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Russland: Uefa entzieht Kasan den Europäischen Supercup

Author: DER SPIEGEL

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Die Arena im russischen Kasan

Die Arena im russischen Kasan

Foto: imago/Russian Look

Der europäische Supercup wird zu Beginn der kommenden Fußballsaison nicht wie geplant in Kasan stattfinden. Die Europäische Fußball-Union Uefa entzog Russland die Rolle als Gastgeber. Stattdessen wird das Duell zwischen den Siegern der Champions League und der Europa League am 16. August im Stadion von Olympiakos Piräus ausgetragen. Das entschied das Exekutivkomitee des Kontinentalverbands.

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🇬🇷 The #UEFAExCo decided to relocate the 2023 UEFA #SuperCup from Kazan, Russia, to Athens, Greece.

⚽ The game will be played at the Georgios Karaiskakis Stadium in the Greek capital on Wednesday 16 August at 21:00 CET: ⬇️

&mdash; UEFA (@UEFA) January 25, 2023

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— UEFA (@UEFA) January 25, 2023

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Kasan, rund 700 Kilometer östlich von Moskau gelegen, war im Rahmen der Weltmeisterschaft 2018 Gastgeber bei sechs Partien, unter anderem der letzten deutschen Begegnung, dem 0:2 gegen Südkorea. Im Karaiskakis-Stadion findet nun erstmals ein europäisches Finale statt.

Russische Teams seit 2022 ausgeschlossen

Russische Teams sind seit Ende Februar 2022 wegen des Angriffskriegs Russlands in der Ukraine von Wettbewerben der Uefa und des Weltverbands Fifa ausgeschlossen. Auch das ursprünglich in Sankt Petersburg geplante Champions-League-Finale 2022 wurde Russland entzogen und in Paris ausgetragen.

Bereits das Champions-League-Finale musste verlegt werden, damals allerdings noch wegen der Coronapandemie. Statt in Istanbul fand es im portugiesischen Estádio do Dragão in Porto statt.

Gespräche über eine mögliche Rückkehr

Am Dienstag hatte es Gespräche einer Delegation des russischen Verbands RFU und Vertretern der Uefa in Nyon gegeben. Zentrales Thema sei die mögliche Rückkehr russischer Teams in die internationalen Wettbewerbe gewesen, hatte der RFU der Nachrichtenagentur Interfax zufolge mitgeteilt.

Der Dialog soll demnach fortgesetzt werden. Das nächste Treffen sei für Februar terminiert worden. Die Uefa kommentierte das Treffen nicht.

Der britische Sender Sky News hatte am Dienstag berichtet, dass der Ausschluss bis zu einem Ende des russischen Angriffskriegs gegen die Ukraine aufrechterhalten bleiben solle. Dieser Bann könnte auf europäischer Ebene vom Uefa-Exekutivkomitee aufgehoben werden.

mfu/dpa

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Calcio

Juventus Women, la filosofia non cambia: esordio per la 2005 Moretti

Author: Tuttosport

Da Miretti a Moretti, la filosofia nella Juventus non cambia. Il mondo bianconero sta mettendo sempre più in risalto i giovani di talento. Sono risparmi sul calciomercato, aveva detto Agnelli in una delle sue ultime apparizioni da presidente. Tutte le squadre stanno seguendo questa strada, anche le Women. Contro il Chievo Montemurro ha regalato qualche minuto a Ginevra Moretti, classe 2005 dalla grandi prospettive.

Juventus Women, le bianconere regolano il Chievo in Coppa: le immagini della partita

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Juventus Women, le bianconere regolano il Chievo in Coppa: le immagini della partita

Moretti, la prima volta con le Women

Giny’s joy“, così la Juventus Women ha descritto su Instagram l’esordio di Moretti. “Ciao a tutti, sono molto contenta per il mio esordio e per la vittoria portata a casa” – queste le parole della giocatrice dopo il triplice fischio. La gioia al termine di un percorso. L’inizio di una nuova corsa dopo aver tagliato solo un primo traguardo, quello dell’esordio in prima squadra. L’attaccante si è messa in mostra in Primavera con partite di livello e ha seguito i famosi “step” prima del salto di categoria. Un po’ come è accaduto anche ai ragazzi lanciati da Allegri. Un modo di pensare condiviso.

