Dal MiSE arrivano 65 milioni per le Smart City

Con una dotazione iniziale di 65 milioni e con la firma, da parte del Ministro Federica Guidi, dell’Atto di Indirizzo in materia di Smart City viene lanciato il primo programma di intervento del Ministero dello Sviluppo Economico per le città intelligenti.

Con una dotazione iniziale di 65 milioni e con la firma, da parte del Ministro Federica Guidi, dell’Atto di Indirizzo in materia di Smart City viene lanciato il primo programma di intervento del Ministero dello Sviluppo Economico per le città intelligenti.

Il programma – spiega una nota del MiSE – mira a rafforzare la dotazione infrastrutturale delle città, attraverso Smart Grid interconnesse con le infrastrutture di banda larga, e a potenziare la capacità dell’industria di rispondere ai fabbisogni di servizi innovativi espressi dalle smart city, grazie a quartieri-pilota in cui verranno sperimentate soluzioni non ancora presenti sul mercato.

Per raggiungere questi obiettivi, il MiSE ha deciso di puntare su progetti pubblico-privati ben identificati e misurabili, sia nelle risorse occorrenti che nella loro sostenibilità, grazie anche ad un confronto continuo con le città e con gli stakeholder privati, dedicando iniziali 65 milioni di euro all’attivazione di due specifiche misure: la prima, finalizzata alla promozione di infrastrutture e servizi energetici efficienti e connessi nelle aree urbane; l’altra all’attivazione di appalti pre-commerciali di grandi dimensioni in risposta ai fabbisogni più innovativi espressi dalle amministrazioni.

Il programma prenderà avvio dalle aree metropolitane, grazie alla stretta collaborazione avviata in queste settimane con il Coordinatore ANCI delle Città Metropolitane, Dario Nardella.

Oggi si è tenuto, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, il primo incontro con i rappresentanti delle Città Metropolitane

Nei prossimi giorni il Ministero avvierà una consultazione con gli operatori privati nei settori IT, Energia e TLC, finalizzata alla realizzazione condivisa delle Linee Guida per i progetti.

Autore: QualEnergia.it – Il portale dell’energia sostenibile che analizza mercati e scenari

Rifiuti agricoli e CO2 per la plastica senza petrolio

Plastica senza petrolio Adesso è possibile

(Rinnovabili.it) – Rifiuti agricoli ed erbe non commestibili mixati con anidride carbonica possono dare vita a una plastica sostenibile, non derivata dal petrolio. L’hanno scoperto gli scienziati della Standford University, che pubblicano un articolo su Nature in cui spiegano il nuovo processo.

«Il nostro obiettivo è sostituire i prodotti derivati ​​dal petrolio con plastica a base di CO2 – ha detto Matthew Kanan, assistente di chimica all’Università di Stanford – Se si riuscisse farlo senza utilizzare energie non rinnovabili, si potrebbe ridurre drasticamente l’impronta di carbonio del settore delle materie plastiche».

Viva il PEF, abbasso il PET

Plastica senza petrolio Adesso è possibile 3Molti prodotti in plastica oggi sono costituiti da un polimero chiamato polietilene tereftalato (PET), noto anche come poliestere. In tutto il mondo, circa 50 milioni di tonnellate di PET sono prodotte ogni anno per diversi settori, come il tessile, l’elettronica, i il packaging e la cosmesi. Il PET è costituito da due componenti, acido tereftalico e glicole etilenico, derivati ​​da petrolio raffinato e gas naturale. Il processo produttivo libera grandi quantità di anidride carbonica, il gas serra che più contribuisce al riscaldamento globale.

«L’uso di materie prime fossili, combinato con l’energia necessaria per produrre il PET, genera più di quattro tonnellate di CO2 per ogni tonnellata di PET che viene prodotta», ha spiegato Kanan.

Così, lui e i suoi collaboratori hanno deciso di concentrarsi su una promettente alternativa al PET, chiamata polietilene furandicarbossilico (PEF). Il PEF è composto da glicole etilenico e un composto chiamato acido 2,5-furandicarbossilico (FDCA). Si tratta di un sostituto interessante, perché l’acido FDCA può essere preso dalle biomasse invece che dal petrolio.

Nonostante le molte caratteristiche desiderabili del PEF, l’industria delle materie plastiche ha ancora trovato un sistema a basso costo per la produzione su larga scala. Fino ad oggi.

Come creare la plastica sostenibile

Il team di Stanford, ha rotto il tabù: ha tentato l’esperimento con il furfurale, un composto organico derivato da una varietà di prodotti agricoli tra cui mais, avena, grano, crusca, e segatura. Circa 400 mila tonnellate di furfurale vengono prodotte annualmente per l’utilizzo in resine, solventi e altri prodotti.

