Con re-Box la lotta allo spreco di cibo diventa trendy?

Author: stefania Rinnovabili

re-box

(foto di re-Box)

(Rinnovabili.it) – La sensibilità contro lo spreco di cibo sta crescendo: si parla molto di quello che si butta in casa e vengono dispensati preziosi consigli da seguire perché la spesa incida meno sul portafogli e ancora meno sull’ambiente. L’innovazione alimentare comincia dalla terra e finisce alla forchetta, passando per la lotta allo spreco di cibo e il risparmio idrico, con il fondamentale apporto della nostra consapevolezza di consumatori.

In una settimana densa di manifestazioni sul tema, si è svolto a Milano Seeds&Chips, il grande evento internazionale che è diventato un irrinunciabile appuntamento annuale per chi attribuisce al cibo una dimensione etica che va oltre il piatto. Erano presenti tantissimi giovani che hanno presentato le loro startup: una vetrina speciale che ha fatto assaporare il gusto per il futuro che traspariva dalle idee innovative degli espositori ed ha stuzzicato l’interesse degli investitori a caccia di novità. Parole d’ordine erano creatività, sensibilità ambientale, lotta allo spreco di cibo e di acqua, coltivazioni naturali, economia circolare.

Tra le startup presenti a Seeds&Chips c’era lo stand di re-BOX, nata da un’idea etica ed ecologica di Marco Lei e Daniela Demasi: far portare a casa gli avanzi dei pasti al ristorante anziché buttarli nella spazzatura. Si tratta di una serie di scatole coloratissime e divertenti – totalmente riciclabili – che sembrano un pacchetto regalo dove mettere il cibo (re-FOOD) e il vino (re-WINE) che ci avanzano nel piatto o nella bottiglia quando andiamo al ristorante, luogo dove lo spreco di cibo è ancora ad alti livelli. Qui, infatti, quello che avanza nei piatti finisce obbligatoriamente nel secchio per sacrosante regole igieniche. Quante volte abbiamo pensato “che peccato questo spreco…”, ma ci siamo sempre vergognati di chiedere la doggy bag e uscire col sacchetto in mano? I più sfacciati ufficialmente chiedono gli avanzi per il cane, anche se il cane non ce l’hanno. Non sarebbe ora di cambiare mentalità anche al ristorante?

Il contenitore è una piccola opera d’arte, proprio per associare il concetto di avanzi con qualcosa di allegro e creativo. Marco e Daniela hanno pensato di coinvolgere nel progetto giovani artisti emergenti: questa prima serie di contenitori è stata disegnata dal fantasioso artista torinese Andrea Aste. All’interno del contenitore c’è una vaschetta studiata appositamente per la conservazione del cibo che può andare dal frigo al microonde o al forno fino a 120°, prodotta con carta riciclata e scarti agroalimentari e poi compostabile.

Il ristorante che adotta re-FOOD e re-WINE può far personalizzare il contenitore. Ulteriore ma non ultimo, l’utilizzo di re-BOX fa diminuire il volume dei rifiuti prodotti dai ristoranti.

La buona riuscita del progetto ha bisogno della collaborazione di tutti: se il cliente non osa chiedere gli avanzi, il ristoratore deve osare proporgli di portarli a casa. Come sensibilizzare le persone su una pratica che all’estero è normale (persino Michelle Obama, in visita ufficiale in Italia, chiese la doggy bag al ristorante) ma da noi stenta a decollare? Marco e Daniela stanno coinvolgendo i loro partner e alcuni Comuni per avviare progetti con le scuole: le buone abitudini, si sa, si acquisiscono da piccoli e i buoni progetti vanno sostenuti. L’idea di Re-BOX, infatti, è sostenuta da Carrefour.

>>Leggi anche Contro lo spreco alimentare 5 soluzioni da replicare<<

A guide to Effective Power and Distribution Management for Complete Home and Machine Control

Author: Atin Chhabra Schneider Electric Blog

The age of automation has dawned upon the modern world, and the sheer level of control that has been imparted to us is nothing short of unimaginable. From augmenting an individual’s living standards to an impressive level, all the way to augmenting the processes of companies across multiple industries – there’s no end to the innovations that have been enabled through the increasing prominence of automation in today’s day-and-age. Namely, two major systems have been enabled through the advent of this technology – a power management and a distribution management system.

A power management system refers to a mechanism that monitors an electrical system and sees to it that its functioning is both safe and efficient. This is done through the automation of several processes involved in power management, such as synchronization, load sharing, frequency control, voltage matching, and load division – among several other functions as well. However, a power management system will be virtually incomplete without its integration with another crucial system that – in tandem – will ensure the proper functioning of this mechanism.

This system is aptly named a distribution management system, and accomplishes the critical task of distributing copious amounts of electrical energy across a whole host of devices – a much-needed service for multiple reasons. After all, it’s evident that power distribution needs to be handled correctly if one wishes to ensure that this service witnesses optimal levels of usage and reliability. Some of the main functionalities of distribution management involve the reduction of power outages, minimization of outage times, and maintaining acceptable levels of voltage & frequency.

So, a pressing question arises at this point – how do these systems impact the modern world? The best way to answer this question is by taking two use-cases of this technology.