Ginevra Moretti è stato il classico amore a prima vista. Prima di passare alle Women, già vestiva il bianconero, quello dello Spezia. Con i liguri si è presentata al mondo del calcio. Nell’estate del 2020 il suo nome era finito sull’agenda di molti grandi club, ma alla fine riuscì a spuntarla la Juventus. Le sue prestazioni hanno subito convinto Nazzarena Grilli, allora ct dell’Italia U17. La prima a convocarla in Nazionale. E ovviamente l’attaccante ha risposto con il gol (sono già tre in azzurro). Ora il debutto in bianconero: Moretti corre e non ha intenzione di fermarsi.

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Calcio

Troppe domande

Author: Milan Night

Mi risulta difficile scrivere o dire qualcosa di sensato dopo queste partite, ma ahimè oggi tocca a me. Io che sono un innamorato cronico del Milan e non dormo alla notte quando capitano questi periodi, forse dovrei smettere, ma la passione e l’amore che provo per questi colori mi frega sempre.
Inutile fare tanti giri di parole, la nostra crisi parte da lontano non dalla partita con la Roma. La partita con i capitolini può essere stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso e da lì è una emorragia senza fine, che si fa fatica ad arginare.
Però voglio provare, o almeno ci provo, ad analizzare la situazione con un po’ di obiettività, quella poca che mi è rimasta.

“Oggi il Milan con una visione strategica di alto livello può andare a competere il prossimo anno con le più grandi. Se invece si scegliesse una visione di mantenimento, senza investimenti, senza una idea da Milan rimarremmo nel limbo tra le migliori sei o sette squadre in Italia per tentare di rivincere lo scudetto e qualificarci in Champions. Per questo è il momento che la proprietà, Elliott o quella che potrebbe arrivare, chiuda il triennio e capisca che strategia vuole per il futuro. Con due o tre acquisti importanti e il consolidamento dei giocatori che abbiamo possiamo competere per qualcosa di più grande in Champions” (P. Maldini)

Quello che vi ho riportato sono le parole che Maldini dice in quella famosa intervista del 27 maggio alla Gazzetta dello sport. Cinque giorni dopo la conquista dello scudetto.
Tutti ricordiamo come abbiamo vissuto quel periodo dove per un mese il rinnovo della dirigenza è stato in bilico. Accordo che arriva alla sera del 30 giugno.
Chiaramente tutti, dopo essere diventati campioni d’Italia, ci aspettavamo un rinnovo automatico di tutto lo staff dirigenziale e anche un certo tipo di mercato. Perché dal 2020 dopo il caso Boban e il lockdown per il covid, il Milan ha fatto un percorso di continua e costante crescita societaria e tecnica.
Quindi nel filone del miglioramento ci aspettavamo un qualcosa di diverso e anche Paolo molto probabilmente se lo aspettava. Ma tutta questa attesa per il rinnovo dei dirigenti, del cambio di proprietà tra Elliott e RedBird ha portato ad una modifica dei piani e a fare un mercato diverso dalle idee originali.
Proprio perché sei Campione d’Italia non puoi pensare e organizzare come gli anni precedenti. Molto probabilmente lo scudetto è arrivato in anticipo, e la vittoria della scorsa primavera ha sparigliato i programmi. Perché ora le aspettative sono diventate più alte. Concetto che posso provare a comprendere, però con il tricolore sul petto hai l’obbligo di ragionare e programmare in modo diverso. Invece quest’anno, fino al giorno d’oggi, tutto si è fermato, tutto si è cristallizzato e non c’è nessun segno di crescita. Tutto fermo, tutto piatto non dai più quella sensazione di unità societaria. Proprietà che nel frattempo è cambiata ma è impalpabile perché a parte l’intervista di insediamento dove Cardinale tra un great e un beautiful altro non ha fatto seguire. E vedere a Riyad Gordon Singer seduto a fianco di Maldini anziché proprio lo zio Gerry io qualche domanda me la sono posta.
Ma alla fine chi ci comanda?
Perché Gordon e non Gerry?
Che forma abbiamo di società?
La forma dell’acqua?
Non è che Cardinale è l’ennesima testa di legno per togliere dalla visibilità i Singer?
Ho sempre più la sensazione che possa essere un anno di passaggio, sperando che sia uno solo. Chissà cosa si sono detti in quella famosa chiacchierata tra Cardinale e Maldini in sede di rinnovo. Azzardo una ipotesi: “Caro Paolo sistemiamo ancora qualcosina e poi fra un anno abbiamo più margini di manovra.” Non lo so, non ho la verità assoluta e guardando come stanno andando le cose è una risposta ad una mia domanda che mi sono dato da solo. Peccato che questo anno di pseudo passaggio sia avvenuto dopo una vittoria importante come lo scudetto.
Con tutte queste vicissitudini la stagione seguente non poteva iniziare bene e le dichiarazioni di Maldini a Lecce non fanno che aumentare tutti i miei dubbi e le mie domande.

