettrici. I fondatori di Pivot Power, Matt Allen e Michael Clark, hanno detto al The Telegraph che sono in trattativa con case di produzione veicoli elettrici e si aspettano che anche altri finanziatori si interessino al progetto nei prossimi mesi. “I grandi problemi richiedono grandi soluzioni e ci stiamo muovendo velocemente per mettere in atto una rete unica per supportare un sistema energetico pulito, accessibile e sicuro e abbracciare l’economia a basse emissioni di carbonio”, ha dichiarato Allen. La società ha fatto sapere che si aprirebbero anche opportunità per i punti di ricarica di operare con un marchio diverso.

La British National Infrastructure Commission stima che la possibilità di immagazzinare e rilasciare energia a seconda del prezzo di mercato dell’energia potrebbe far risparmiare ai consumatori 8 miliardi di sterline. Il boom di veicoli elettrici e di strutture di ricarica potrebbe aiutare la National Grid a bilanciare la domanda di energia del paese. Per Graeme Cooper della National Grid, il progetto di Pivot Power contribuirà “ad accelerare l’adozione fornendo una rete di stazioni di ricarica rapida in tutto il Paese che consentirà alle auto di ricaricare in modo rapido, efficiente e il più conveniente possibile. Offrirà inoltre all’operatore di sistema una maggiore scelta e flessibilità per la gestione della domanda oltre a contribuire alla ricarica di massa dei veicoli elettrici”, ha aggiunto Cooper.

SMA a Intersolar 2018, ecco le soluzioni in mostra


Author: Giorgia QualEnergia.it – Il portale dell’energia sostenibile che analizza mercati e scenari

In occasione di Intersolar 2018 SMA Solar Technology AG (SMA) presenta le proprie soluzioni per il mondo dell’energia nel padiglione 3 allo stand B3.210.

In occasione di Intersolar 2018, SMA Solar Technology AG (SMA) presenta le proprie soluzioni per il mondo dell’energia nel padiglione 3 allo stand B3.210.

Sistemi interconnessi, tecnologia Smart Module a impiego mirato, integrazione dell’accumulo e gestione energetica intelligente consentono ai gestori di impianti fotovoltaici residenziali e commerciali e agli installatori di realizzare un approvvigionamento energetico indipendente, sicuro e conveniente.

I riflettori saranno puntati sulla piattaforma ennexOS per la gestione energetica digitale e intersettoriale, candidata allo Smarter E Award.

Nel campo delle applicazioni di accumulo, Sunny Central Storage è invece uno dei finalisti dell’ambito Ees Award. Nei grandi impianti ad accumulo, l’inverter con batteria garantisce la massima stabilità della rete e fornisce elettricità fotovoltaica di qualità anche nelle zone lontane dalla rete.

Aumentare l’autoconsumo

Nel campo degli impianti fotovoltaici residenziali, grazie alle possibilità di impiego mirato offerte dalla tecnologia Smart Module e alla funzione di assistenza SMA Smart Connected integrata direttamente nell’inverter, SMA Power+ Solution permette a proprietari di impianti e installatori di ottenere i massimi livelli di rendimento energetico e comfort, ad esempio con il nuovo inverter fotovoltaico Sunny Tripower 3.0-6.0.

Questo piccolo dispositivo trifase per tetti domestici è più leggero e compatto di tutti i precedenti inverter trifase SMA e riduce di circa il 30% i tempi di installazione.

Ai proprietari di abitazioni che desiderano aumentare ulteriormente l’autoconsumo attraverso un sistema di accumulo, il nuovo Sunny Boy Storage 3.7-6.0 offre la possibilità di integrare fino a tre diverse batterie ad alta tensione.

Controllo intelligente dei flussi energetici

SMA Data Manager M offre ai clienti nuove possibilità di sfruttare la propria energia in maniera indipendente, efficiente e flessibile risparmiando ancora di più sui costi. Nelle applicazioni fotovoltaiche commerciali, il sistema di gestione energetica realizza – sulla base della piattaforma ennexOS in combinazione con Sunny Portal powered by ennexOS – una comunicazione e un monitoraggio ottimali, garantendo in futuro anche il controllo di tutti i flussi energetici.

Una redditività ancora maggiore nella progettazione degli impianti fotovoltaici è assicurata dal nuovo Sunny Design Pro powered by ennexOS: per la prima volta i progettisti di impianti commerciali possono ora lavorare in un’ottica intersettoriale, simulare il funzionamento e calcolare i costi complessivi del sistema. A tal fine vengono considerati generatori e carichi elettrici, soluzioni di accumulo a batteria e componenti termici (come riscaldamento e pompe di calore).

C’è un’altra una buona notizia per i gestori degli impianti commerciali: il nuovo inverter con batteria trifase Sunny Tripower Storage consente l’integrazione flessibile di batterie ad alta tensione nei sistemi di accumulo FV commerciali e industriali fino a 1 MW di potenza. Gli utenti possono, in questo modo, ottimizzare i flussi di carico e risparmiare sui costi di acquisto della corrente.

Nuove soluzioni per centrali fotovoltaiche

Massimo ritorno sugli investimenti grazie alla flessibilità di progettazione, alla rapidità di attuazione e alla semplicità di assistenza: il nuovo inverter Sunny Highpower PEAK3, con una potenza fino a 150 kW, può essere impiegato in centrali fotovoltaiche decentralizzate da 1500 V CC.

Nelle centrali fotovoltaiche con architettura centrale, il nuovo Sunny Central 3000-EV assicura minori costi specifici e una densità di potenza ancora maggiore. Consente di ridurre i costi di sistema fino al 10% e grazie al sistema di raffreddamento OptiCool funziona a piena potenza anche con temperature fino a 35 °C.

Con le sue interfacce flessibili per dati e segnali basate sulla nuova piattaforma di gestione energetica ennexOS, il nuovo SMA Power Plant Manager consente una facile integrazione del sistema. I gestori delle centrali fotovoltaiche beneficiano così di un funzionamento affidabile e di funzioni di manutenzione efficienti.

Le grandi centrali ad accumulo sono il campo di applicazione di Sunny Central Storage. L’inverter con batteria candidato all’ees Award, componente della soluzione di accumulo SMA per grandi impianti fotovoltaici, realizza l’integrazione intelligente e connessa alla rete di sistemi di accumulo nella classe dei megawatt con e senza impianto fotovoltaico.

Trovate ulteriori informazioni sul blog Sunny di SMA.