  • Home control: Smart home control has become one of the driving technological factors in today’s times. As more and more integrated hubs of electrical and electronic appliances become prevalent, it seems that the smart home revolution is at its very peak. However, this brings to light the question of how power will be managed, which is where a power and distribution management system comes into play. By ensuring that electrical currents and voltages are distributed and controlled properly, home control will flourish in the current day-and-age.
  • Machine control: The rate at which industries have grown in the current day and age is nothing to scoff at, and one of the most significant sectors that have seen tremendous growth over time is the manufacturing sector. With the rapidly escalating growth of technology, the manufacturing sector needs to adopt the latest technologies that will help augment their functionality and help them stay ahead of the times. This is where power and distribution management comes into play, since it will help disperse electrical energy in an orderly fashion and ensuring the smooth and continuous working of industrial machinery.

It has become infinitely clear that one of the best ways to facilitate complete home and machine control is by implementing an effective power distribution and management system, which will help you automate these processes with relative ease.

Quanti e dove sono i parchi solari più grandi (e innovativi) del mondo


Author: Giulio QualEnergia.it – Il portale dell’energia sostenibile che analizza mercati e scenari

Uno studio fa il punto sull’evoluzione delle diverse tecnologie su scala globale: fotovoltaico a terra e su tetto, FV galleggiante e con batterie integrate, solare CSP. Dati e tabelle.

Quali sono gli impianti solari più grandi costruiti finora? Quali paesi stanno investendo maggiormente sulle tecnologie più innovative nel campo del fotovoltaico?

Un recente documento dell’Institute for Energy Economics and Financial Analysis (studio completo allegato in basso) evidenzia l’enorme progresso compiuto negli ultimi anni da questa fonte, diventata competitiva con le centrali fossili in molte zone geografiche, grazie ai prezzi scesi anche …

Auto elettriche: il V2G può far risparmiare miliardi sull’accumulo fisso

Author: stefania Rinnovabili

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Gli effetti della tecnologia V2G e V1G sulla “curva d’anatra”

(Rinnovabili.it) – Si chiama V2G, letteralmente Vehicle-to-grid, ed è la nuova tecnologia di ricarica capace di trasformare le auto elettriche in mini impianti di accumulo fisso on demand. Il sistema permette ai veicoli elettrici di dialogare con la rete quando allacciati alle speciali colonnine, vendendo servizi di risposta alla domanda: le auto possono limitare la propria ricarica (V2G unidirezionale, detta anche  V1G)  od offrire l’energia conservata nelle batterie a seconda delle esigenze (V2G bidirezionale).

Questa tecnologia ha il potenziale non solo di integrare nuova capacità di storage nel sistema energetico, ma anche di far risparmiare miliardi di dollari in nuovi mega impianti d’accumulo stazionario. A sostenerlo sono gli scienziati del Lawrence Berkeley National Laboratory (Berkeley Lab) della California.

I ricercatori Jonathan Coignard e Jeffery Greenblatt hanno analizzato i principali problemi legati a una diffusione su larga scala degli impianti rinnovabili non programmabili connessi in rete, dalla variabilità di produzione al bilanciamento del sistema elettrico a livello orario. E usando la stessa California come caso studio, hanno valutato come la tecnologia V2G di ricarica bidirezionale e quella V1G (ricarica unidirezionale con il controllo del flusso) possano aiutare ad attenuare questi problemi.

>>leggi anche Auto elettriche: quanto incideranno sui consumi energetici dell’Italia?<<

Il Golden State si è dato ambiziosi obiettivi in fatto di solare ed eolico. Per garantire la continua affidabilità della rete, entro la fine del 2024 intende realizzare almeno 1,3 GW di storage stazionario. Ma secondo gli autori, lo Stato non dovrà puntare obbligatoriamente sui grandi impianti a batterie: i veicoli elettrici offrono un’opportunità concreta e più economica per raggiungere l’obiettivo. “Eliminando la necessità di costruire nuovi sistemi di stoccaggio fissi, i veicoli elettrici possono fornire il duplice vantaggio di decarbonizzare i trasporti riducendo al contempo i costi di capitale per l’integrazione diffusa delle energie rinnovabili”, si legge nell’articolo pubblicato questo mese su Environmental Research Letters.

In uno scenario dedicato solo al V1G, i veicoli elettrici potrebbero fornire fino a 1 GW di accumulo a un prezzo sostanzialmente inferiore al costo di stoccaggio stazionario equivalente. In questo caso la capacità di mitigazione della curva di anatra da parte delle auto elettriche equivale a un risparmio tra 1,45 e 1,75 miliardi di dollari. La cifra aumenta a 12,8-15,4 miliardi in uno scenario di solo V2G, dal momento che la tecnologia fornirebbe una capacità d’accumulo nettamente superiore. Tuttavia, poichè un uso continuo della ricarica bidirezionale può ridurre la durata della batteria auto, gli scienziati spiegano che la migliore soluzione è rappresenta da un mix tra i due sistemi. “Questi vantaggi non sono limitati ovviamente alla California -sottolineano gli autori – ma sono applicabili a livello mondiale”.

>>Leggi anche La crescita degli autobus elettrici supererà quella delle e-car<<

Fotovoltaico, di chi sono i portafogli più “ricchi” in Europa


Author: Giulio QualEnergia.it – Il portale dell’energia sostenibile che analizza mercati e scenari

In cima alla lista, elaborata da Solarplaza, troviamo lo stesso fondo inglese Octopus che sta investendo molto sul solare italiano in market parity. La prima compagnia italiana è al tredicesimo posto, EF Solare Italia, con 395 MW. La top 70 del FV in Europa.

Sono targati Gran Bretagna e Germania i principali investitori del fotovoltaico in Europa, secondo la tabella, che riportiamo sotto, elaborata per il quinto anno consecutivo dalla società di consulenza Solarplaza, con i 70 maggiori portafogli FV nel nostro continente.

Al primo posto assoluto, con oltre 1 GW di capacità installata, troviamo quel …