“Quando tutti versano lacrime di coccodrillo perché il calcio è in difficoltà, noi dovremmo essere presi di esempio. Noi ci sentiamo competitivi, siamo Campioni d’Italia in carica e abbiamo queste quattro competizioni da giocare, quindi non faremo grandi investimenti” (P. Maldini prima di Lecce-Milan)

Paolo, non starai mica diventando aziendalista anche tu? Tu che sei stato il mio eterno garante del milanismo e che le cose vengano fatte con una certa logica per il bene del Milan.
Perché è evidente che la rosa ha delle lacune a cui è stato cercato di porre rimedio, però purtroppo non è andata come ci si aspettava. Origi ad oggi è un acquisto sbagliato, e non credo ci sia nulla di male nel dirlo. I giovani che sono stati presi hanno bisogno di tempo, che non hanno. Perché tutti facciamo l’esempio di Tonali e Leao ma loro a differenza di Charles avevano tempo. Giocavano in Milan in ristrutturazione, Leao è arrivato con Giampaolo, ma sicuramente non era un Milan che doveva vincere forzatamente. Un portiere serve come il pane, un attaccante che dia il cambio a Oliviero, tornato dal mondiale spompato e deluso: serve. Un centrocampista a far tirare il fiato a Isma e Sandro: serve. Solo per fare alcuni esempi. Oppure cambiamo modo di giocare ma qui entriamo in un altro discorso. Paolo dici che siamo competitivi, ma Kessie, che non era un fenomeno ma funzionale al nostro gioco è stato sostituito solo a livello numerico con Vranckx ma non in campo e idem Romagnoli.
Paolo mi stai preoccupando se dici così.

“Dobbiamo capire che questo è un altro campionato. Dobbiamo mettere un punto e ripartire da zero.” (S. Tonali)

E arriviamo alla squadra. A Bergamo, Tonali aveva già fatto la fotografia di quello che saremmo diventati, rileggendo a distanza di questi mesi mi viene una domanda mista e riflessione: quanto questo gruppo è riuscito a mettere quel famoso punto?
Quanto il gruppo è riuscito a metabolizzare la vittoria del campionato scorso?
Quanto il gruppo non è riuscito a gestire quel meraviglioso trionfo? E quando dico gruppo intendo società, giocatori e mister.
Sono domande che mi continuo a porre da agosto perché i problemi tecnici li abbiamo sempre avuti fin dalle primissime amichevoli estive, ero a Vicenza ai primi di Agosto e non dimentico come è stata approcciata la partita.
Ora siamo qui tutti ad invocare il ritorno di Ibra, ma anche qui mi sorgono delle domande:
Quanto Ibra sta pensando al gruppo?
Perché non era in Arabia con loro? Non penso che nel super mega Albergo saudita non potesse fare rieducazione per tre giorni.
Quanto sta pensando da calciatore?
E quanto sta cercando di capire se può rientrare o porre la fine della sua carriera?
Io voglio molto bene a Zlatan, perché il Milan dello scudetto è molto merito suo, però avrebbe fatto bene finire la carriera con il famoso tavolo rovesciato a Reggio Emilia, d’altronde la sua promessa l’ha mantenuta.
E quando rientra da un infortunio pesante e lungo sarà ancora decisivo?
Alla fine stiamo pagando una gestione abbastanza caotica, perché con i problemi tecnici e societari di Juventus e Inter non aver provato ad affondare il colpo per mettere più distanza tra noi e loro, per me è un errore grave. E qui mi faccio un’altra domanda (lo so sono troppe, perdonatemi): perché non lo abbiamo fatto?
Solo per tenere fede alla programmazione originale?
Paura di accelerare troppo?
Non si chiedeva di andare ad acquistare giocatori da 100 milioni, ma nemmeno prendere dei giocatori di troppa prospettiva. Perché che piaccia o no, la squadra tecnicamente è più debole della scorsa stagione.
Volere bene al Milan non è nascondere la polvere sotto il tappetto ma elogiare quando le cose sono fatte bene e criticare in modo costruttivo quando ci sono i problemi, ed in questo periodo di problemi che fanno nascere domande c’è ne sono tanti e non sarà Zaniolo a risolverli.
Cosa possiamo fare noi tifosi? Semplicemente stare vicini alla squadra, perché i ragazzi hanno bisogno di noi. Sarò un inguaribile romantico ma amo troppo il Milan.
Come si scriveva una volta sui muri e sui libri W Milan