Tuttavia, ottenere FDCA da furfurale e CO2 richiede generalmente sostanze chimiche pericolose, costose da produrre e ad alta intensità energetica. Il team di Stanford ha risolto il problema utilizzando un composto molto più benigno: il carbonato. Combinandolo con CO2 e acido furoico (derivato dal furfurale) e riscaldando la miscela a 200 °C si è formato un sale fuso. Dopo cinque ore, l’89% della miscela di sali fusi si è convertita in FDCA. Il passo successivo, cioè la trasformazione del FDCA in plastica PEF, è un processo semplice, già elaborato da altri ricercatori.

Autore: Rinnovabili

Fotovoltaico italiano, nel 2015 un mercato da 301 MW

Nel 2014 si erano installati 424 MW fotovoltaici. Per l’eolico la nuova potenza 2015 è di 423 MW. Le fonti rinnovabili sono al 17,3% dei consumi finali lordi, tre punti oltre il target 2020. I dati preliminari pubblicati dal GSE assieme a quelli delle altre fonti rinnovabili.

Nel 2015 in Italia si sono installati 301 MW di nuova potenza da fotovoltaico. La stima preliminare pubblicata oggi dal GSE conferma le previsioni fatte al workshop di dicembre  di QualEnergia.it sul mercato italiano del FV. Nel report molti altri dati su tutte le fonti rinnovabili, sia elettriche che per gli usi termici e i trasporti. A livello complessivo, siamo al 17,3% dei consumi finali lordi, tre punti oltre il target 2020.

Fotovoltaico post-Conto Energia in leggera crescita

Nel 2014 si erano installati 424 MW di nuova potenza da FV: con i 301 dell’anno da poco concluso il calo sarebbe dunque del 29%, ma va  ricordato che nel 2014, almeno fino a maggio, ci sono state installazioni “strascico” di impianti incentivati con il Conto Energia.

Un confronto per vedere come sta andando il mercato post tariffa incentivante va dunque fatto sul periodo giugno-dicembre: negli ultimi 7 mesi del 2014 si sono installati impianti per 187 MW, nello stesso periodo del 2015 poco più di 196 MW. Si è dunque avuta una crescita del 4,8% (nel grafico qui sotto la potenza installata annualmente).

Il mercato del fotovoltaico, come si vede dai dati Gaudì aggiornati a novembre, è fatto soprattutto costituito da piccoli impianti, con potenze di picco sotto ai 20 kW che rappresentano il 64% del totale installato del 2015 (periodo gennaio-novembre).

Risulta chiaramente come sia stato fondamentale il ruolo della detrazione fiscale del 50%, prorogata anche per tutto il 2016, e la normativa sull’autoconsumo, esenzione dagli oneri in primis, per la quale, come abbiamo visto, c’è un futuro ancora incerto.

Il recupero dell’eolico

Venendo all’eolico, il dato preliminare GSE parla di 423 MW di nuova potenza installata nel 2015. La ripresa in confronto al 2014, quando si erano installati 123 MW, è sensibile, ma va ricordato che quell’anno aveva rappresentato uno vero e proprio stallo per la tecnologia. Ricordiamo infatti che nel 2013 si erano installati 442 MW e nel 2012 oltre 1,1 GW.

Come abbiamo visto dai dati Gaudì aggiornati a novembre, gli impianti eolici con potenza fino a 200 kW sono stati l’86% del totale in termini di numerosità e il 10% della potenza entrata in esercizio. Nel 2015 c’è stato un picco delle installazioni a giugno, dovuto essenzialmente a scadenze normative, e un boom in Basilicata – oltre 243 MW da gennaio a novembre – legato ad un cambiamento delle regole regionali che, di fatto, ha sbloccato la realizzazione di parchi eolici nella regione.

Produzione da rinnovabili scesa di 14 TWh

Per quel che riguarda le bioenergie (biomasse solide compresa la frazione biodegradabile dei rifiuti, biogas, bioliquidi) si sono installati nel 2015, secondo la stima preliminare GSE, 44 MW, contro gli 11 del 2014 e i 324 del 2013.

Nel complesso, come si vede dalla tabella sotto, si sono installati nel 2015 circa 1 GW di potenza di impianti a fonti rinnovabili, soprattutto FV ed eolico. L’elettricità prodotta da fonti pulite nel 2015 è invece calata di circa 14 TWh .

La contrazione stimata – si spiega del dossier GSE – è associata alla produzione idroelettrica: non tanto perché il 2015 sia stato un anno particolarmente negativo, quanto perché nel 2014 le condizioni climatiche furono estremamente favorevoli e la produzione raggiunse un livello mai toccato in anni recenti (vedasi grafico sotto).

Il contributo delle rinnovabili sui consumi elettrici nel 2015 è sceso al 32,8% dai 37,5% del 2014, anche per un leggero aumento dei consumi.

Sui consumi finali lordi (compresi dunque gli usi termici e i trasporti), come si vede dalla tabella sotto, siamo al 17,3%, cioè tre punti oltre il target che l’UE ci ha assegnato per il 2020.