FVCRN

Harlock

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Calcio

Caso plusvalenze, Giorgetti: «Non escludo novità o proposte da parte del governo»

Author: Calcioblog

Le parole del ministro Giorgetti sul caso plusvalenze fittizie: «lo Stato vuole capire cosa significa questo ‘fittizio’»

Intervistato dai giornalisti a margine dell’’edizione di Telefisco 2023, il ministro dell’Economia Giorgetti ha parlato del caso Juve sulle plusvalenze. Di seguito le sue parole.

«Come Mef abbiamo assistito al dibattito pubblico in cui si è dato per scontato che ci sia stato un ricorso sistematico a plusvalenze fittizie nel mondo del calcio, quindi lo Stato vuole capire cosa significa questo ‘fittizio’. Al ministero stiamo riflettendo se la normativa fiscale fotografa in modo coerente e corretto questo fenomeno. Non escludo novità o proposte da parte del governo in questo senso. La norma potrebbe cambiare, abbiamo avviato un analisi su un fenomeno che tutti dicono avvenga, ma se è così lo Stato deve mettere mano ed evitare che accada».

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Energia

Babaco Market, gli italiani e lo spreco alimentare

Author: Rinnovabili.it

spreco alimentareCoutesy Babaco Box

Babaco Market è un servizio di e-grocery 100% italiano che combatte lo spreco alimentare lungo tutta la filiera, ovvero dal campo alla tavola.

Babaco Market ha commissionato una ricerca a BVA-Doxa per tracciare un identikit dei consumatori con l’obiettivo di capire quale sia il comportamento degli italiani nei confronti dello spreco alimentare.

Pensiero e azione contro lo spreco

La ricerca ha identificato quattro gruppi: virtuosi, benintenzionati, parsimoniosi e noncuranti.

L’impressione che si ricava dal risultato complessivo è confortante: le prime tre categorie rappresentano il 67% degli intervistati, e questo testimonia la crescente attenzione degli italiani ai temi ambientali e quindi allo spreco alimentare (è opportuno ricordare che proprio nelle nostre case avviene uno ogni giorno uno spreco enorme).

Esiste tuttavia una minoranza di noncuranti (il 33% degli intervistati) che evidentemente non si preoccupano più di tanto dello spreco alimentare e non lo considerano un problema a tutti gli effetti. Proprio su questo gruppo di persone si deve lavorare di più, per informarli e responsabilizzarli su qualcosa che riguarda anche loro.

Virtuosi

Vediamo a grandi linee i quattro gruppi di opinione.

I virtuosi (30%), per i quali la frase chiave è «Mi organizzo e faccio tutto il possibile per non sprecare il cibo».

Sono consapevoli dell’entità dello spreco alimentare e dei suoi effetti sull’ambiente, e ritengono molto importante l’obiettivo ONU di ridurlo entro il 2030.

Molto attenti a non sprecare cibo, comprano piccole quantità di cibo e adottano un menù settimanale per regolarizzare acquisti e consumi. Amano molto la frutta e la verdura fresca, sono attenti alla stagionalità e l’origine italiana è prioritaria nelle scelte di acquisto.

Meno sensibili al prezzo, usano siti e app che supportano cibi Made in Italy e pratiche antispreco.

I benintenzionati sono il 21%. Si impegnano a non sprecare «ma ogni tanto capita».

Benintenzionati

Conoscono il problema dello spreco alimentare e il suo impatto sul cambiamento climatico. Ritengono molto importante agire in prima persona per ridurre gli sprechi e sono molto attenti a non buttare via cibo. Tuttavia, qualche volta si dimenticano di consumare il cibo acquistato oppure ne acquistano in eccesso.

L’azione che adottano più frequentemente per contrastare lo spreco alimentare è porzionare e congelare il cibo.

Amano frutta e verdura fresca, soprattutto perché sono considerate parte di una dieta sana. Non sono disposti a spendere di più per prodotti di marca quando acquistano frutta e verdura, ma sono poco attenti alla lista della spesa e alla programmazione settimanale.

Per realizzare una migliore organizzazione, hanno un interesse positivo verso siti e app che supportano cibi made in Italy e pratiche antispreco.

Parsimoniosi e noncuranti

Il 16% è rappresentato dai parsimoniosi, che «non sprecano per risparmiare».

Rispetto ai due gruppi precedenti sono meno consapevoli dell’entità dello spreco alimentare e del suo impatto sull’ambiente.

La loro attenzione a non sprecare cibo è motivata dal risparmio, non buttano via niente grazie a un’organizzazione delle scorte per data di scadenza e all’acquisto di prodotti durevoli. Sono poco amanti di frutta e verdura fresca e più sensibili al prezzo.

Il 33% degli intervistati appartiene alla categoria dei noncuranti, ovvero quelli che «conoscono il problema, ma non si attivano particolarmente».

Pur sapendo che lo spreco alimentare è un problema, non ritengono importante contrastarlo.

Infatti non si preoccupano di non sprecare cibo, e spesso lo buttano, anche perché la loro gestione degli alimenti è poco oculata: si dimenticano di consumare il cibo, ne acquistano troppo o in formati troppo grandi e quando cucinano hanno inevitabili avanzi che finiscono nella spazzatura.

Sono poco amanti di frutta e verdura fresca, non sono attenti alla stagionalità e alla provenienza dei prodotti. Acquistano spesso verdure surgelate o conserve e sono poco organizzati: non hanno l’abitudine di fare una lista della spesa o una programmazione dei consumi alimentari.

“C’è un supereroe in ognuno di noi”

Per sostenere la lotta allo spreco alimentare e dargli maggiore visibilità, dal 30 gennaio Babaco Market avvierà la campagna di comunicazione “C’è un supereroe in ognuno di noi”, solo apparentemente ironica.

I protagonisti della campagna sono Supercedro, Capitan Radicchio e Wonder Pomodoro: insieme ai loro coltivatori hanno combattuto condizioni climatiche avverse e standard di bellezza restrittivi prima di arrivare nelle Babaco Box.

Anche i clienti di Babaco, i Babaco Lovers, sono degli eroi del consumo consapevole: salvano dalla spazzatura frutta e verdura brutta ma buona e cercano di avere uno stile di vita sostenibile.  Nelle Babaco Box troveranno questi e tanti altri prodotti supereroi.

Con la campagna “C’è un supereroe in ognuno di noi” Babaco Market è una presenza virtuosa nella filiera produttiva ortofrutticola: riconosce un prezzo equo ai produttori agricoli eli aiuta adare il giusto valore a quei prodotti che faticano a trovare sbocco commerciale.

Il mercato, infatti, è implacabile e non perdona prodotti buonissimi ma esteticamente poco affascinanti a causa di difformità estetiche, sovrapproduzioni o perché colture territoriali di nicchia, pur se di eccellenza, sono poco conosciute al grande mercato (sono presenti anche alcuni presidi Slow Food).