Il report con i dati preliminari 2015 (pdf)

Autore: QualEnergia.it – Il portale dell’energia sostenibile che analizza mercati e scenari

Ecobonus per condomìni, il ritardo riscia di vanificare la misura

Considerando che le detrazioni per la riqualificazione energetica scadono il 31 dicembre 2016, forte il rischio che i ritardi da parte dell’Agenzia delle Entrate possano pregiudicarne l’effettivo utilizzo, avvertono Consiglio Nazionale degli Architetti e Legambiente.

Il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori e Legambiente esprimono in una nota stampa la loro preoccupazione per il grave ritardo nei tempi di definizione, da parte della Agenzia delle Entrate, delle modalità di accesso alle detrazioni fiscali per gli interventi di riqualificazione energetica che riguardano i condomìni, provvedimento approvato con la Legge di Stabilità 2016 e in linea con le proposte inviate da architetti e ambientalisti a Governo e Parlamento.

Il testo approvato nella Legge di Stabilità – proseguono le associazioni – prevede infatti di superare le difficoltà di accesso alle detrazioni fiscali per gli interventi edilizi, attraverso la possibilità di cederli ai fornitori che, anticipando le risorse necessarie per gli interventi, possono innescare un processo virtuoso di rigenerazione sul patrimonio edilizio italiano (si veda anche QualEnergia.it, Detrazioni fiscale 65%: mini-guida e novità 2016).

L’accesso a questa opportunità sarebbe stato possibile solo dopo che l’Agenzia delle Entrate ne avesse definito le modalità, ovvero entro 29 febbraio 2016, cosa che invece non è ancora avvenuta.

Considerando che le detrazioni scadono il 31 dicembre 2016 e tenuto conto della complessità di una decisione di intervento da parte dei condomìni è forte il rischio che i ritardi da parte dell’Agenzia delle Entrate e le incertezze rispetto all’orizzonte degli incentivi possano pregiudicarne l’esito positivo.

“Siamo indignati – sottolineano ambientalisti ed architetti – perché questa importante occasione per la riqualificazione del patrimonio edilizio condominiale sarà sprecata per precisa responsabilità dell’Agenzia delle Entrate, che non ha definito subito e in modo semplice i criteri di cessione delle detrazioni, vanificando così una buona norma voluta da Governo e Parlamento”.

Autore: QualEnergia.it – Il portale dell’energia sostenibile che analizza mercati e scenari

Cobat e Panorama portano l’economia circolare in tour

zero-vat(Rinnovabili.it) – L’economia circolare è pronta ad attraversare l’Italia da nord a sud. Come? Con Panorama d’Italia, il tour organizzato dal settimanale di Mondadori per raccontare i migliori esempi di imprenditoria che contribuiscono alla ricchezza del Paese. Il viaggio, che inizierà ufficialmente il 30 marzo, avrà un focus particolare, quello sulla circular economy. A raccontarla sarà Cobat, il Consorzio Nazionale Raccolta e riciclo che partecipa per il secondo anno consecutivo al progetto di Panorama. Attraverso 10 piazze, da Genova a Trapani, il tour darà vita ad un ricco programma di iniziative con l’obiettivo di replicare gli ottimi risultati della scorsa edizione. Nel 2015, i 215 eventi organizzati hanno coinvolto con 500 media, più di 190 imprenditori e 600 aziende.

In questo articolato contesto il compito di Cobat sarà quello di raccontare, avvalendosi della ricca rete di partner, le eccellenze imprenditoriali nel settore dell’ambiente, tra buone pratiche, nuovi modelli di business e l’ambizioso obiettivo “rifiuti zero”.

“Quello con Panorama d’Italia – dichiara il presidente di Cobat Giancarlo Morandi – è un percorso iniziato nel 2015 che guarda all’ambiente e all’innovazione come parole chiave per la rinascita economica del Paese. Il nostro consorzio è attivo da oltre 25 anni nella raccolta e nell’avvio al riciclo di prodotti tecnologici a fine utilizzo, dalle batterie esauste alle apparecchiature elettriche ed elettroniche, inclusi i moduli fotovoltaici. Vogliamo partire da questa lunga esperienza per dialogare con imprese e cittadini e capire assieme come mettere in atto un’economia circolare che dia benefici a tutti”.

L’edizione 2016 vedrà il consorzio coinvolto in due momenti fondamentali del tour: la tavola rotonda sulle eccellenze imprenditoriali e quella su clima e ambiente, organizzata dal settimanale di attualità e scienza Focus. Inoltre, Cobat organizzerà eventi ad hoc sull’economia circolare, coinvolgendo il tessuto produttivo, le amministrazioni locali e i cittadini.

 Il tour 2016 partirà il 30 marzo da Genova (30 marzo – 2 aprile), per poi toccare Macerata (20 – 23 aprile), Padova (11 – 14 maggio), Ravenna (8 – 11 giugno), Perugia (29 giugno – 2 luglio), la Costiera Amalfitana (7 – 10 settembre), Cagliari (28 settembre – 1 ottobre), Milano (16 – 22 ottobre), Mantova (9 – 12 novembre) e Trapani (23 – 26 novembre).

Autore: Rinnovabili